IL TRADIMENTO DI DE FILIPPISIl Dg rispetti la Basilicata, le istituzioni non sono un taxi

IL TRADIMENTO DI DE FILIPPIS

Mandare curriculum in giro è una prassi piuttosto consolidata tra i giovani e anche tra i tanti che giovani più non sono ma cercano una stabilità lavorativa.

Viviamo il tempo del precariato permanente e guardarsi intorno in cerca di nuove opportunità è diventato un rito che chiunque fa molto spesso per non dire quotidianamente.

È ovviamente molto scorretto verso l’attività per la quale lavori mandare curriculum mentre ancora si sta lavorando, magari senza avvertire il datore di lavoro e addirittura dopo aver avuto una recentissima promozione o un incarico di prestigio.

Significa chiaramente non rispettare la funzione che si esercita e ritenerlo soltanto un ripiego.

DE FILIPPIS PROVA AD ANDARE A SALERNO

Più è importante l’incarico che si è ricevuto, più grave è il tradimento.

Ci sono, infatti, incarichi che richiedono per poter essere portati a termine un impegno costante, una visione di lungo termine ed una strategia complessiva. Immaginate per un attimo di essere l’azionista di riferimento di una grande società e di aver appena scelto l’amministratore delegato.

Come vi sentireste se doveste scoprire che la persona cui avete dato l’incarico di guidare la società non ha fatto ancora in tempo a trasferire sulla scrivania che gli avete dato in dotazione la foto della moglie e dei figli che già cerca un altro lavoro.

Nel caso dell’Azienda Sanitaria di Potenza il datore di lavoro è il popolo lucano. Istituzioni e cittadini traditi dal comportamento di Giuseppe De Filippis.

Il popolo lucano tramite i rappresentanti in giunta lo ha nominato Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Potenza e lui ha già fatto domanda per prendere il posto al San Giovanni di Dio di Salerno.

Ma non solo è anche tra gli aspiranti alla direzione generale dell’Aor San Carlo, dove al momento Spera e solo commissario, in attesa della nomina del nuovo direttore generale, data la sua scadenza.

E senza ombra di dubbio, carte alla mano, la domanda per fare il Dg al San Carlo l’ha fatta dopo aver ricevuto la nomina a Dg dell’Asp. De Filippis si è insediato alla direzione generale dell’ASP soltanto a gennaio del 2026, ancora non ha potuto dare neanche un segnale del suo passaggio e già prova ad andare via, in quanto gli modi.

LA BASILICATA NON È TERRA DI PASSAGGIO, LE ISTITUZIONI NON SONO UN TAXI

È chiaro che questa è una vera e propria mancanza di rispetto. La Basilicata non è terra di passaggio e le istituzioni un taxi. De FIlippis deva far capire e sapere cosa intenda fare da grande.

Si è insediato all’ASP e subito dopo ha fatto domanda per il San Carlo, poi ha fatto domanda per il San Giovanni di Dio di Salerno. Insomma De Filippis ha applicato al ruolo di vertice del sistema sanitario l’antico e non certo nobile adagio secondo cui Franza o Spagna purchè si magna.

Gestire l’azienda sanitaria di Potenza non può essere un ripiego, una fase transitoria, un sistema per ottenere punteggi da iscrivere nel curriculum.

L’azienda sanitaria di Potenza merita rispetto, necessita di impegno quotidiano, deve rispondere alle esigenze dei cittadini e non può trasformarsi in un corso curricolare.

De Filippis ci faccia sa- pere e lo faccia subito.

Se vuole dirigere l’azienda sanitaria di Potenza rinunci alla domanda presentata al San Carlo e a Salerno, se vuole dirigere il San Giovanni di Dio di Salerno o il San Carlo dia subito una bella lettera di dimissioni e segua le sue aspirazioni.

L’ESEMPIO NOBILE DI SPERA

Nello scorrere i nominativi di coloro i quali sono in corsa per l’indicazione quale direttore generale del San Giovanni di Dio si vede anche un altro volto noto della cronaca e della politica sanitaria di Potenza: Giuseppe Spera.

Spera è stato Direttore del San Carlo. Nel nosocomio potentino si è distinto per efficacia ed efficienza amministrativa, è stato nominato commissario in attesa che si compiano le verifiche necessarie per la sua successione, non sa ancora se sarà riconfermato e, giustamente, come sempre accade per i grandi manager pubblici e privati, ha iniziato a guardarsi intorno per cercare di capire qualcosa sul suo futuro, date anche alcune incertezze giuridiche sollevate da taluni anche interni alla maggioranza (Pittella su tutti) sulla possibilità di un suo rinnovo al San Carlo.

E’ una differenza di stile di non poco conto.

Da una parte un grande manager come Spera che ha completato il suo lavoro, attende di sapere se potrà continuare a farlo e nel frattempo si guarda intorno.

Dall’altro uno come De Filippis che è stato appena nominato e già non vede l’ora di andare via. La Basilicata merita rispetto.

Noi pretendiamo di essere rispettati da De FIlippis e esigiamo di sapere se vuole amministrare la sanità potentina o preferisce andare via.

Non vorremmo che passasse tutto il tempo a disposizione a mandare curriculum in giro.

Massimo Dellapenna

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