PIGNOLA HA CELEBRATO L’ARTIGIANATO FEMMINILESuccesso per il convegno moderato dalla direttrice di Cronache

PIGNOLA HA CELEBRATO L’ARTIGIANATO FEMMINILE

Si è conclusa con grande partecipazione e con un clima di intensa condivisione la tre giorni de “L’altra faccia di Penelope”, l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Pignola in collaborazione con la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza e con l’artista Maria Ditaranto, dedicata alla valorizzazione dell’artigianato femminile come patrimonio di creatività, competenze e identità dei territori.

Dal 6 all’8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Pignola si è tra- sformata in un luogo di incontro, racconto e riflessione, dove tradizione, arte e lavoro delle donne hanno intrecciato esperienze, saperi e prospettive.

Mostre, momenti di confronto, incontri e performance artistiche hanno dato voce alle eccellenze femminili del territorio, mettendo al centro il ruolo delle donne nello sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali.

Ad aprire il festival è stato il suggestivo concerto dell’Orchestra Maldestra, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio musicale emozionante dedicato alle grandi voci femminili della storia della musica.

Un omaggio intenso alle donne che, attraverso l’arte, hanno saputo raccontare libertà, identità e cambiamento, offrendo uno sguardo potente e contemporaneo sulla forza espressiva femminile.

Particolarmente partecipato an- che il convegno dedicato al rapporto tra artigianato, lavoro femminile e territori, che ha visto il contributo di istituzioni, esperte, artigiane e protagoniste dell’imprenditoria locale.

Il confronto, moderato dalla direttrice di Cronache Lucane Rosamaria Mollica, ha messo in luce quanto l’artigianato rappresenti oggi non solo una tradizione da custodire, ma una vera opportunità di sviluppo sostenibile, capace di generare occupazione qualificata, contrastare lo spopolamento e rafforzare il legame tra comunità e territorio.

La figura di Penelope, simbolo di pazienza, intelligenza e resilienza, è stata reinterpretata durante il festival in chiave contemporanea: non più soltanto custode dell’attesa, ma protagonista attiva di un cambiamento che intreccia lavoro, autonomia, creatività e innovazione.

Il successo di questa edizione apre ora nuove prospettive. L’auspicio condiviso dagli organizzatori è che “L’altra faccia di Penelope” possa evolversi nei prossimi anni in una vera e propria residenza artigiana, capace di ospitare artigiane, designer, artiste e giovani talenti, creando uno spa- zio permanente di sperimentazione, formazione e produzione culturale.

Tra i progetti che si intendono sviluppare già dalla prossima edizione vi è anche “l’artigianato delle parole”, un percorso dedicato alla scrittura, al racconto e alla narrazione come forme di artigianato immateriale.

Un laboratorio creativo in cui parole, memoria e territorio possano intrecciarsi proprio come i fili di un telaio, dando vita a nuove storie e nuovi immaginari collettivi. “L’altra faccia di Penelope” si conferma così non solo come un festival, ma come un cantiere aperto di idee e di relazioni, dove il talento e il lavoro delle donne continuano a tessere – filo dopo filo – nuove trame di futuro per le comunità e i territori.

La Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha sottolineato il valore dell’iniziativa e il significato che essa assume per il r conoscimento del lavoro femminile: «Il lavoro delle donne rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei territori e per la crescita delle comunità.

In iniziative come L’altra faccia di Penelope emerge con grande chiarezza quanto il talento, la creatività e la competenza femminile possano generare valore economico, sociale e culturale».

«L’artigianato, in particolare, racconta storie di saperi tramandati, di capacità imprenditoriale e di radicamento nei luoghi. Ma perché questo patrimonio possa davvero diventare opportunità di futuro è necessario continuare a valorizzarlo e sostenerlo con politiche concrete, che favoriscano l’accesso al lavoro, alla formazione, ai mercati e all’imprenditorialità femminile» continua la consigliera Bonito.

«Il lavoro delle donne non può restare invisibile o marginale: va riconosciuto, accompagnato e messo nelle condizioni di crescere.

In questo senso, esperienze come quella di Pignola dimostrano quanto sia importante creare spazi di incontro, di racconto e di progettazione condivisa, capaci di trasformare i talenti in sviluppo e coesione per i territori» conclude.

Gli organizzatori danno appuntamento alla prossima edizione, con l’impegno di continuare a costruire uno spazio sempre più ampio di partecipazione, creatività e valorizzazione dell’artigianato femminile.

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