«LEI MI HA RIFIUTATO»: L’AUDIO DI SEMPIO CAMBIA LE INDAGINI
Una cimice nella sua macchina. Un soliloquio registrato nell’aprile del 2025 , un mese dopo che Sempio aveva saputo delle indagini a suo carico.
Sono parole che, secondo la Procura, ribaltano tutto quello che Sempio ha sempre dichiarato. «Ho visto i video di Chiara e Alberto».
«Lei mi ha messo giù il telefono». «Lei ha detto.. “non ci vologlio parlare con te”», con falsetto ironico continua il suo dire tra sé e sé «Ah, ecco fai la dura»… e poi una risata.
Sono le intercettazioni che i Pm hanno riportato ad Andrea Sempio durante l’interrogatorio, l’unico indagato per la morte di Chiara Poggi.
Una provocazione che non ha per niente intaccato “la lucidità” dell’accusato. Lui non ha parlato. Ma quelle frasi, registrate in macchina, hanno già detto molto dei suoi silenzi.
LA RICOSTRUZIONE DEL MOVENTE
La Procura di Pavia ha sin dall’inizio una ricostruzione netta: Sempio, che era un frequentatore di casa Poggi, trascorreva interi pomeriggi con Marco giocando al pc alla PlayStation.
Il computer era usato da tutta la fa- miglia. E, quindi anche dai due amici fraterni. Non si comprende ancora come, ma pare che Sempio si sarebbe imbattuto sui video di Chiara e Andrea Stasi.
Da lì un’infatuazione. Un’ossessione. Un desiderio sessuale con la speranza di un approccio intimo. E poi, il rifiuto: in una telefonata prima del 13 agosto 2007 in cui Chiara gli avrebbe risposto «Non ci voglio parlare con te», e poi interruzione della chiamata.
Nel monologo registrato Sempioimi- ta la voce di Chiara e del suo rifiuto, ride in modo agghiacciante e dice “l’interesse non era reciproco”.
Il 13 agosto del 2007, approfittando dell’assenza di Marco in vacanza con i genitori, sarebbe entrato in casa. Dodici colpi alla testa e al viso con un oggetto contundente mai ritrovato.
Chiara crolla ai primi colpi. Gli ultimi, nel seminterrato, le tolgono la vita. Intanto, è stato il Tg1 sui social a rendere pubbliche le captazioni di Sempio.
QUASI 4 ORE DAVANTI AI PM
Nella mattina di ieri Sempio si è presentato con i suoi legali Cataliotti e Taccia e si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Un silenzio che non era muto. Prima di farlo, i pm gli hanno elencato l’impianto accusato capitolo per capitolo: il DNA sulla linea maschile della famiglia Sempio trovato sotto leunghia di Chiara, l’impronta palmare numero 33 sul muro delle scale della cantina, la nuova perizia che sposta l’orario della morte tra le 11 e le 11.30, annullando del tutto il ticket che finora era elemento di prova della sua assenza in villa.
E le intercettazioni. Una requisitoria anticipata che è durata più di tre ore. “Lui lucido e sereno” secondo i difensori.
Lo stesso avvocato Cataliotti ha riferito che Sempio potrà spiegare il contenuto delle intercettazioni una volta che le avrà ascoltate.
MARCO POGGI DIFENDE L’AMICO E DICE «HO FIDUCIA DEI MIEI CONSULENTI»
Nella stessa mattina, quasi in contemporanea, i pm hanno fatto ascoltare le intercettazione di Sempio anche a Marco Poggi, fratello della vittima, sentito come testimone.
Nonostante avesse ascoltato gli audioha mantenuto la stessa linea, dichiarando di non aver visto con l’amico Andrea i video segreti dei due fidanzati.
L’avvocato di Poggi, Franceco Compagna ha riferito che il suo assistito ha risposto a tutte le domande. Senza però nessuna esitazione sull’innocenza dell’amico.
Con queste ultime audizioni, e quelle delle sorelle Cappa, la Procura di Pavia si avvicina alla chiusura dell’inchiesta e al deposito di tutti gli atti.
Da qui si aprirà la possibilità alla revisione del processo per Alberto Stasi, unico condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Dopo diciannove anni il 38enne, commesso di un negozio di telefonia, resta in silenzio. Una pulce nella sua macchina fa crollare le sue narrazioni.
Tiziana Magrì

