ALL’ASTRODOMUS GIORNTA DEL VOLO SPAZIALE
A Castelgrande prima edizione dell’evento, con apertura del nuovo padiglione della struttura
La Giornata Internazionale del Volo Spaziale Umano proclamata dalle Nazioni Unite ormai 15 anni fa, cade il 12 aprile ed è dedicata alla scienza e alla cooperazione. Anche presso l’Astrodomus di Castelgrande, questo giorno è stato celebrato, con una prima edizione dell’evento, tenutosi presso il nuovo padiglione.
«Un‘occasione che designa anche la riapertura (parziale) dell’Astrodomus nella sua ubicazione nuova ancora in fase di completamento» spiega Sergei Schmalz, tecnico della Gauss, Società che gestisce la Stazione Osservativa “CastelGauss” e che da anni lavora a Castelgrande.
«Il programma in due momenti, ha visto l’illustrazione dell’attività umana, dunque escludendo le attività condotte da sonde autonome, negli ultimi 65 anni, a partire dal primo cosmonauta Jurij Gagarin, con una sezione dedicata agli astronauti italiani e con uno sguardo al futuro prossimo.
In un secondo momento invece è stato proiettato il documentario “Astrosamantha”» la prima donna italiana nello spazio, che parte per la missione il 23 novembre 2014 e svolge una serie di esperimenti scientifici, partecipa a passeggiate spaziali e rappresenta l’Italia e l’Europa in tutto il mondo, affrontando diverse sfide, tra cui la mancanza di gravità, la solitudine e il pericolo di incidenti.

LA SCIA LUMINOSA CHE HA SOLCATO I CIELI LUCANI
Lo Spazio, la Luna, i Satelliti, le missioni, potrebbero sembrare argomenti lontani da noi, eppure solo poche ore sono passate dal singolare risveglio, ieri mattina, per lucani, campani e pugliesi a testa in su nell’ammirare una scia luminosa che ha solcato i cieli, non passando affatto inosservata.
Secondo le prime valutazioni, il fenomeno potrebbe essere riconducibile al rientro in atmosfera di detriti spaziali, come frammenti di razzi o parti di satelliti ormai fuori uso, che raggiunta l’atmosfera, hanno creato lo spettacolo di fuoco.
Un’ipotesi che, al momento, sembrerebbe più compatibile con le caratteristiche osservate rispetto al passaggio di una meteora. Se così fosse, non sarebbe certo un evento sconosciuto o insolito: attorno alla Terra orbitano difatti migliaia di oggetti artificiali non più operativi, la cosiddetta “spazzatura spaziale”.
Certo è che l’episodio ha catturato l’attenzione, tra fascino e mistero. Perché quando si alzano gli occhi al cielo, si resta sempre un po’ affascinati dalla sua immensità e dai suoi segreti.
Nel frattempo, per chi ha assistito alla scena, resta l’emozione di uno spettacolo raro, capace di trasformare per pochi istanti il cielo dell’alba di un lunedì, in un evento non comune.

LA MISSIONE ARTEMIS II E IL FASCINO DELLO SPAZIO
Tornando agli eventi di Castelgrande e dello Spazio, all’indomani dell’ammaraggio e del ritorno della missione Artemis II, la Giornata internazionale del volo umano nello spazio è una ricorrenza che ricorda il primo viaggio di un essere umano oltre l’atmosfera terrestre. La data è un riferimento diretto al volo compiuto nel 1961 da Yuri Gagarin, diventato il primo uomo a orbitare attorno alla Terra.
La giornata ogni anno non celebra solo un traguardo tecnico, ma segna l’inizio di una nuova fase nella storia dell’umanità: l’accesso allo spazio come luogo di ricerca, competizione e, oggi, cooperazione internazionale. Per questo motivo, nel 2011, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 12 aprile Giornata internazionale, riconoscendo il valore dell’impresa per l’intera umanità.
I quattro astronauti dell’Artemis II sono dunque di nuovo a casa. Tornati da una missione memorabile, nella quale hanno osservato il lato nascosto della Luna, raggiunto il punto più distante dalla Terra mai toccato da un essere umano e ammirato un’eclissi totale di Sole.
La distanza totale percorsa è stata di 694.481 miglia e la missione della NASA ha superato il record di distanza stabilito dall’Apollo 13 nel 1970. Dopo dieci giorni, la missione si è conclusa con un ammaraggio nell’oceano Pacifico. Si tratta però anche di un grande successo dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, in cui spicca il lavoro dell’Asi, ente italiano per lo spazio e l’astronautica.

