SANITOPOLI: PRESUNTE PRESSIONI PURE SU AQLA testimoniare Galli, Marchese e Di Giacomo

SANITOPOLI: PRESUNTE PRESSIONI PURE SU AQL

Nuova udienza ieri mattina del processo Sanitopoli legato alla gestione della sanità lucana che vede sul banco degli imputati esponenti della giunta regionale di Basilicata guidata da Vito Bardi.

Ieri mattina nell’Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza nel corso dell’udienza presieduta dal Giudice Carmen Bonamico e del Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro hanno risposto alle domande degli inquirenti Pier Paolo Galli, Valerio Di Giacomo e Giandomenico Marchese.

Presenti gli avvocati Alessandro Singetta, Clemente Delli Colli, Sergio Lapenna, Giuseppe Labriola, Dino Donnoli, Giuseppe Sabia, Donatello Cimadomo, Michele Riccio.

Pier Paolo Galli, esperto di tecnologia e software e ingegnere chimico ha parlato del suo incarico professionale dovuto ad un concorso interno, al rapporto serio e equilibrato con il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi, presente in aula, di quei contatti avuti dallo stesso Barresi con esponenti della Giunta Regionale poi proseguiti nelle stanze di via Verrastro con i massimi esponenti della politica regionale in merito alla questione relativa alla realizzazione dell’Ospedale di Lagonegro, Barresi avrebbe avuto in tal senso un certo

diniego soprattutto in relazione alla realizzazione del plastico che era nelle mani di Giuseppe Spera e proprio per questo il rapporto di fiducia con i vertici regionali avrebbero avuto un netto e deciso rallentamento.

Galli, che lavorava nell’ufficio amministrativo del San Carlo ha risposto serenamente alle domande del Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro e di diversi legali anche ai rapporti tesi tra Massimo Barresi e Rocco Leone. Un dibattito quello che ha visto protagonista Galli durato meno di trenta minuti servito agli inquirenti per capire diversi elementi relativi alla realizzazione del nosocomio lagonegrese e appunto al ruolo di Galli nell’ambito della struttura del San Carlo.

Dal canto suo invece Valerio Di Giacomo operava nell’ufficio legale della Giunta che ha evidenziato il forte contrasto con Leone in relazione alla strategia difensiva da attuare nel caso del ricorso proposto dall’ingegnere Spera contro il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi.

La testimonianza di Di Giacomo è stata lunga, aspra e con diversi interventi da parte del Giudice Carmen Bonamico che ha chiesto ai legali e allo stesso Di Giacomo di rispondere correttamente alle domande. Di Giacomo sostanzialmente in qualità di avvocato non avrebbe ottemperato a quella che era l’indicazione da parte della Giunta Regionale sulla questione Barresi.

Di Giacomo ha sostenuto di aver consegnato gli atti alla regione e sarebbe stato anche alle prese con la questione disciplinare archiviata dai consiglieri dell’ordine degli avvocati.

La terza testimonianza ha riguardato il commercialista Giandomenico Marchese, funzionario di Acquedotto Lucano.

Ebbene Giandomenico Marchese rispondendo alle domande di Montemurro, della stessa Bonamico e degli avvocati presenti in aula ha parlato della richiesta pressante nei modi e nei tempi ricevuta dall’Assessore Francesco Cupparo e dal Consigliere Regionale di Forza Italia, Francesco Piro sulla questione relativa a Francesco Ferraiuolo, vicino appunto a Piro nell’ambito dell’inquadramento d’organico proprio in seno all’Acquedotto Lucano.

Tutto questo nell’ambito delle imminenti elezioni comunali nel centro valnocino e dell’ovvio interesse mostrato da Piro per questa posizione organizzativa anche con frasi irriguardose e con minacce allo stesso Marchese.

Il commercialista potentino ha parlato di alcuni incontri avuti in Regione proprio con Francesco Cupparo e Francesco Piro dove il tema in discussione riguardava il rafforzamento della posizione organizzativa di Francesco Ferraiuolo.

Tale diniego avrebbe comportato al commercialista potentino pesanti ripercussioni in ambito lavorativo. Marchese ha anche parlato dei contatti avuti sia con Gianni Rosa che con lo stesso Cupparo relativamente alla gestione dei canoni irrigui vista la sua posizione in seno ad Acquedotto Lucano.

Marchese ha parlato del suo incarico voluto per il 51% da Acquedotto Lucano e dal restante 49 dai comuni lucani.

Dunque tre testimonianze importanti per un processo che avanza a grandi falcate verso una rapida conclusione. Prossima udienza, fissata dal giudice Carmen Bonamico, il 25 maggio sempre nel Tribunale di Potenza.

Francesco Menonna

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