«CHIARA ELIMINATA DA UNA STRATEGIA CRIMINALE»Caso Garlascola procura di Pavia chiude le indagini preliminari su Sempio

«CHIARA ELIMINATA DA UNA STRATEGIA CRIMINALE»

Avvocato Lovati, lei si è fatto un’idea di chi ha potuto uccidere Chiara?». L’ex difensore di Andrea Sempio risponde con un secco «Sì».

Una sola parola, vale quanto un’istruttoria. Lovati è sta- to contattato da Cronache per aver una opinione sulla chiusura delle indagini preliminari, il 415 bis, con il quale la Procura della Repubblica di Pavia ha comunicato formalmente la fine delle indagini su Andrea Sempio.

In cinque minuti appena tira fuori dichiarazioni bomba. Nelle prime ore del pomeriggio di ieri i Pm hanno depositato il 415 bis nei confronti di Andrea Sempio: le indagini preliminari possono dirsi formalmente chiuse.

L’unico indagato per l’omicidio volontario di Chiara Poggi ha venti giorni per esaminare il fascicolo e prepararsi per il probabile rinvio a giudizio.

Mentre l’atto veniva notificato agli avvocati di Sempio, la notizia è anche arrivata a Lovati, ex difensore dell’accusato, che nei giorni scorsi si è esposto sul caso consigliando all’indagato di non presentarsi in Procura.

Lovati, revocato dall’incarico, l’ottobre scorso, per delle dichiarazioni rilasciate durante una trasmissione televisiva, raggiunto telefonicamente da Cronache risponde alla domande con un velo di tristezza, ma ti- ra fuori delle dichiarazioni pesanti.

LOVATI: «SEMPIO E STASI DUE INNOCENTI, PER UNO STESSO OMICIDO»

Secondo Lovati sia Sem- pio che Stasi sono due in- nocenti dello stesso omicidio. Alla domanda diretta: «Sempio è innocente?», risponde «Sì».

E quindi anche Stasi, con- dannato in via definitiva a sedici anni, per lo stesso omicidio, è innocente? «Certo». Esonera anche le sorelle Cappa: la pista del- la competizione femminile, della gelosia, e del dispetto, non lo convince.

«Chiara è stata eliminata da una strategia criminale». Non raptus, un’ossessione, non la rabbia del rifiuto: una strategia pianificata. Con questa parola l’avvocato Lovati apre uno scenario nuovo, non praticato, da nessuna delle versioni finora dichiarate.

E alla domanda se si è fatto un’idea su chi avrebbe ucciso Chiara Poggi, risponde ancora «Sì», senza ag- giungere altro.

IL CAPO DI IMPUTAZIONE: COSA CONTESTA LA PROCURA A SEMPIO

Omicidio volontario aggravato ai sensi degli artt. 575 e 577 c.p. in relazione all’art. 61 c.p. Secondo la ricostruzione della Procura, Sempio, dopo una colluttazione iniziale, colpiva Chiara Poggi ripetutamente con un corpo contundente in regione frontale e zigomatica, facendola cadere a terra.

La trascinava poi ver- so la cantina, e mentre lei tentava di reagire mettendosi a carponi, infliggeva altri 3-4 alla testa facendole perdere i sensi.

Infine spingeva il corpo lungo le scale e la colpiva an- cora con 4-5 colpi alla nuca, causandole lesioni en- cefaliche fatali. In totale 12 lesioni sul cranio e sul volto.

Sempio è accusato DI omicidio volontario aggravato per aver agito con crudeltà verso la vittima, per il numero e l’entità delle ferite inferte. Per motivi abietti riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto al suo approccio sessuale.

I GIORNI CHE HANNO PORTATO AL 415 BIS

Il 415 bis arriva al termine di una settimana decisiva.

Martedì 5 maggio le gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara, sono state ascoltate come testimoni alla caserma Montebello di Milano. Il loro incontro era incentra- to sul rapporto tra Chiara e Andrea Sempio. T

renta- quaranta minuti di minuziose domande sul contesto relazionale che girava attorno alla vittima.

Mercoledì 6 maggio Sempio si è presentato in Procura avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Più di tre ore, circa quattro, in silenzio davanti ai Pm che gli esponevano, capitolo per capitolo, le prove.

Tra cui anche il contenuto del- le intercettazioni di una microspia nella sua auto, dove parlando da solo, avrebbe ammesso di aver visto i video di Chiara e Stasi.

E, con voce femminile, imitando quella di Chiara, ha parlato di un rifiuto alle sue avances da parte della ragazza.

Un rifiuto non del tutto estraneo tra due persone che secondo le dichiarazioni di Sempio, si sono incrociate quasi per caso.

Il 38enne era un habitué della villetta di via Pascoli.

Si parla di pomeriggi trascorsi con l’amico Marco.

Tutto ad un mese dall’avvio delle nuove indagini.

Sempio, ascoltando una trasmissione, mentre era in auto, parla da solo e confessa, secondo l’accusa, il movente dell’efferato omicidio.

Intercettazioni che insieme alle altre prove hanno ribaltato la sentenza definitiva che vede Stasi condannato per l’omicidio di Garlasco.

Nella stessa mattina Marco Poggi, fratello di Chiara, ha testimoniato per circa due ore dichiarando di non aver mai visto quei video con l’amico Sempio.

Continuando a difenderlo anche davanti a quel sililoquio delle intercettazione, in cui scimmiottava, a distanza di tantianni, la voce di Chiara, sua sorella, che respingeva il corteggiamento ossessivo del- l’amico. Mentre l’avvocato Lovati proietta la cronaca in una visione di squadrismo strategico e criminale, superando quello che può essere il leitmotiv di un ‘classico’ femminicidio, secondo il pensiero mainstream, dovuto ad un’ossessione amorosa: l’opinione pubblica esplode sui social, condannando Sem- pio, le sorelle Cappa, i genitori di Chiara, e Marco Poggi. Ma non lascia scampo agli errori nelle indagini, alle corruzioni e alla malagiustizia.

Tiziana Magrì

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