RUSSO, CANDIDATA SINDACO DI TURSI: «LA SFIDA È RENDERE IL COMUNE PIÙ MODERNO E DIGITALE»
Il Comune di Tursi, che si rinnoverà a seguito delle amministrative del prossimo 24 e 25 maggio, vedrà una delle due candidate alla guida.
Oggi incontriamo Filomena Russo, avvocato «con una profonda passione per il diritto e la tutela della legalità.
Dopo la maturità classica, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Roma, ho poi consolidato la formazione con un Master di II livello e un corso di perfezionamento in Appalti e Anticorruzione.
Abilitata alla professione forense, che considero la più nobile delle carriere, esercito oggi con dedizione ricoprendo anche il ruolo di Vicepresidente di AIGA per la sezione di Matera.
Il mio impegno politico è iniziato a 17 anni nel movimento Azione Giovani e si è rafforzato durante l’università con Azione Universitaria.
In quegli anni, al fianco di figure come il Sen. Gasparri e il Presidente Meloni, ho ricoperto ruoli dirigenziali a Roma e sono stata eletta -come unica donna nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione dell’ateneo.
Dopo una parentesi dedicata alla crescita professionale e alla famiglia -pilastro della mia vita come moglie e madre- ho deciso di mettere competenze e passione al servizio della mia comunità, candidandomi a per la mia splendida Tursi».
Tursi è il più grande dei 6 centri della provincia di Matera al voto. Quali sfide comporta?
«Amministrare un Comune di circa 4.800 abitanti richiede un approccio molto diverso rispetto alle grandi metropoli: significa gestire risorse limitate a fronte di una vicinanza quotidiana e diretta con i cittadini.
Con bilanci ridotti e personale esiguo, ogni scelta deve essere oculata per garantire servizi efficienti senza sprechi.
La burocrazia resta un ostacolo, ma il mio obiettivo è trasformare l’ente in un’amministrazione moderna, digitale e snella.
La vera sfida, però, risiede nella valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale: una risorsa fondamentale per innescare uno sviluppo reale, contrastare lo spopolamento e offrire un futuro alle nuove generazioni».
Quale dei punti del programma elettorale avete inserito tra le priorità? Ci sono “eredità” del sindaco uscente, che porterete a termine?
«Il programma di “Visione Comune” è il frutto di un lungo percorso di ascolto con la cittadinanza.
Abbracciamo ogni pilastro della vita comunitaria: dall’agricoltura – motore instancabile della nostra economia- alla scuola, dalla sanità alla cultura, intesa non solo come identità ma come volano turistico.
Decoro urbano, sicurezza e sostegno alle famiglie sono al centro della nostra azione per costruire una cittadinanza più consapevole.
Raccogliamo una sfida importante: valorizzare quanto fatto finora, specialmente in un passato segnato da criticità finanziarie.
L’eredità più preziosa che riceviamo è un bilancio sano.
Da qui ripartiremo per consolidare i progetti avviati e fare del nostro meraviglioso centro storico il cuore pulsante di una nuova stagione di rinascita, capace di generare occupazione e crescita culturale».
Anche la vostra è una lista civica. Di che anime si compone?
«La nostra è una lista civica nata dall’incontro tra esperienza amministrativa e spirito di rinnovamento. Crediamo fermamente che il futuro si costruisca unendo chi conosce la macchina pubblica a chi porta idee fresche e partecipazione.
Non ci siamo uniti solo per vincere una competizione elettorale, ma per gettare le basi del domani.
Abbiamo scelto persone che vivono Tursi ogni giorno, che ne conoscono i problemi reali e che possiedono competenze specifiche unite a un amore profondo per il territorio.
“Visione Comune” non è solo un nome: è l’idea di una comunità che si unisce per far progredire la propria città».
Tursi vede una sfida al femminile. Nel 2026 le donne rappresentano oltre un terzo degli amministratori locali nei Comuni italiani…
«Il fatto che sia una sfida al femminile è un segnale storico e potente.
È il riflesso di un cambiamento culturale profondo: le donne sono ormai protagoniste stabili nei ruoli di vertice delle Istituzioni.
Per troppo tempo la politica è stata considerata uno spazio esclusivamente maschile; oggi dimostriamo che competenza, visione e determinazione non hanno genere.
Tuttavia, è fondamentale non ridurre questa sfida a una semplice etichetta di genere.
Gli elettori e le elettrici sono chiamati a scegliere sulla base della credibilità, dei programmi e delle idee. Il nostro essere donne è un valore aggiunto, ma sarà la bontà del nostro progetto per Tursi a fare la differenza».

