RIABILITAZIONE: DA FAZZARI MODIFICHE PER UNA MAGGIORE EQUITÀVia libera del Consiglio regionale a demanio marittimo, Terzo settore ed estensione al 2027 del programma di protezione delle acque

RIABILITAZIONE: DA FAZZARI MODIFICHE PER UNA MAGGIORE EQUITÀ

Si è tenuta ieri la riunione del Consiglio regionale della Basilicata.

Nel corso dei lavori, presieduti dalla vicepresidente Maddalena Fazzari, è stato approvato all’unanimità il Ddl n. 29/2025 “Modifiche all’articolo 8 della legge regionale 20 marzo 2020, n. 12 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2020), come sostituito dall’articolo 2 della legge regionale 16 giugno 2021, n. 24 (Disposizioni urgenti in materia di settore turistico e di concessioni demaniali marittime)”.

Il provvedimento è stato illustrato in Aula dal consigliere Leone, che ha ricordato come, nel corso della seduta odierna della III Commissione consiliare permanente, sia stato approvato l’emendamento del consigliere Lacorazza che stabilisce la proroga al 31 dicembre 2026, anziché al 30 settembre 2027 come inizialmente previsto dal testo normativo.

Il disegno di legge modifica il comma 5 dell’articolo 8 della legge regionale 20 marzo 2020, n. 12, relativo alle concessioni demaniali marittime provvisorie e stagionali.

La norma nasce per con- sentire a strutture ricettive sul mare, Forze dell’Ordine e Forze Armate, Comuni rivieraschi e privati proprietari di aree adiacenti o intercluse di richiedere, tramite procedure pubbliche, concessioni temporanee di aree demaniali marittime per finalità turistiche, balneari, sociali o funzionali alle proprie attività.

Queste concessioni non rientrano nella proroga nazionale fino al 30 settembre 2027 prevista dalla legge n. 166 del 2024 per altre tipologie di concessioni balneari. Il disegno di legge interviene per fissare un nuovo termine di efficacia al 31 dicembre 2026.

«L’obiettivo – si legge nella relazione – è allineare la scadenza regionale a quella nazionale, semplificando il quadro normativo e consentendo il completamento della pianificazione dei lidi e della mappatura delle aree demaniali, distinguendo tra aree già concesse, concedibili e non concedibili».

L’Assemblea, inoltre, ha approvato all’unanimità la Proposta di legge n. 76/2025 “Norme di sostegno e promozione degli Enti del Terzo Settore lucano”, di iniziativa dei consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese.

Il provvedimento, ora legge, è stato approvato con gli emendamenti dei consiglieri Napoli e Picerno. «Obiettivo della proposta di legge – si legge nella relazione di accompagnamento – è promuovere e sostenere gli Enti del Terzo Settore e le altre formazioni sociali, definendo le modalità del loro coinvolgimento attivo nell’esercizio delle funzioni regionali di programmazione, indirizzo e coordinamento e nella realizzazione di specifici progetti, servizi o interventi finalizzati a soddisfare i bisogni della comunità regionale».

In particolare si intende rendere sistematica la collaborazione tra pubbliche amministrazioni ed Enti del Terzo Settore, disciplinandone l’ambito di applicazione e le modalità operative.

La norma prevede la regolamentazione degli istituti della co-programmazione e della coprogettazione, con l’obiettivo di sostenere le attività degli ETS, promuovere lo sviluppo e il consolidamento della rappresentanza di settore e valorizzare il ruolo di questi soggetti come agenti attivi di sviluppo e coesione sociale delle comunità locali.

Il testo disciplina il ruolo e il funzionamento del Terzo settore in Basilicata in attuazione del decreto legislativo 117/2017, riconoscendone il valore sociale, economico e civile.

Viene inoltre istituita la Consulta regionale del Terzo settore e sono previste misure di sostegno al volontariato, all’innovazione sociale e alla partecipazione civica.

MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE SULLA RIABILITAZIONE

E all’unanimità è stata approvata anche la Proposta di legge n. 111/2025 “Modifiche all’articolo 22 del- la L.R. 5 aprile 2024, n. 14”, di iniziativa della consigliera Fazzari, riguardante il settore della riabilitazione.

Si tratta di una modifica relativa all’utilizzo delle economie per le prestazioni di servi- zi sanitari ex articolo 25 ed ex articolo 26.

Le economie del 2024 per l’articolo 25 saranno destinate alle strutture con budget inferiore per un importo complessivo di 300 mila euro; per l’articolo 26 si procederà invece con un riparto percentuale sulla base dei budget assegnati.

«La proposta di legge – si legge nel testo – interviene sull’articolo 22 della L.R. 5 aprile 2024, n. 14, al fine di correggere criticità emerse nell’applicazione della norma e rendere il testo più chiaro e coerente».

Il provvedimento prevede la soppressione di una parte del comma 1-bis relativa alle “strutture insistenti in ambiti territoriali meno serviti”, ritenuta troppo generica e suscettibile di interpretazioni divergenti, e l’abrogazione del comma 1-ter, considerato inapplicabile nel settore della riabilitazione, dove l’accesso alle prestazioni avviene tramite percorsi autorizzativi basati sul Progetto Riabilitativo Individuale.

L’obiettivo è chiarire l’ambito di applicazione della norma, evitare incertezze interpretative, garantire uniformità di trattamento ai cittadini e prevenire disparità territoriali, senza comportare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

SÌ ALL’ESTENSIONE AL 2027 DEL PROGRAMMA DI PROTEZIONE DELLE ACQUE

Esteso fino al 2027 il Programma d’azione per la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola nelle zone vulnerabili.

Approvato all’unanimità dall’Assemblea l’atto amministrativo n. 119/2025 “Programma d’azione 2022-2025 per la protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati di origine agricola nelle zone vulnerabili, approvato con D.C.R. n. 684 del 21 marzo 2024 – Estensione temporale al 2027”.

Con l’atto si estende fino al 2027 il Programma d’azione per la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola nelle zone vulnerabili (PdA) 2022-2025, adottato dalla Giunta regionale il 20 marzo 2024 e approvato dal Consiglio regionale il giorno successivo.

L’obiettivo è duplice: disporre di un arco temporale più congruo per valutare i risultati del Programma e allineare la sua scadenza al ciclo quadriennale del report sui nitrati trasmesso all’Unione europea, relativo al periodo 2024-2027.

L’atto prevede inoltre il prolungamento, per gli anni 2026 e 2027, delle attività di controllo documentale e aziendale già previste dal Programma, nonché l’istituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare incaricato di predisporre il nuovo Programma d’azione 2028-2031.

L’estensione fino al 2027 è ritenuta necessaria per consentire una valutazione più oggettiva e fondata nel tempo dell’efficacia delle misure adottate, sulla base dei dati di monitoraggio delle acque che Arpab sta progressivamente rilevando.

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