«LA BASILICATA PUNTA SU STORIA E NATURA»A Cronache Tv la dg dell’Apt Sarli racconta il turismo lucano, Pipponzi: «Parità, battaglia quotidiana»

«LA BASILICATA PUNTA SU STORIA E NATURA»

Il referendum sulla riforma della giustizia entra nella fase finale della campagna e il dibattito pubblico si intensifica.

Durante l’ultima puntata di “Oltre il Giardino”, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, si sono confrontati due avvocati con posizioni opposte: Giustino Donofrio, sostenitore del No, e Alessandro Singetta, favorevole al Sì.

Il confronto ha evidenziato profonde divergenze sia sul metodo con cui la riforma è stata elaborata sia sui suoi contenuti. Per Donofrio il primo problema riguarda il percorso parlamentare della riforma costituzionale. Secondo l’avvocato, modifiche alla Costituzione dovrebbero nascere da una larga intesa tra le forze politiche e da un confronto approfondito.

A suo giudizio, il testo proposto dal governo sarebbe stato approvato senza reali modifiche durante le quattro letture parlamentari e senza un vero dibattito.

«Le riforme costituzionali richiedono condivisione ampia – ha spiegato – tanto che la Costituzione prevede il referendum proprio quando non si raggiunge la maggioranza qualificata dei due terzi».

Il punto più controverso riguarda l’introduzione del sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Donofrio considera l’idea inadeguata per un organo costituzionale: togliere un “pilastro” dell’assetto istituzionale, sostiene, potrebbe aprire la strada a modifiche future che alterino l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Singetta, al contrario, difende il meccanismo come risposta al peso delle correnti nella magistratura.

«Oggi – ha affermato – un’associazione privata come l’Associazione Nazionale Magistrati finirebbe per influenzare pesantemente l’attività del CSM. Il sorteggio, limitato a magistrati e a un elenco qualificato di professori universitari e avvocati con almeno vent’anni di esperienza, rappresenterebbe secondo lui un tentativo di ridurre queste dinamiche».

Singetta ha ricordato i dati sull’ingiusta detenzione: migliaia di casi negli ultimi anni e centinaia di milioni di euro pagati dallo Stato per risarcimenti. Per il legale, l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare servirebbe proprio a rafforzare i controlli sui magistrati.

Donofrio ha replicato sottolineando che molte situazioni di ingiusta detenzione derivano dall’applicazione delle leggi, non da errori per- sonali dei magistrati. Ha citato l’esempio delle norme sul “codice rosso”, che prevedono interventi immediati in caso di denuncia di violenza domestica: misure che possono portare a arresti preventivi poi rivelatisi infondati.

Nel dibattito è emersa anche la preoccupazione per l’ingresso della politica nello scontro sulla giustizia. Singetta ha definito un errore trasformare il tema in un conflitto tra schieramenti politici: “La giustizia dovrebbe restare al di sopra delle contese di parte”.

Nel finale della trasmissione i due avvocati hanno rivolto un appello agli elettori. Donofrio ha invitato a votare No, sostenendo che la riforma rischierebbe di indebolire la Costituzione e l’autonomia della magistratura e Singetta, invece, ha chiesto di votare Sì, definendo la separazione tra giudici e pubblici ministeri un passaggio necessario per garantire un giudice realmente terzo e rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia. Si cambia argomento a Oltre il giardino. Si parla di turismo. La Basilicata si conferma una destinazione turistica in crescita.

Lo testimonia il record raggiunto nel 2025, con oltre un milione di arrivi e tre milioni di pernottamenti. Risultati che, come sottolineato da Margherita Sarli, direttrice dell’Apt, sono frutto di un lavoro corale e di una strategia mirata a valorizzare le eccellenze regionali.

«Abbiamo iniziato il 2025 con una corsa tra fiere internazionali», racconta Sarli, riferendosi agli eventi di Helsinki, Zurigo, Milano e Berlino.

«La BIT di Milano è stata fondamentale per raccontare la Basilicata in modo corale, partendo dai dati del 2025, che sono estremamente positivi». Secondo la direttrice, le fiere non sono solo vetrine, ma appuntamenti essenziali per creare contatti e opportunità di business.

Nonostante i risultati, il settore turistico lucano deve fare i conti con fattori esterni, come le tensioni internazionali, l’aumento dei costi energetici e i cambiamenti delle abitudini di viaggio.

«La Basilicata, con la sua tranquillità e lontananza dai circuiti di massa, potrebbe diventare un rifugio ideale», spiega Sarli. Un elemento sorprendente emerso dalle fiere è stato il successo della serie televisiva Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, che ha attirato l’attenzione internazionale sulla Basilicata, in particolare in Finlandia.

«Abbiamo posizionato un tablet con immagini della serie per attirare i visitatori», racconta Sarli, sottolineando come il cinema e la televisione siano strumenti efficaci per promuovere il territorio.

Tra le novità in programma, spicca la BTM (Borsa del Turismo Mediterraneo) che si terrà a Maratea dal 7 al 9 maggio.

«Se gli operatori non partecipano alle fiere, portiamo le fiere da loro», afferma Sarli. Inoltre, sono previsti eventi per valorizzare la costa ionica e il Vulture, con un focus sul Medioevo e sul patrimonio storico e naturale della regione.

La Basilicata punta a consolidare la propria presenza nei mercati internazionali, con particolare attenzione a paesi come Francia, Stati Uniti e Germania. In vista dell’Anno Europeo dei Normanni nel 2027, è stato siglato un protocollo d’intesa con la regione francese della Normandia per valorizzare il patrimonio storico comune. «La storia, la natura e la cultura enogastronomica, come l’Aglianico del Vulture, sono i nostri punti di forza», sottolinea la direttrice.

E infine si parla della Giornata internazionale dei Diritti della Donna che come sottolinea Ivana Pipponzi, Consigliera Regionale di Parità, «non si tratta di una festa, ma di un momento di riflessione che deve continuare ogni giorno dell’anno. Le donne meritano attenzione costante». Un tema sempre attuale è quello della violenza contro le donne, che continua a rappresentare un’emergenza.

«In Italia, siamo stati i primi in Europa a introdurre il reato di femminicidio, riconosciuto dall’articolo 577-bis del Codice Penale», sottolinea la consigliera. Tuttavia, i dati restano drammatici: un femminicidio ogni tre giorni.

«La violenza maschile sulle donne è un fenomeno strutturale, trasversale a tutte le classi sociali e culturali. È un problema che riguarda tutti noi». Pipponzi ha anche ricordato l’importanza di contrastare le molestie sul lavoro: «Abbiamo aperto numerosi procedimenti per casi di molestie sessuali sui luoghi di lavoro, portando alcuni di essi davanti ai giudici.

È fondamentale sostenere le lavoratrici e garantire loro un ambiente lavorativo sicuro». Nonostante i progressi, il divario retributivo tra uomini e donne rimane una realtà, aggravata dalla mancanza di sostegni adeguati alla genitorialità.

«Oltre il 60% dei part-time involontari riguarda le donne», denuncia Pipponzi, evidenziando la necessità di ampliare i congedi di paternità e di sostenere le aziende che investono nel welfare.

«Dobbiamo guardare ai modelli del Nord Europa, come i micro-asili condominiali, per favorire una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia». In Basilicata, il protagonismo femminile si manifesta soprattutto nell’associazionismo.

«Il terzo settore è un pilastro fondamentale per la promozione dei diritti delle donne e il contrasto alla violenza», afferma la consigliera, sottolineando l’importanza delle associazioni nel diffondere informazioni sulle tutele legali e sociali disponibili.

L’ufficio della Consigliera Regionale di Parità è impegnato in numerose iniziative per sensibilizzare e informare le donne sui loro diritti. «Vogliamo entrare sempre di più nelle pubbliche amministrazioni per far conoscere strumenti come il reddito di libertà o i congedi indennizzati per le donne vittime di violenza», spiega Pipponzi.

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