INVIATI I PARERI CONTRARI AI PERMESSI DI RICERCA PETROLIFERAA Cronache il punto dell’Assessore Ditaranto e del Sindaco Zito

INVIATI I PARERI CONTRARI AI PERMESSI DI RICERCA PETROLIFERA

L’ Assessore Donato Ditaranto e il Primo cittadino di Montescaglioso, Vincenzo Zito, snocciolano il tema delle istanze petrolifere ricadenti nel territorio comunale.

«Nell’esclusivo interesse della Comunità di Montescaglioso e della tutela del territorio l’Assessore, in qualità di Consigliere del Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Basilicata, ha espresso parere negativo sulle istanze “Il Perito” e “La Capriola”» ha reso noto il Primo cittadino. Ascoltati da Cronache, Ditaranto e Zito entrano nel dettaglio.

Assessore, i permessi di ricerca idrocarburi denominati “La Capriola” e “Il Perito” affondano le radici nel lontano 2013. Ci descrive le due aree interessate, e cosa accadde in quegli anni?

«Dal punto di vista naturalistico le aree interessate dai permessi di ricerca rientrano in un territorio caratterizzato da un paesaggio rurale di pregio, in cui si alternano aree agricole tradizionali, contesti paesaggistici di valore e sistemi geomorfologici tipici dei versanti argillosi, spesso soggetti a fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico.

Le istanze risalgono al 2013, in un periodo in cui il territorio era già interessato da particolare attenzione per la propria fragilità geologica. In quegli anni eventi legati al dissesto, causando una grossa frana in paese, hanno rafforzato la consapevolezza della vulnerabilità dell’area e del- la necessità di una pianificazione prudente degli interventi sul sottosuolo»

Recentemente lei ha trasmesso via PEC i pareri, insieme alla richiesta di convocazione urgente dell’Assemblea, al Presidente del Consiglio Regionale Pittella. Cosa si evince dai pareri e cosa chiederete nell’Assemblea?

«Dai pareri trasmessi al Presidente del Consiglio Regionale emerge una valutazione complessiva di forte criticità rispetto ai permessi di ricerca.

In particolare, è stato espresso parere contrario all’intesa regionale, sulla base di diversi elementi principali.

L’area, infatti, è soggetta a vincoli paesaggistici e culturali ai sensi del D.Lgs. 42/2004, che richiedono tutele specifiche per la presenza di beni ambientali e paesaggistici.

Dal punto di vista territoriale e ambientale, il contesto è caratterizzato da una elevata fragilità idrogeologica, con aree a rischio frana e idraulico e con vincoli idrogeologici già presenti sul territorio.

Le attività previste dal progetto, come indagini geofisiche e possibili perforazioni esplorative, possono comportare impatti potenziali su suolo, sottosuolo e risorse idriche, oltre a effetti indiretti legati alle emissioni e alla pressione antropica.

Nel complesso, si ritiene necessario applicare un principio di massima cautela, considerando la tutela dell’ambiente e della salute pubblica come priorità.

La richiesta di convocazione dell’Assemblea, infine, mira a garantire un confronto istituzionale ampio e trasparente tra tutti gli Enti competenti e una valutazione complessiva degli impatti».

Tra il 2022 e il 2024 la Situazione PITESAI è cambiata, in quanto molte aree erano state ritenute non idonee, riducendo drasticamente le zone di ricerca, da 188 km q. a 86, per “La Capriola” ma dopo la sentenza del TAR Lazio del 2024 che ha annullato parte del PITESAI, la Società energetica ha ri- preso le istanze, chie- dendo di operare sull’intera area originaria?

«Sì, a seguito di alcuni sviluppi giurisprudenziali e amministrativi intervenuti nel 2024, il quadro applicativo del PITESAI ha conosciuto una fase di ulteriore evoluzione interpretativa.

In questo contesto si registra la riproposizione di istanze da parte dei soggetti proponenti, che fanno riferimento ai perimetri originari dei titoli di ricerca. Si tratta di una fase ancora in evoluzione, nella quale gli Enti competenti sono chiamati a esprimersi nel rispetto del quadro normativo vigente e degli strumenti di pianificazione territoriale».

Le associazioni ambientaliste e i rappresentanti locali hanno espresso contrarietà. Quali sono i punti sollevati

«Nel corso del tempo, Associazioni ambientaliste, Amministrazioni locali e rappresentanti del territorio hanno evidenziato diverse criticità legate ai permessi di ricerca, tra le quali la forte vocazione agricola del territorio, la presenza di aree di pregio paesaggistico e naturalistico, la fragilità idrogeologica dei suoli e la necessità di valutazioni approfondite sugli impatti ambientali e sanitari.

Le aree potenzialmente interessate infatti, comprendono un ampio contesto della collina materana, caratterizzato da insediamenti rurali diffusi e da un sistema agricolo consolidato.

In questo quadro, la fragilità del territorio rappresenta un elemento centrale di attenzione, che richiede particolare cautela rispetto a interventi che possano interferire con l’equilibrio del sottosuolo.

Nel corso degli anni, inoltre, sono stati organizzati incontri pubblici, iniziative territoriali e momenti di confronto promossi da Associazioni, Comitati e rappresentanti Istituzionali, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sui possibili impatti ambientali e territoriali connessi ai permessi di ricerca e sull’importanza della tutela del territorio».

Sindaco, da molti anni siete mobilitati per la tutela del territorio. Cosa percepisce dalla sua comunità? Oltre alle istanze petrolifere, ricade sul territorio anche il progetto di deposito scorie, e proprio recentemente avete espresso l’unanime contrarietà della comunità montese, a Matera. Ci dice di più?

«Come Sindaco e Presidente della Comunità del Parco della Murgia Materana, la mia posizione rappresenta una visione politica chiara e coerente che porto avanti sin dal primo giorno del mio insediamento.

Tra i primis- simi atti della Giunta, approvammo una Delibera specifica sul “Principio di Precauzione”. Non è stata una scelta simbolica: abbiamo stabilito che, di fronte a rischi potenziali per la salute e l’ambiente, la tutela dei cittadini deve prevalere su qualsiasi interesse economico o estrattivo.

Questo impegno, preso esattamente dieci anni fa, è la bussola che orienta ancora oggi la nostra opposizione alle istanze di ricerca idrocarburi.

Dalla mia Comunità percepisco una consapevolezza matura e una ferma opposizione.

Abbiamo un’agricoltura di qualità, un inestimabile paesaggio rupestre ed un turismo che finalmente sta fiorendo.

Inoltre, recentemente abbiamo ribadito un concetto fondamentale: il nostro territorio ha già dato molto ed ha intrapreso una strada diametralmente opposta a quella dei rifiuti nucleari.

Montescaglioso, la murgia e le aree limitrofe presentano fragilità che mal si conciliano con la sicurezza richiesta da un deposito di scorie»

Tutte queste istanze come impattano anche sul lavoro che l’Amministrazione sta portando avanti con progetti di riqualificazione, rilancio e promozione del territorio?

«Queste istanze rappresentano una minaccia diretta e concreta a tutto il lavoro di pianificazione che la nostra Amministrazione sta portando avanti dal 2016.

Stiamo investendo milioni di euro in progetti di riqualificazione urbana, recupero del patrimonio storico e potenziamento delle infrastrutture turistiche.

Pensiamo ai lavori nel nostro centro storico o ai progetti legati alla sentieristica nel Parco della Murgia.

Che senso ha investire nella bellezza e nell’accoglienza se, a pochi chilometri di distanza, il paesaggio rischia di essere sfregiato da torri di trivellazione o, peggio, da un deposito di scorie? Il nostro progetto di rilancio è fondato sulla sostenibilità e sulla cultura.

Le istanze di ricerca idrocarburi e il deposito scorie rappresentano esattamente l’opposto»

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti