«DAL PRIMO MAGGIO PARTE IL FUTURO»A Cronache tv il consigliere comunale Conte sulla manifestazione a Venosa

«DAL PRIMO MAGGIO PARTE IL FUTURO»

Su Cronache Tv in onda una nuova puntata di “Oltre il giardino”, il programma condotto dal giornalista Paride Leporace.

Ospiti della prima parte Antonio Conte, consigliere comunale di Venosa, e Attilio Scatamacchia dell’associazione “1M”, ovvero primo maggio. Il dibattito affronta il tema centrale del pre- sente e del futuro dello stabili- mento Stellantis di Melfi, fondamentale per l’economia lucana e nazionale, collegandolo alle iniziative per il primo maggio a Venosa.

L’evento viene proposto in una chiave “dal basso”, coinvolgendo territorio, istituzioni e giovani. Il consigliere comunale Antonio Conte sottolinea come l’iniziativa nasca in continuità con l’anno precedente, ma con una maggiore apertura ai giovani, protagonisti attraverso la creazione dell’associazione “1M”.

Questa ha promosso un protocollo d’intesa tra Venosa e altri comuni del territorio, accolto con grande disponibilità dalle amministrazioni locali, segno di una volontà condivisa di collaborazione. «Abbiamo siglato un protocollo d’intesa con altri dieci comuni oltre a Venosa, che hanno accettato all’istante questo nostro invito» ribadisce Conte.

L’associazione punta a rilanciare la qualità musicale e culturale, proponendo un primo maggio alternativo che unisca intrattenimento e riflessione sui temi del lavoro, in particolare sulla realtà Stellantis.

«L’associazione – spiega Scatamacchia – nasce dall’esigenza e dal bisogno culturale di ritornare a promuovere un certo valore musicale, che nel corso del tempo, soprattutto a livello nazionale, è venuto un po’ a mancare, in termini di qualità e di espressione musicale.

La città di Venosa è sempre stata molto propositiva dal punto di vista culturale e musicale.

Noi come associazione proponiamo di ritornare un po’ alle origini e proporre una certa qualità, soprattutto in visione del primo maggio, che è sempre stata una manifestazione nella quale si è cerca di unire il tema politico a quello lavorativo, in questo caso il nostro focus sarà sulla questione Stellantis, alla quale noi siamo molto legati».

Il programma prevede un incontro pubblico il 18 aprile, per la presentazione ufficiale e la firma del protocollo, mentre il 1° maggio si terrà un talk mattutino con sindaci e sindacati per discutere della situazione industriale e occupazionale.

Nel pomeriggio spazio alla musica, con esibizioni di band locali e ospiti di rilievo, in un’ottica di valorizzazione dei giovani talenti del territorio.

L’iniziativa si distingue anche per lo spirito partecipativo: molti artisti si esibiranno senza compenso, sostenuti da sponsor locali. Accanto all’aspetto culturale, emerge l’attenzione sociale dell’amministrazione, che ha previsto contributi economici per famiglie in difficoltà e iniziative per l’accessibilità, come sottotitolazioni e interpreti per persone sorde.

Il confronto si allarga poi a riflessioni più ampie: «cosa significa essere oggi operaio di linea in una fabbrica del sud?» chiede Amendolara.

«Credo che in questo momento particolare sia molto complicato, visto quello che sta accadendo – spiega Conte – Ma significa indubbiamente sacrificio e tanta forza di volontà per andare avanti e prendersi tutto quello che arriva.

Ci auspichiamo che tutto il territorio, molto legato a Stellantis, possa continuare a vivere e svilupparsi. I nostri comuni si sono risollevati quando è arrivata questa grande fabbrica con tutti gli indotti.

La gente è ritornata a vivere qui, ha creato famiglie, ha incrementato la popolazione.

Ma essere oggi operai in una fabbrica del sud significa affrontare incertezze e sacrifici, in un contesto in cui l’intero tessuto economico dipende dall’industria e dal suo indotto».

Viene inoltre evidenziato il problema dello spopolamento, solo in parte mitigato dal turismo. In conclusione, il Primo Maggio a Venosa si propone come momento di aggregazione, consapevolezza e rilancio culturale, capace di unire musica, impegno civile e identità territoriale.

“Oltre il giardino” ritorna poi sul dibattito pubblico su uno dei teatri più autorevoli della Basilicata, il teatro Stabile. Al centro il ruolo culturale e sociale del teatro e le recenti scelte dell’amministrazione.

Il confronto nasce anche dalle posizioni contrastanti di due esponenti della cultura potentina: da un lato chi critica l’inserimento di uffici comunali all’interno del teatro, ritenendo che ne comprometta la funzione “sacra”, dall’altro chi difende la scelta come utile e funzionale.

Ospite in studio l’assessore alla cultura del comune di Potenza, Roberto Falotico. «La decisione non è nuova, ma in continuità con il passato e risponde a esigenze pratiche: garantire servizi più efficienti, maggiore presenza del personale e supporto concreto alle attività culturali.

Gli uffici – sottolinea – occupano spazi limitati e non interferiscono con le aree simboliche del teatro, mantenendo intatta la sua identità.

La presenza amministrativa, inoltre, facilita il lavoro di associazioni e operatori culturali, assicurando orari più ampi, sicurezza e una gestione più efficace delle attività. Una scelta legata anche alla volontà di rilanciare il centro storico, riportando servizi e vitalità in una zona strategica della città».

Non manca il riferimento alle difficoltà economiche: il Comune deve confrontarsi con vincoli di bilancio che limitano le risorse disponibili, incidendo anche sugli investimenti culturali. Nonostante ciò, l’impegno resta quello di mantenere il teatro attivo e accessibile, con interventi di manutenzione e sicurezza già programmati. Sul futuro si guarda alla possibilità di una fondazione, ma con prudenza: servono sostenibilità economica e il contributo di soggetti privati.

Tra le opzioni, il modello di teatro di tradizione appare più realistico rispetto a quello di produzione.

Il teatro viene così confermato come cuore della vita culturale cittadina, insieme a iniziative come il Maggio Potentino, tra eventi, mostre e spettacoli.

Un luogo di identità e partecipazione, capace di tenere insieme tradizione, comunità e prospettive di sviluppo. Il terzo spazio del programma è legato alle arti e alla musica. Ospite la cantante Velia Innecco, giovane artista di trentatré anni che ha saputo rispondere alle avversità della vita con il canto.

«La musica è sempre stata la mia forza, il motore della mia vita – racconta – . Fin da bambina ho amato la musica, cantando ogni canzone che ascoltavo.

La mia famiglia mi ha sostenuta, in particolare mia madre, sempre presente».

Il percorso dell’artista lucana e il suo talento non è però frutto solo di passione: Velia si è impegnata seriamente nello studio del canto, seguita dalla maestra Antonella Orofino di Senise, che ha creduto in lei aiutandola anche a recuperare autostima.

Dopo un primo percorso, sono arrivate esperienze formative fuori regione, come master a Roma. Da questo percorso è nato il suo videoclip.

La giovane artista si ispira a grandi voci della musica italiana come Mia Martini e Fiorella Mannoia e ha interpretato il brano “Ho imparato a sognare”, molto legato alla sua storia personale.

Il videoclip, realizzato da Mattia Giorgio, è ambientato tra luoghi familiari e scenari come Maratea. Un lavoro sentito anche sul piano emotivo, dedicato tra gli altri alla nonna scomparsa. Il riscontro è stato positivo, soprattutto dalla famiglia, che resta il suo punto di riferimento. Velia vuole continuare a studiare e guarda al futuro con un obiettivo chiaro: realizzare un brano inedito, possibilmente scritto da lei.

Il suo messaggio è forte: non smettere mai di sognare, affrontare le paure e superare i limiti. Cresciuta con l’idea che le difficoltà vadano affrontate, oggi è determinata a non fermarsi davanti a nulla, nemmeno alle barriere.

Un esempio di forza e determinazione, che invita tutti a credere nei propri sogni, anche nelle condizioni più difficili.

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