CENTROSINISTRA A BRANDELLI
Il Partito Democratico e il campo largo di Basilicata sono talmente disabituati a vincere che, anche quando vince riesce a trasformare la vittoria in uno psicodramma a tinte fosche. Deve essere il virus dell’assemblearismo a colpire.
Se fossimo medici della politica potremmo dire che i suoi sintomi sono un’eccessiva vocazione verso la parola, un innamoramento per le proprie parole e la volontà di esprimere giudizi critici in qualsiasi momento cercando di trovare il pelo nell’uovo per potersi distinguere.
Sia chiaro, per noi giornalisti è una manna dal cielo, ci forniscono notizie e possibilità di guardare la decomposizione del quadro della sinistra lucana con un occhio privilegiato e con la dovuta distanza senza lasciarci prendere da coinvolgimenti emotivi.
Non credo sia la stessa cosa per gli elettori, i simpatizzanti e i militanti del centrosinistra ma noi non vogliamo entrare in parti che non ci competono.
LE PAROLE DI GIOVANNI VITA
Colpiscono, in tal senso, le parole di Giovanni Vita già componente della segreteria regionale del Partito Democratico che, nell’evidenziare il grande successo preso dalla lista del campo largo sottolinea che «se si vuole guardare con forza al domani bisogna superare lirenza tra le strategie delle elezioni provinciali che allargano e uniscono nella diversità e il silenzio del commissario regionale Manca sull’uscita di Roberto Cifarelli.
Un richiamo, quello fatto da Lacorazza, che a molti è sembrato, per usare le parole di Giovanni Vita, «l’eco del solito noioso dibattito interno del PD» che, peraltro, non ha lasciato immune neanche Vito Santarsiero che non ha mancato di rimarcare la differenza tra la vittoria alle provinciali e la crisi del Partito e della sua classe dirigente che si evidenzia nella fuoriuscita di Cifarelli.
A SINISTRA È RESA DEI CONTI
Se nel campo largo il PD da luogo al solito “noioso dibattito interno” non accade da meno nella componente più a sinistra della coalizione.
Il comunicato stampa di Europa Verde Basilicata non lascia adito al dubbio già dal titolo che evidenzia che il centrosinistra c’è ma serve il rispetto dei patti. Il senso del comunicato è semplice e si può riassumere con se la coalizione è nata è anche merito nostro e delle nostre mediazioni ma poi in molti che avevano promesso di sostenerci hanno preferito non mantenere la parola e consentire l’elezione di noti “saltafossi” sottolineando come in tanti hanno ottenuto l’elezione grazie a loro ma “oggi quegli stessi protagonisti sembrano aver smarrito la memoria politica” trasformandosi “in esecutore di operazioni che favoriscono altri candidati e altre dinamiche, tradendo di fatto gli accordi e la fiducia ricevuta”.
Il comunicato denuncia esplicitamente il “fregacompagni” perpetrato da alcuni e, nel concludersi con un augurio per i nuovi eletti rivolge agli stessi “un monito netto: senza correttezza nei rapporti politici e senza coerenza nei comportamenti diventa impossibile costruire percorsi credibili e condivisi con l’elettorato” perché “la politica ha bisogno di visione, ma anche di memoria e dignità” limitando il proprio ringraziamento a “Pierluigi Smaldone, i sindaci e i consiglieri comunali che hanno scelto, scevri da ogni condizionamento , la strada della libertà”.
In pratica anche a sinistra, malgrado la vittoria, si è consumata una vera e propria notte dei lunghi coltelli che non cessa di terminare e che continua a logorare la coalizione.
Qualcuno diceva che “bisogna saper perdere”, nel campo largo lucano devono anche imparare a vincere. La perdita dell’abitudine della vittoria fa perdere anche la predisposizione alla sua gestione.
Massimo Dellapenna

