«Dopo giorni intensi, vissuti nel segno della semplicità che ha sempre contraddistinto San Gerardo, ho avuto il privilegio di vedere una comunità raccolta, autentica, capace di vivere in modo profondo e intimo il ritorno del suo concittadino – ha asserito il Sindaco di Muro, Giovanni Setaro-   Un simbolo identitario forte, nel quale ciascuno di noi si riconosce, al di là delle differenze nel modo di vivere la propria fede».

E prosegue  Setaro: «Ho accompagnato Gerardo a Vietri di Potenza: il Santo Patrono della Regione Basilicata che si apre alle nostre comunità, facendosi strumento di unione e coesione per l’intero popolo lucano.

In questo Anno Gerardino, Muro Lucano diventa la porta della nostra regione, un varco simbolico che si apre al mondo intero.  Gerardo Maiella tornerà nella nostra città e noi tutti ci impegneremo, con responsabilità e devozione, affinché la sua presenza resti qui per sempre, viva nei cuori e nelle azioni della nostra comunità». Così il Sindaco di Muro ha accompagnato “il suo più illustre concittadino” a Vietri di Potenza.

Qui l’Arcivescovo Mons. Davide Carbonaro ha presieduto la Domenica del Buon Pastore alla presenza delle reliquie di San Gerardo. «Il Signore che e Pastore delle nostre vite custodisca l’ingresso del nostro Cuore -ha ricordato durante l’omelia- e ci insegni, come fece con San Gerardo, a fermare il male con la bellezza della sua Parola, diventando suoi discepoli e testimoni del bene».

Al termine della liturgia Mons. Carbonaro ha benedetto i bambini e le mamme davanti alle reliquie del Santo Protettore delle mamme e dei bambini nel mondo.

Il convento dei cappuccini del 1600 domina il paese di Vietri: tra opere d’arte e una biblioteca preziosa di oltre 3000 volumi, il convento custodisce anche  un crocifisso realizzato da San Gerardo che donò alla famiglia dell’arciprete Coppola.  Per la solenne occasione proprio questo Crocifisso è stato portato nella Chiesa Madre e collocato accanto alle reliquie del Santo. Qui è stata celebrata la Santa Messa solenne, presieduta da don Thomas, parroco di Muro Lucano.

«Bentornato a Vietri di Potenza, San Gerardo. Nell’Anno Giubilare Gerardino, nel tricentenario della nascita di San Gerardo Maiella (1726-2026), la nostra comunità accoglie con emozione un ritorno che è memoria, fede e appartenenza – ha asserito il Sindaco Christian Giordano- San Gerardo ha calpestato le nostre strade, ha vissuto tra questa gente, ha lasciato a Vietri una traccia viva della sua presenza e della sua spiritualità.

Un segno che ancora oggi custodiamo con devozione nel Convento dei Cappuccini: il prezioso Crocifisso in cartapesta realizzato dalle sue mani, testimonianza concreta del suo passaggio nella nostra comunità.

Per questo il suo ritorno -ha proseguito il Primo cittadino- ha un significato profondo: non è solo una celebrazione religiosa, ma il riabbraccio con una parte della nostra storia.

È anche un momento di comunione tra le comunità di Muro Lucano e Vietri di Potenza, unite dalla devozione verso il Santo e da un legame spirituale e umano che attraversa il tempo e rafforza il senso di appartenenza dei nostri territori.

In questo Anno Gerardino, questo incontro assume il valore di un cammino condiviso di fede, memoria e fraternità».

Ad accogliere il simulacro con le spoglie del Santo, una folla di fedeli emozionata, insieme al Parroco Don Salvatore Dattero e alla Garante regionale dell’Infanzia e l’Adolescenza, Rossana Mignoli: «È stato un vero piacere avere gli amici di Muro Lucano qui a Vietri. Insieme, abbiamo accolto San Gerardo, in un clima di condivisione e calore. C’è stata grande commozione: la comunità di Vietri di Potenza è da sempre profondamente legata al Santo. Evviva San Gerardo, protettore delle mamme e dei bambini»

Una veglia di preghiera “Lasciamoci parlare da Gerardo” ha raccolto la comunità vietrese intorno al Santo. Nella giornata successiva, la  celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Potenza, Carbonaro ha visto l’atto di affidamento dei bambini, dei giovani e delle mamme.

E per finire le celebrazioni vietresi,  l’atto di affidamento dell’intera comunità a San Gerardo, prima della sua partenza per Baragiano.

Anche qui la comunità ha espresso viva gioia per l’arrivo di San Gerardo, che sarà tra i fedeli fino al 28 aprile.

Come fa sapere il parroco, Don Josè Conti, ieri si è tenuta l’accoglienza del simulacro col saluto dell’Amministrazione, con il Sindaco Giuseppe Galizia, e il trasferimento processionale in Chiesa Madre per la Santa Messa solenne di affidamento seguita dalla buonanotte al Santo.

Oggi invece i ragazzi delle scuole medie incontreranno il Patrono di Basilicata. Poi le spoglie saranno portate presso la Chiesa di San Gerardo Maiella, dove incontreranno famiglie, docenti e bambini della scuola primaria.

In serata la Santa Messa solenne presieduta da Padre Serafino Fiore, Rettore del Santuario di Materdomini e, naturalmente anche qui a Baragiano l’atto di affidamento delle mamme e dei bambini per la benedizione di San Gerardo, dove si potrà donare, in segno di devozione, il fiocco nascita. Martedì 28 la comunità Baragianese saluterà il Santo.

Quello tra Baragiano e San Gerardo è un legame antico, ma fortemente rinvigorito dall’Amministrazione Galizia: Gerardo fu il quarto figlio di un modesto sarto di nome Domenico Machiella -questo il cognome originario di Baragiano- e di una donna del popolo di nome Benedetta Galella. Gerardo nacque a Muro Lucano il 6 aprile 1726, ebbe tre sorelle Brigida, Anna ed Elisabetta, in una famiglia di umilissime origini: gli avi erano braccianti trasferitisi da Baragiano a Muro Lucano nel primo decennio del 1700.

Proprio in contrada Franciosa a Baragiano, si trovava la casa paterna del Santo, dove oggi sorge il Tempietto che rientra in un progetto importante che l’Amministrazione comunale ha voluto fortemente: «Il tempietto costruito sul terreno dove un tempo era ubicata la casa paterna di Gerardo Majella, diventa un giardino fruibile ai fedeli. A Giugno 2023 l’Amministrazione ha infatti acquisito il terreno donato dalla famiglia Colucci nella persona della Signora Losasso, la quale ha voluto che questo posto, di concerto con il Sindaco, diventasse un punto nevralgico di devozione».

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