Che sull’affaire vitalizi i nostri studenti abbiano mostrato virtù d’indignazione pubblica e capacità di comprendere più cose di quante gliene riconosca la politica è un dato di fatto bello e promettente al futuro di questa regione, sempre più offesa nel suo diritto d’essere migliore.

Eppure i fervidi patrioti di questo centrodestra incapace, sempre pronti a pensare alle loro tasche piuttosto che a quelle dei lucani, con la legge n.3/2026 hanno messo solo un po’ di cipria ed ombretto ai famigerati articoli 16 e 17 del Collegato alla stabilità, anche omissando la parola “vitalizio” con quella più rassicurante e depistante di “indennità differita”.

Ora vivaddio non vorremo farne un caso d’Accademia della Crusca e nemmeno invocare un giurì d’onore, ma se è lo stesso dg del Consiglio regionale Coluzzi, incespicato al microfono delle Iene e col capello fumante, a sbugiardare la cricca del vitalizio, manco si volesse fare la figuraccia in tv nazionale e poi quel solito genio presidenziale di Pittella lo premia pure con una costosissima e confezionata proroga allora s’è davvero capito tutto.

Parafrasando il grande Battisti:“Tu chiamali se vuoi…vitalizi”.    

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