LUCANIA FELIX: NUOVE RIVELAZIONI SULLE ESTORSIONI E NARCOTRAFFICO
Nuova udienza ieri nell’Aula Mario Pagano legata all’inchiesta Lucania Felix partita nel novembre del 2022 con alcune ordinanze di custodia cautelare in carcere.
A rispondere alle domande del Pubblico Ministero Marco Marano, nell’ambito del processo e alla presenza del Giudice, Francesca Loffredo è stato sentito come testimone dell’accusa Natale Stefanutti.
L’udienza si è svolta alla presenza degli avvocati Gianfranco Robilotta, Silvano Sabia, Pantaleo Chiriaco, Alessia Mascolo, Donato Zaccagnino, Donato Paciello, Gianluca Nolè, Domenico Stigliani, Loredana Satriani, Rosanna Agatiello, Dino Bellettieri e Giuseppe Vendegna.
Il processo è partito grazie all’operazione antimafia e ha colpito pesantemente il clan Martorano-Stefanutti con la bellezza di 37 arresti per estorsioni, associazione mafiosa, narcotraffico.
L’inchiesta ha svelato incresciose connivenze nel sistema degli appalti, i legami con la ndrangheta e la gestione dei posti di lavoro.
La Direzione Distrettuale Antimafia con tale indagine ha ricostruito quindici anni di attività criminale del “cosiddetto” clan della martora che ha avuto ramificazioni importanti nell’hinterland potentino.
La struttura del clan vedeva sostanzialmente la gestione del traffico di droga, estorsioni e videopoker, con ulteriori infiltrazioni nelle attività lecite.
Durante la fase processuale sono state eseguite dagli inquirenti ventotto misure in carcere e nove arresti domiciliari.
Alcuni componenti di questo clan sono stati poi scarcerati nel 2025 con divieto di dimora nella comunità lucana.
Ebbene ieri mattina dinanzi al Giudice Francesca Loffredo e al Pubblico Ministero Marco Marano ha risposto alle poche domande dell’accusa rappresentata dal legale Pantaleo Chiriaco, Natale Stefanutti, testimone nel breve dibattimento di ieri nato a Potenza nel 1982.
Stefanutti ha risposto nella sua deposizione breve di aver frequentato i componenti di tale clan fino al 2013-2014 e in sostanza da quando Donato Lorusso ha svolto l’attività criminosa di estorsione ai danni di un personaggio ancora poco nella faccenda.
Stefanutti sarebbe poi partito nella notte lasciando il capoluogo di regione.
Tale estorsione sarebbe di fatto priva di fondamento in quanto lo stesso Lorusso sarebbe stato assolto perché il fatto non sussiste.
Il testimone ieri mattina ha risposto da remoto.
Prossima udienza di questo processo l’8 maggio alle 9:30 nell’Aula Emanuele Gianturco.
Una piccola tappa si è dunque svolta ieri relativa a un processo molto delicato che riguarda rapporti tra appalti e ndrangheta nell’ambito della criminalità organizzata in Basilicata.
Francesco Menonna

