I CONTI DEL BILANCIO REGIONALE
L’ approvazione del bilancio regionale come sempre e come da tradizione si è sviluppato in un dialogo abbastanza cristallizzato.
L’opposizione gioca un ruolo facile. Il suo compito non è quello di far quadrare i conti garantendo i servizi senza aumentare la spesa a carico dei cittadini, il suo compito è banalmente quello di criticare.
È un ruolo semplice.
In qualsiasi bilancio si trovano i motivi di poter chiedere qualcosa in più o di pretendere qualche costo in meno a carico dei cittadini.
È tutto molto semplice, addirittura banale per tutti. È addirittura stantio e stancante questa consueta ripartizione dei ruoli.
Se al Governo ci fosse stato il centrosinistra, il centro- destra avrebbe detto sostanzialmente le stesse cose.
Possiamo dire, però, che almeno l’attuale compagine di governo quando era all’opposizione cercava di presentare qualche emendamento da discutere.
L’opposizione di centrosinistra si è limitata ad un gioco di rimessa.
UN BILANCIO RIGIDO
Prima di qualsiasi analisi fattuale va detto che il bilancio della Regione Basilicata è sostanzialmente rigido. Dipende da poche fonti di entrata tra le quali spiccano i soldi che arrivano da Roma o da Bruxelles e i proventi diretti e indiretti delle estrazioni.
E’ un dato questo consolidato che chiunque governi o abbia governato non può trascurare. Comprendiamo che gli improvvisatori a cinque stelle possano costruire libri dei sogni e castelli in aria, non comprendiamo come tutto ciò sia possibile per persone che provengono da esperienze di governo come gli uomini del PD.
In un bilancio rigido lo spazio di manovra è poco. Lo è strutturalmente. Se proviamo a dare qualche numero scopriamo che su una manovra triennale di 4,37 miliardi di euro (al lordo delle partite di giro) gli incassi liberi e non vincolati sono soltanto quelli che derivano dall’IRAP e dalla tassa automobilistica per un totale di poco più di 200 milioni di euro.
Praticamente una piccolissima fetta delle somme che la Regione Basilicata incamera hanno piena libertà di gestione, le altre hanno vincolo di spesa.
Questa condizione non è soltanto legata alla contingenza ma è il frutto di una condizione strutturale della Regione Basilicata, lo sanno bene gli esponenti di centrosinistra che da quando sono all’opposizione fingono di scendere dal pero.
GLI INVESTIMENTI IN SANITÁ
La Sanità copre le spese del bilancio regionale per il 70% con un aumento di spesa dovuto da condizioni fattuali come l’invecchiamento complessivo della popolazione che necessita di cure sempre maggiori e da scelte politiche ben precise.
Il comparto sanitario ha acquistato nuovi macchinari, ha garantito nuove prestazioni ma soprattutto ha aumentato la spesa assicurando nuove assunzioni.
Nell’anno in corso si è ridotto il saldo tra immigrazione ed emigrazione sanitaria anche grazie a questi investimenti.
È chiaro che la Sanità è la priorità per il territorio e per i cittadini. Il diritto alla Salute oltre al suo rango costituzionale incide direttamente nella vita delle persone.
L’opposizione che continua a parlare di possibili interventi diversi dovrebbe dirci se intende ridurre le prestazione sanitarie, se sarebbe stata favorevole a non incrementare le assunzioni o se, molto più brutalmente, avrebbe preferito aumentare il ticket sanitario.
La coperta non è infinita. Il Generale Bardi insieme a Cosimo Latronico sono riusciti nella titanica impresa di mettere insieme un aumento della spesa, un miglioramento dei servizi, un contrasto all’emigrazione sanitaria con un contenimento dei costi a carico dei cittadini.
Una qualsiasi variazione della previsione avrebbe potuto cambiare questo bilanciamento.
UN’ECONOMIA CHE TIENE
A noi non piace chi gioca ai due estremi del pendolo della narrazione.
Non condividiamo quelli che dicono che tutto va bene così come non possiamo condividere i narratori di sventura. Facciamo nostre le parole del Governatore che nella sua relazione ha evidenziato come ci siano nel quadro economico da tenere presente i fattori “derivanti da crisi internazionali conseguenti a riassetti geopolitici mondiali e a dinamiche convulse di trasformazione dell’assetto economico mondiale.
Il più rilevante impatto dei conflitti in corso, come noto, riguarda l’approvvigionamento energetico e l’esponenziale crescita dei costi.
A questa condizione si aggiunge, anche nel nostro contesto, la perdurante crisi di rilevanti segmenti dell’industria manifatturiera a partire dall’automotive” In questo contesto difficile, però, “l’economia lucana, con riferimento al 2025 e ai primi mesi del 2026 mostra una capacità di tenuta a dispetto di una narrativa che la descrive molto più fragile e in perenne crisi acuta.
I dati sulla domanda di lavoro per il primo semestre 2026, rilasciati dal Siste- ma informativo Excelsior, infatti, parlano di una crescita di richieste del personale del 17% rispetto allo scorso anno”
IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE NELLO SVILUPPO ECONOMICO
Non meno di 1 miliardo e 800 milioni sono i soldi che la Regione Basilicata tramite l’assessorato di Franco Cupparo ha messo in campo per lo sviluppo economico tra bandi per le imprese, PIA e altre misure.
Misure che mirano a garantire la mano pubblica nell’economia, a favorire gli investimenti privati mettendoli in condizione di lavorare al meglio ed, infine, ad assicurare la possibilità di nuovi investimenti.
Quella varata dalla Regione Basilicata è una finanziaria che nelle condizioni date, nel contesto internazionale esistente, nella contrazione dei proventi delle estrazioni non poteva essere fatta meglio.
Sia chiaro noi non contestiamo il diritto delle opposizione a dire sempre e comunque che le cose potevano essere fatte meglio.
Le opposizioni esistono per questo, se non votano contro il bilancio perdono anche la loro ragione di esistere.
Proviamo a spiegare un po’ a tutti i critici che la politica è l’arte del possibile.
Nelle condizioni in cui ci troviamo ad agire la finanziaria di Bardi è unisce l’arte del possibile con la poesia dell’irrinunciabile. Non era facile. Il resto sono soltanto polemiche.
Massimo Dellapenna

