OMICIDIO LOTITO, INVESTÌ E UCCISE: ORA CAMBIA L’ACCUSA PER SARLI?L’avv. Cimadomo chiede una diversa qualificazione del fatto

OMICIDIO LOTITO, INVESTÌ E UCCISE: ORA CAMBIA L’ACCUSA PER SARLI?

Una diversa qualificazione giuridica del fatto: omicidio stradale con concorso della vittima in luogo di omicidio volontario. È questa la richiesta avanzata dal legale di un’assicurazione quale responsabile civile, Donatello Cimadomo nei confronti di Michele Sarli imputato nell’ambito del processo legato all’uccisione di Luciano Lotito, avvenuta in Contrada Mulino al Pantano di Pignola il 23 luglio 2023.

Ieri mattina nell’Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza si è svolto l’ennesimo round di questo processo alla presenza delle parti civili.

Presidente della Corte di Assise di Potenza, Rosario Baglioni, il Giudice a latere, Valentina Rossi, il Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro e ovviamente i giudici popolari.

Presenti in aula i familiari di Luciano Lotito, difesi dai legali Antonio Autilio, Roberto Acanfora e Filomena Pinto, l’imputato Michele Sarli, difeso da Fabio Di Ciommo.

OMICIDIO LOTITO, INVESTÌ E UCCISE: ORA CAMBIA L’ACCUSA PER SARLI?

I fatti risalgono al 23 luglio 2023 e hanno visto già lo svolgimento di diverse udienze.

In quella del 15 aprile, il Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro, ebbe modo di chiedere l’ergastolo per Sarli che investì mortalmente Lotito in Contrada Molino con la sua utilitaria.

Nella requisitoria delle parti civili, Roberto Acanfora e Filomena Pinto so- no emersi i dettagli salienti del fatto in questione, dall’omissione di soccorso, alla richiesta immediata ad un carrozziere di fiducia delle parti meccaniche andate distrutte a causa dell’impatto improvviso su quella strada, piccola e stretta e sempre piena di brecciolino.

Una strada che evidentemente sia Lotito che Sarli conoscevano bene.

Ed è proprio questa l’accusa rivolta al Sarli, visto che l’imputato sarebbe andato a fare benzina in un distributore distante da casa sua anziché compiere lo stesso gesto nel distributore più vicino.

E poi quell’impatto, così fatale, così omicidiario secondo i difensori di Lotito, fatto a posta con fare premeditato a causa di rancori.

Un comportamento che non è ovviamente piaciuto ai legali difensori di Lotito che hanno parlato di un omicidio premeditato.

Tutto questo perché i due avrebbero avuto già in passato diversi litigi e diverbi che avrebbero posto le basi per un comportamento reiterato da parte del Sarli.

Lotito sarebbe rimasto adagiato agonizzante sull’asfalto per diverse ore prima di raggiungere l’Ospedale San Carlo, luogo che lo ha visto morire dopo una settimana senza avere quei soccorsi necessari ad evitarne il decesso.

Un decesso che viene contestato dai difensori di Lotito in tutti i modi anche in considerazione delle modalità del fatto criminoso.

Tutto questo perché i due avevano rapporti incrinati, perché Sarli già in precedenza avrebbe minacciato congiunti di Lotito e preso di mira lo sfortunato protagonista della questione.

Un processo, quello lega- to all’omicidio di Luciano Lotito che darà ancora seguito il prossimo 21 luglio nell’udienza che vedrà parlare e discutere con i giudici proprio Michele Sarli.

La richiesta di modificare il capo d’imputazione per Sarli secondo Donatello Cimadomo si rende necessaria a causa dell’impatto a velocità ridotta e simultaneo in un punto così stretto ma così terribilmente tragico come quello del piccolo ponte che porta a Contrada.

A questo punto, toccherà alla difesa di Michele Sarli parlare il prossimo 21 luglio per evitare l’ergastolo.

Il 21 luglio ne sapremo di più anche in merito a questo processo che tiene con il fiato sospeso tutti i residenti di contrada Molino di Pantano di Pignola e i familiari di entrambi i protagonisti della faccenda.

Francesco Menonna

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