BERSANI PRESENTA ALL'UNIBAS IL VOLUME “CHIEDIMI CHI ERANO I BEATLES”L’autore: «I sovranismi sono demenziali, sentiamo che il vento sta cambiando. Il Pd? Di questo non parlo oggi»

BERSANI PRESENTA ALL’UNIBAS IL VOLUME “CHIEDIMI CHI ERANO I BEATLES

Un tempo i giovani erano vicini al mondo della politica, quella politica costruttiva che parlava alla gente con cuore e anima.

Oggi, invece, le giovani generazioni sono distanti dal mondo politico, troppo prese dai social, da facebook e altri interessi.

L’interesse delle nuove generazioni verso la politica è andato via via scemando e, proprio per questo, Pier Luigi Bersani ha inteso tracciare un solco su questa situazione nel suo volume dal titolo “Chiedimi chi erano i Beatles: i giovani, la politica e la storia”, presentato ieri pomeriggio nell’Aula Magna dell’Unibas.

All’incontro, erano presenti autorità politiche, sindacali, sociali e associative. Da Piacenza a Potenza, questo il tragitto tracciato da Bersani nel segno di San Gerardo, patrono delle due città.

Ad accompagnare l’Onorevole del Partito Democratico i vertici regionali, con a capo Daniele Manca, Filippo Bubbico e Roberto Speranza solo per citarne alcuni.

Nell’Aula magna, invece, erano presenti Sindaci, assessori ed esponenti politici di vario genere.

Dalle problematiche attuali con la crisi di valori della politica, alle questioni della guerra, le dichiarazioni di Donald Trump su Papa Leone XIV fino alla sconfitta di Orban in Ungheria e sullo sfondo quella del Centrodestra ai Referendum.

Nel bel mezzo, un dialogo profondo scandito dalle domande dei presenti. Un dibattito tanto articolato quanto intenso che ha inteso toccare il legame ormai perso tra i giovani e la politica, in un contesto difficile e dai connotati davvero atipici come quelli della politica nazionale e, a cascata, ovviamente dei territori.

Un volume che ha inteso far luce sulla storia politica italiana segnata da troppe rivalità, troppi intrecci e, forse, un mal costume che va combattuto per superare gli steccati negativi e creare le premesse per i giovani di oggi e quelli di domani. La partecipazione appare quanto mai incerta se non proprio fragile alla vita politica.

Questo aspetto, nel volume presentato da Bersani, assume un valore di profonda preoccupazione etica, congiunturale e politica.

Il libro non è altro che un invito di Bersani, nato da un viaggio lungo tutto lo Stivale dalle conversazioni, alle serate passate a discutere di politica, con studenti e militanti di partito.

Un viaggio che punta a creare nuove emozioni, radici profonde e un senso di appartenenza ai valori della politica.

«Solo per la ricetta ci vorrebbe un bel po’ di tempo per dirla.

Basta dire, secondo me, che bisogna avere assolutamente fiducia nelle nuove generazioni che vede le cose chiaramente più di quello che pensiamo.

Ovviamente, c’è un salto nelle generazioni dovute ai nuovi paradigmi della tecnologia che non è paragonabile a quello di altre epoche, mettiamocele in testa.

Credo che si debba dare ai giovani un messaggio molto semplice: guardate che se c’è qualcosa che non vi va, che vi urta nel profondo, ricordatevi che al netto della violenza che distrugge le buone ragioni ribellarsi è giusto.

Quindi, o da soli o in compagnia, fate qualcosa.

Poi ci pensano loro, noi dobbiamo solo dare una mano.

Tutto qua. Trump? Le sue dichiarazioni sono incommentabili, io non lo so.

Tutti questi sovranismi che vogliono anche al Papa: è chiaro che noi dobbiamo apprezzare il fatto che Papa Leone ha una parola chiarissima e, a me, spiace molto che l’Italia non abbia una parola altrettanto chiara, almeno un po’.

Orban? Insomma, io penso, spero che fosse un po’ di più una speranza che cominci a girare un’aria nuova perché ci si mette di fronte ormai dei problemi che l’aria vecchia ci ha portato, che sono troppo chiari ormai.

Qui, abbiamo una politica di potenza, una guerra che nella prima volta nella storia va addosso a un paese e mette in crisi tutto il mondo.

Ciò significa che il mondo è ben intrecciato e che quindi le ricette sovraniste nazionaliste sono demenziali. Io credo che stia venendo fuori questo e che cominci ad essere messo in discussione il profondo di questa mentalità e di questa cultura che ha preso il mondo per mano e che sta portando al disastro se non lo fermiamo.

C’è un’aria nuova.

Lo abbiamo sentito qui anche noi con il Referendum. Siamo Europa anche noi. Sono convinto che anche in Ungheria quando noi abbiamo vinto il Referendum si sia animato un po’.

Il Pd? Di questo non parlo oggi».

Francesco Menonna

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