POLVERIERA FRATELLI D’ITALIAAntonio Vigilante si dimette da capogruppo cittadino del partito

POLVERIERA FRATELLI D’ITALIA

Fratelli d’Italia di Basilicata è sempre più una polveriera e i nervi sono a fior di pelle.

Il recente disastroso risultato delle elezioni provinciali ha fatto esplodere tutte le tensioni che fino ad ora giacevano sotto traccia. Le elezioni provinciali, infatti, hanno appalesato senza consentire più di poterlo nascondere due fatti che erano già chiari per chi sa leggere la politica senza fermarsi alla superficie.

Da un lato Fratelli d’Italia non cresce.

Il Partito di maggioranza relativa non aggrega nessuno, in molti casi non riesce a fare le liste e a mettere uomini autorevoli nei Consigli Comunali, dall’altro non ha nessuna capacità attrattiva.

Ogni giorno assistiamo a consiglieri eletti nelle liste civiche che vanno verso la Lega, verso Azione, verso Italia Viva, verso Forza Italia, verso Basilicata Casa Comune o verso Azione Civica.

Non vediamo nessun consigliere comunale andare verso Fratelli d’Italia. Il partito più attraente d’Italia, quello meglio gestito e con più leadership e consenso nel resto dello stivale è il più respingente nella nostra Regione.

Dall’altro lato il duo Rosa-Cicala ha ormai perduto sia il controllo che l’egemonia del Partito.

Sia le nuove energie che i vecchi militanti sembrano aver sviluppato un legame più forte e più saldo con Caiata-Sarli cui si deve aggiungere anche Michele Napoli con Alessandro Galella che si divide tra le dichiarazioni d’amore verso Rosa e le intese con Sarli e Caiata.

LE DIMISSIONI DI VIGILANTE

In questa polveriera a farne le spese è stato Antonio Vigilante.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia nella Città di Potenza, già vicesindaco del capoluogo era il candidato di punta della lista con la fiamma tricolore. Il voto ponderato lo metteva già in una condizione di forza.

Il sostegno dell’Assessore all’Agricoltura e del Senatore e fondatore del Partito Gianni Rosa erano, sulla carta, in grado di garantire a pieni voti l’elezione di Vigilante.

Così non è andata. Vigilante si è schiantato davanti al muro di promesse non mantenute da parte dei suoi supporter sul cui sostegno ave- va fatto affidamento. I numeri sono stati impietosi.

La scarsità del consenso possono essere interpretati in due modi ed entrambi non depongono a favore di Rosa e Cicala.

La sconfitta di Vigilante, infatti, si può spiegare o con il totale disinteresse e, quindi, la pugnalata alle spalle da parte di Rosa e Cicala o con la totale mancanza di presenza e di pressione sul partito da parte dei due maggiorenti di FDI. In entrambi i casi è la fine di un’epoca.

LA CADUTA DI STILE DI VIGILANTE

Abbiamo più volte tessuto le lodi del capogruppo di FDI, più volte abbiamo detto che è uno dei pochi che legge le carte e studia e che ha una grande tradizione militante. Questa volta siamo costretti a bacchettarlo e a farlo proprio per quanto riguarda la sua capacità di coerenza politica.

Vigilante si è dimesso da capogruppo di FDI in Consiglio Comunale. Noi crediamo non solo che abbia sbagliato a farlo ma anche che abbia sbagliato i toni della comunicazione.

Quel riferimento alla sua storia militante coerente e duratura non premiata è un’offesa. Offende tutti gli altri candidati. Vigilante non aveva niente in più di Pippa. Sono entrambi di chiara e nota estrazione di destra, entrambi sono strutturati sul territorio, entrambi sono stati eletti in Consiglio Comunale.

Vigilante, ci dispiace anche doverlo ricordare, nella scorsa consiliatura è stato eletto in una lista civica vicina alla Lega e, per quasi tutta la durata dell’amministrazione, non ha aderito a FDI per mantenere la carica di vicesindaco.

LE PROMESSE NON MANTENUTE

Riusciamo a comprendere il suo sfogo soltanto se immaginiamo che sia rivolto direttamente ai maggiorenti che lo hanno pugnalato.

Ha un senso la sua frase se la polemica, neanche troppo velata, voleva colpire Rosa e Cicala, colpevoli di non averlo supportato dopo che per anni lui ha supportato loro. Cicala ha raccolto ben 500 preferenze a Potenza.

Tutti sanno che quelle 500 preferenze sono state determinanti per arrivare primo. Se fossero state dirottate su Fazzari o su Napoli oggi l’assessore all’Agricoltura sarebbe un altro.

Le sue scelte negli anni sono state essenziali per difendere la leadership di Gianni Rosa. Oggi si aspettava di essere ricambiato, così non è stato. Forse è il caso di ripensare tutto a partire dalla segreteria provinciale di Potenza.

Vincenzo Claps ha vinto il congresso dei signori delle tessere, ha perso la fiducia di tanti che lo hanno supportato e ha perso pesantemente le elezioni provinciali. Non va meglio sul fronte regionale.

Massimo Dellapenna

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