DIEGO E MATTIA, DUE FUORICLASSE D’ORIGINE MURESE
Un numero di gol da veri campioni e la convocazione in Nazionale Under 17 per Perillo e Angelicchio
Sono molti i muresi che si sono distinti in campo nazionale ed internazionale, dall’arte fotografica e pittorica, al cinema, allo sport. E sono altrettanti coloro che, pur non essendo nati in Basilicata, hanno genitori o origini di Muro Lucano.

Uno di loro solo pochi giorni ha nuovamente brillato, allo stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio, davanti a 1000 spettatori: è Diego Perillo, centravanti dell’Empoli e sangue lucano, che nella Nazionale Under 17 firma una rimonta da manuale che si impone per 3-2 contro il Portogallo, campione d’Europa in carica.
Dalle 19 reti con l’Empoli al sogno azzurro, per Perillo è il tempo di un gol.
In rete si parla molto di lui, tra siti calcistici e testate sportive, la stessa FIGC dice: «Ci sono attaccanti che aspettano la partita. E poi ci sono quelli che la sentono prima. Diego Perillo è così: non rincorre il pallone, lo attira a sé».
Celebri dunque i suoi 19 gol in 20 partite, ma per Perillo c’è più di un gesto individuale, c’è la squadra, il desiderio di vincere insieme, ha confidato l’attaccante azzurro in una intervista, che ora mira alla qualificazione alla fase finale sia dell’Europeo che del Mondiale.
Nato il 17 marzo 2009 a Prato, comincia a giocare a calcio all’età di 5 anni nella Vaianese Impavida Vernio, società dilettantistica toscana, per poi passare al Prato l’anno successivo, prima di trasferirsi alla Maliseti Tobbianese nell’estate 2016. Dopo una sola stagione in gialloblu, entra a far parte del vivaio dell’Empoli, con cui è attualmente “il miglior realizzatore del Campionato Nazionale Under 17 Serie A e B, con 1.580 minuti giocati”.

Il numero 9 è dunque sempre più protagonista nel panorama giovanile azzurro e il gol contro il Portogallo è un nuovo traguardo di una grande stagione.
Se con l’Empoli Under 17 Diego è un portento, nelle partite tra novembre e febbraio, in cui è andato praticamente sempre a segno, ha mostrato una continuità di gioco incredibile per la giovane età.
Perillo rappresenta oggi uno dei punti fermi dell’Italia Under 17, giocatore su cui il CT Franceschini fa affidamento per centrare l’obiettivo della qualificazione alla fase finale degli Europei.
In Under 17 con l’Empoli fa contare circa 0,95 gol a partita, con una rete ogni 80 minuti; con l’Italia Under 17 dal 12 agosto 2025 a oggi, 9 gol in 8 presenze e 1 rete ogni 59 minuti. Dentro ci sono anche i test di avvio stagione, due amichevoli con l’Albania a Coverciano, dove Perillo ha fatto rete in entrambe le gare, una volta con doppietta.
Nel 2025 nella finale Scudetto contro la Juventus il suo gol lo ha dedicato al papà, «volato in cielo nel 2020. Era sempre presente alle mie partite, Ogni dedica sarà sempre per lui» dichiarò l’attaccante.

La continuità realizzativa di Perillo lascia dunque aperto qualsiasi scenario.
Step di crescita in avanti anche per un altro fenomeno del calcio con radici d’origine in Muro Lucano, Mattia Perillo, centrocampista rossonero, classe 2009, già convocato in Nazionale Under 17 per la doppia amichevole contro la Francia, giocatasi a febbraio.
Nell’ottobre 2025 con comunicato ufficiale dell’AC Milan «il classe 2009 Mattia Angelicchio ha firmato il suo primo contratto da professionista. Il centrocampista, da 10 stagioni in rossonero, continuerà a far parte del Progetto Milan Futuro, un’iniziativa dedicata alla crescita e allo sviluppo dei giovani talenti».

Un talento che nasce con lui e dalla passione del padre Francesco, da sempre rossonero: a soli 5 anni infatti, Mattia indossa la maglia e comincia il suo percorso calcistico tutto in ascesa.
Entra in Nazionale già dall’Under 15 e si è preparato a tornare in azzurro per lo stage in occasione delle pre-qualificazioni all’Europeo con l’U17 di Franceschini.

Nei mesi scorsi, apprezzandone l’alto potenziale, il Como aveva pensato a lui come acquisto in prospettiva, ma, a soli 16 anni, Angelicchio ha già firmato il suo primo contratto da professionista in rossonero.

Come non ricordare, infine, anche Cristian Zaccardo, classe 1981, anche lui con radici familiari a Muro Lucano, divenuto Campione del Mondo con la nazionale italiana nel 2006, e vestendo, tra le altre, la maglia rossonera, quando nel 2013 si trasferisce a titolo definitivo al Milan.

