SAN FELE TRA I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA
Nella serata del 5 aprile durante la trasmissione “Il Borgo dei Borghi” condotta da Camila Raznovic su Rai3, sono stati presentati i venti Borghi in gara (uno per ogni Regione) concludendo così la selezione promossa per valorizzare i centri storici, le storie locali, l’arte e il paesaggio che rendono unici questi piccoli centri.
Il voto del pubblico (85%) e il giudizio di una giuria formata da tre personalità della cultura (15%), hanno determinato come vincitore il Comune di Cingoli, nelle Marche.
«San Fele si è classificato meritevolmente al 4° posto, conquistando un risultato tanto sperato, ma impensabile a chiunque, considerata la partecipazione di molti bellissimi borghi in gara di regioni estremamente più grandi della Basilicata in termini di residenti, dove evidentemente il ruolo votante del pubblico avrà svolto un ruolo importante e decisivo soprattutto tra i primi tre classificati».
UN ESITO CHE PREMIA IL BORGO MA ANCHE L’INTERA BASILICATA
E prosegue il Primo cittadino: «Il risultato eccezionale raggiunto, premia San Fele e l’intera Basilicata per essere stato proclamato tra i Borghi più belli d’Italia del 2026 e su questo voglio rivolgere un caloroso ringraziamento a quanti hanno lavorato in maniera sinergica (Istituzioni comunali e regionali, associazioni di volontariato comunali, APT Basilicata, IAT San Fele e concittadini residenti all’estero) affinché San Fele assumesse su di sé un ruolo centrale nella politiche di sviluppo turistico della Basilicata, promuovendo il borgo anche fuori dai confini regionali».
San Fele è noto principalmente per le escursioni «al Parco delle cascate “U Uattenniere” (trasposizione dialettale di Gualchiera, ossia macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate che sfruttando la forza dell’acqua mettevano in movimento dei magli che battevano i tessuti di lana) attraverso fruibili percorsi che permettono di raggiungere in sicurezza 6 cascate su 10, complessivamente evidenziate lungo l’intero torrente Bradano.
Luogo ormai da 15 anni visitato da migliaia di turisti escursionisti e non, provenienti dai comuni della Basilicata, dalle regioni limitrofe e non solo e anche dall’estero.
L’itinerario delle cascate è oggi arricchito dalla presenza del Mulino Bradano, da pochi mesi ricostruito e a breve fruibile per tutti i visitatori ai fini culturali e didattici». Ma San Fele è anche il luogo natio di San Giustino de Jacobis, oggi Protettore dei lucani nel mondo «e la sua casa è diventata meta frequente di visitatori e pellegrini da ogni luogo.
Tra i monumenti più importanti vi è il Santuario della Madonna di Pierno, in stile romanico e sorto nei primi decenni del XII secolo, meta di pellegrinaggio nel corso dell’anno ed in particolare alla Processione del 15 agosto di ogni anno.
Inoltre, in cima a una spettacolare gradinata nella piazza centrale del paese spicca la facciata della Chiesa di Santa Maria della Quercia, costruita nel 1514 da poco restaurata ed oggi luogo principale di fede e cultura».
Ed ancora, «i boschi circostanti con folta vegetazione fanno da cornice al Borgo fondato a metà del decimo secolo da Ottone 1° di Sassonia.
Il centro storico, le cascate e il Santuario di Pierno, rientrano a pieno titolo nei percorsi del Cammino di Guglielmo e la Via del Grano.
Il territorio si è ulteriormente arricchito di itinerari ed esperienze in- novative, quali le escursioni guidate in Quad 4×4 nei boschi circostanti e noleggio E-MTB; Escursioni e passeggiate a cavallo nei boschi e alle cascate; Torrentismo lungo il torrente Bradano; Insediamento di moderne Stars Box su Monte Torretta, 1026 m s.l.m. e area pic nic Pozzo di Nitti.
La presenza di sempre più numerose attività ricettive, enogastronomiche e dell’artigianato artistico arricchiscono l’accoglienza rivolta ai tanti visitatori che nell’arco dell’intero anno raggiungono San Fele».
NON UN PUNTO D’ARRIVO MA DI PARTENZA E NON POSSIAMO PERMETTERCI DI TORNARE INDIETRO
Per il Consigliere comunale di Maggioranza, Carmine Mario Russo, si tratta di «un risultato straordinario, che va ben oltre una classifica.
È il segnale chiaro che quando un territorio smette di accontentarsi e inizia a credere nel proprio valore, i risultati arrivano.
Desidero rivolgere un ringraziamento profondo e sentito a ogni cittadino, a ogni lucano, a chi ha votato, condiviso, sostenuto questa sfida con orgoglio.
Grazie a chi ha raccontato San Fele, a chi lo vive ogni giorno anche da lontano e non ha mai smesso di sentirlo casa.
Questa candidatura non è stata improvvisata.
È stata costruita con visione e determinazione nel periodo in cui ho avuto la delega al turismo, con un’idea semplice ma ambiziosa: trasformare San Fele da luogo da cui partire a luogo in cui arrivare.
Abbiamo valorizzato ciò che già avevamo: le nostre eccellenze, le nostre radici, le nostre bellezze -Incalza Russo- Le Cascate, simbolo naturale e attrattore turistico e la nostra identità più profonda, rappresentata da San Giustino De Jacobis, figura che unisce San Fele ai lucani sparsi in ogni parte del mondo.
Ma oggi più che mai serve chiarezza: San Fele non ha perso. San Fele ha vinto, con visibilità, con credibilità.
Ha vinto un’occasione irripetibile.
E le occasioni, o si trasformano in sviluppo o diventano rimpianti.
Ora inizia la fase più delicata: quella della responsabilità.
Non basta celebrare.
Serve governare questo risultato.
Serve una strategia turistica vera, programmazione e una visione che tenga insieme territorio, servizi, accoglienza e investimenti.
Perché senza visione, anche i risultati più importanti rischiano di restare episodi isolati.
San Fele oggi ha una possibilità concreta: invertire la rotta. Contrastare lo spopolamento, creare economia, generare lavoro partendo dal turismo.
Ma questo non accade per inerzia.
Accade solo se qualcuno decide di crederci davvero fino in fondo. Io continuerò a farlo, con determinazione, con coerenza e con la stessa passione con cui è partito questo percorso. Perché San Fele merita di più e oggi, più di ieri, ha dimostrato di poterlo ottenere. Non è un punto di arrivo.
È un punto di partenza. E stavolta, non possiamo permetterci di tornare indietro».
BARDI: «IL VERO MOTORE DI QUESTO RISULTATO È LA FORZA DELLA COMUNITÀ UNITA E COESA»
Anche il Presidente della Regione Vito Bardi commenta il quarto posto del comune lucano al contest nazionale: «L’ottimo piazzamento è il frutto di un lavoro corale. Voglio ringraziare il sindaco Donato Sperduto e tutta l’amministrazione comunale per aver creduto in questo percorso di valorizzazione, le associazioni locali che con passione e dedizione si spendono ogni giorno per il proprio territorio e, soprattutto, ogni singolo cittadino: è la forza della vostra comunità, unita e coesa – conclude il Presidente – il vero motore di questo risultato».
Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha espresso le proprie congratulazioni, definendo il quarto posto un segnale positivo per continuare a valorizzare il territorio con impegno ed entusiasmo.
«Questo risultato testimonia ancora una volta quanto la Basilicata sappia brillare quando le sue comunità raccontano con passione, autenticità e competenza le proprie sto- rie, cultura e tradizioni», ha dichiarato Pittella.

