BILANCIO DI PREVISIONE
La Seduta del Consiglio regionale si è aperta con la relazione illustrativa del presidente Bardi sul Bilancio di previsione 2026-2028. Di seguito uno stralcio.
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DI VITO BARDI*
Il bilancio di previsione di quest’anno si colloca in un momento particolarmente difficile per il Paese e per la Regione.
Le previsioni, infatti, di breve e medio periodo segnalano il rallentamento dell’economia, paventando persino una stagflazione.
I fattori che lo determinano sono fondamentalmente derivanti da crisi internazionali conseguenti a riassetti geopolitici mondiali e a dinamiche convulse di trasformazione dell’assetto economico mondiale.
L’impatto dei conflitti incide soprattutto sull’approvvigionamento energetico e sui costi.
A ciò si aggiungono la crisi di segmenti rilevanti dell’industria manifatturiera, a partire dall’automotive, la volatilità dei flussi turistici, la conclusione del ciclo di investimenti del PNRR (ancora percepibile nel 2026 ma non nel 2027, con effetti sul settore delle costruzioni) e i rischi legati ai cambiamenti climatici.
In questo scenario, che impone prudenza, è necessaria una rinnovata iniziativa politica per valorizzare i punti di forza del sistema economico e sociale. L’economia lucana, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, mostra una capacità di tenuta: i dati Excelsior indicano una crescita della domanda di lavoro del 17% nel primo semestre 2026. A ciò contribuisce la spesa pubblica, regionale, comunale e nazionale.
Gli investimenti in corso, al netto di quelli a regia extra regionale, sono stimabili in almeno 1,8 miliardi di euro, di cui circa 1 miliardo realizzato dai Comuni.
Questa spesa rafforza la dotazione di beni e servizi e rende necessario valutare le ricadute territoriali degli investimenti per orientare nuove politiche di sviluppo.
Emerge la corresponsabilità tra Regione e Comuni, rafforzata dal PNRR, che impone di rilanciare le Strategie Territoriali (Delibera 581/2023), superando approcci frammentati e ricucendo il rapporto tra aree interne e poli urbani.
L’intera Basilicata è ormai assimilabile a una vasta area interna, richiedendo politiche integrate.
Centrale è anche la questione urbana: occorre sostenere investimenti nei capoluoghi, superando ritardi e inefficienze e selezionando con attenzione le priorità, data la limitatezza delle risorse.
La manovra 2026–2028 ammonta a circa 4,37 miliardi di euro. Si tratta di un bilancio strutturalmente rigido: oltre il 70% della spesa corrente è assorbito dalla sanità; la capacità fiscale autonoma è tra il 10% e il 15%; oltre l’80% degli investimenti dipende da risorse esterne.
Le principali entrate proprie sono IRAP (154 milioni) e tassa automobilistica (62 milioni), insufficienti rispetto alla dimensione complessiva.
Le entrate disponibili (circa 362 milioni) risultavano inferiori alle uscite (426 milioni), con uno squilibrio iniziale di 63 milioni, salito a circa 100 milioni considerando ulteriori fabbisogni.
Il tema più delicato resta la sanità: nel 2025 la spesa è cresciuta del 3,64% a fronte di un aumento dell’1,86% del Fondo sanitario nazionale.
Il finanziamento complessivo (1,238 miliardi) non copre i costi, cresciuti per farmaci innovativi, personale (775 nuove unità), dispositivi medici e prestazioni sociosanitarie. Nonostante ciò, si registrano risultati positivi: aumento dei ricoveri, produzione ospedaliera a 227,4 milioni e riduzione della mobilità passiva.
Il disavanzo sanitario, ridotto da 64 a circa 54 milioni, è stato coperto con riallocazioni di risorse, economie e compensazioni ambientali (circa 21 milioni), in coerenza con il principio costituzionale del diritto alla salute.
Il bilancio ha dovuto garantire spese obbligatorie, continuità contrattuali, funzionamento dell’ente e rispetto dei vincoli di indebitamento.
La Regione contribuisce inoltre alla finanza pubblica nazionale per oltre 27 milioni.
La rigidità del bilancio limita la capacità di rispondere alle richieste di risorse, generando tensioni politiche. Tuttavia, l’obiettivo resta la salvaguardia dell’interesse generale, in un contesto complesso che richiede equilibrio e responsabilità.
Per il comparto agricolo sono stati previsti circa 32 milioni, integrati da risorse del PSR e del Fondo Sviluppo e Coesione, oltre a un incremento di 4 milioni in variazione.
È necessario condividere i limiti della finanza pubblica e programmare gli interventi su orizzonti temporali più ampi.
Le entrate energetiche (royalties e compensazioni) rappresentano una leva importante ma instabile: nel triennio circa 55,6 milioni derivano dalla produzione 2024, con valori annui variabili anche oltre i 100 milioni.
Tuttavia, la dipendenza da fattori esterni ne limita l’utilizzo stabile. L’energia è un fattore strategico: incide su competitività e sviluppo.
L’Italia importa circa il 74% del fabbisogno energetico, rendendo necessaria una transizione equilibrata tra fonti fossili e rinnovabili.
La Regione ha già attuato misure di contenimento dei costi, come il bonus gas, che ha generato risparmi per 197 milioni complessivi.
Tuttavia, la riduzione delle compensazioni nel 2025 comporterà una contrazione temporanea dei benefici. Negli ultimi anni si è registrato un calo strutturale delle entrate da estrazioni: tra il 2020 e il 2025 la produzione è diminuita in media del 55%, riducendo risorse e margini di manovra. Le rinnovabili, pur rilevanti, producono benefici limitati per l’economia locale, configurando la Basilicata come esportatrice netta di energia.
La strategia regionale punta a valorizzare localmente l’energia, sostenere l’autoproduzione e ridurre i costi per famiglie e imprese.
Sono già 6.400 gli utenti che hanno installato fotovoltaico, con ulteriori incrementi previ- sti fino a circa 10.000 beneficiari.
Tra le entrate figurano trasferimenti statali ed euro- pei (sanità, trasporti, pro- grammi territoriali), proventi extratributari (acqua) e risorse in conto capitale (fondi UE, FSC, PNRR), fondamentali per gli investimenti ma fortemente vincolate.
Sul lato della spesa, oltre alla sanità, rilevano il funzionamento dell’ente (436 milioni nel 2026), i trasporti (cofinanziati dalla Regione per il 40%), ambiente e territorio, politiche sociali, sviluppo economico e agricoltura.
Gli investimenti si concentrano su programmazione europea, PNRR e FSC. Il PNRR prevede ulteriori 69,1 milioni nel triennio per digitalizzazione, sanità territoriale, mobilità e ambiente.
La programma- zione FESR-FSE+ 2021– 2027 dispone di circa 983 milioni complessivi, men- tre l’Accordo per la Coesione assegna circa 945 milioni.
Queste risorse rappresentano la principale leva di sviluppo. Non è previsto nuovo indebitamento. Gli accantonamenti (oltre 90 milioni) garantiscono equilibrio finanziario.
Il risultato di amministrazione 2025 è positivo (561,2 milioni), ma solo una parte è effettivamente utilizzabile.
La spesa pubblica resta determinante per il PIL regionale, soprattutto in un contesto di riduzione dei consumi e contrazione degli scambi.
La sfida non è ridurre il ruolo del pubblico, ma renderlo leva di sviluppo, capace di sostenere crescita, rafforzare il tessuto imprenditoriale e favorire dinamiche economiche autonome.
*PRESIDENTE DELLA REGIONE BASILICATA

