MERRA-GALELLA: ULTIMO ROUND
Nuovo e ultimo round ieri mattina al Consiglio di Stato in merito alla vicenda elettorale che vede protagonisti Donatella Merra e Alessandro Galella, arrivati appaiati allo stesso numero di un voto alle scorse elezioni regionali del 2024.
La decisione in merito al seggio di via Vincenzo Verrastro verrà presa dal Consiglio di Stato nel giro di venti o al massimo un mese.
Tutto ruota intorno all’interpretazione di una scheda elettorale (vedi foto in pagina). Con più segni distintivi.
Il Consiglio di Stato dovrà decidere se la volontà dell’elettore era di cancellare tutti gli altri partiti per essere certi che il voto andasse solo alla Merra e a Castaldi o se si tratta di un identificazione del voto. Come è noto con sentenza numero 9474 la struttura giudiziaria romana nella sezione V con il Presidente Stefano Fantini e il suo braccio destro Alberto Urso ha accolto il ricorso in rievocazione presentato dalla Merra disponendo successivamente l’istruttoria relativamente proprio alla tornata elettorale dell’aprile 2024 che ha visto eletto invece Alessandro Galella.
Donatella Merra dal canto suo con il ricorso al Tar aveva di fatto impugnato l’esito elettorale delle Regionali lucane nel luogo in cui veniva eletto invece l’ex Assessore alla Formazione, Galella, visto che era risultata seconda fra i non eletti alle elezioni regionali, diventata prima dopo la nomina di Galella a consigliere supplente.
Nel ricorso la Merra ebbe modo di contestare diversi errori inerenti all’attribuzione dei vari voti ad entrambi i contendenti con ovvie ripercussioni sulla tornata elettorale. Il giudizio dinanzi al Tar aveva evidenziato invece il pareggio in termini di voti viste le 4056 preferenze acquisite da entrambi i candidati.
Tutto questo in soldoni alla base della sottrazione nella sezione numero 5 di Moliterno e in virtù della Legge Regionale numero 20 del 2018 che in caso di pareggio elettorale prevale l’ordine di presentazione delle liste, delle quali Galella era terzo, mentre la Merra occupava l’ottavo posto nella medesima lista. Un vero e proprio rebus, dunque che non vede ancora uscire la luce dal tunnel.
Il Consiglio di Stato si esprimerà in materia nelle prossime due o tre settimane decretando la parola fine a questo contenzioso tra i due pretendenti alla poltrona di consigliere regionale appartenenti a Fratelli d’Italia, partito di Giorgia Meloni.
Con la sentenza 9474/2025 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per rievocazione presentato dalla Merra rilevando tra l’altro la fondatezza del motivo posto e disponeva l’istruttoria alla Sezione contestata da parte del Prefetto di Potenza. Alessandro Galella è difeso dagli avvocati Alessanro Ambrosino e Francesco Buscicchio.
A Cronache l’avvocato Buscicchio ha dichiarato: «Oggi si e svolta l’udienza di discussione e la causa è stata trattenuta in decisione e verosimilmente si avrà la sentenza in venti o trenta giorni. La fiducia? Non lo so. Non mi esprimo su questo».
Il legale rappresentante di Donatella Merra, Oreste Morcavallo, di Cosenza ha difeso ovviamente l’ex assessore regionale nella sede romana del Consiglio di Stato: «Abbiamo di- scusso davanti alla quinta sezione del Consiglio di Stato, relatore il consigliere Alberto Urso e abbiamo ribadito le posizioni espresse in primo e in secondo grado. Noi abbiamo insistito sulla validità del voto che è emersa dalla scheda rinvenuta dall’istruttoria svolta dal Prefetto di Potenza.
Abbiamo sottolineato che la Legge Regionale della Basilicata, da la prevalenza al voto espresso dall’elettore e la validità della scheda che reca l’indicazione della preferenza nominativa senza croce sul simbolo ed anche con segni su altre liste. Ciò che conta è stato detto è la volontà dell’elettore che in questo caso era palese, ed espressa in modo incontrovertibile perché l’elettore aveva indicato i due candidati, Castaldi e Merra di sesso diverso nella lista e nella spazio di appartenenza, cioè Fratelli d’Italia. Restiamo fiduciosi in merito alla sentenza del Consiglio di Stato».
Francesco Menonna

