EX ILVA: 21 A PROCESSO TRA CUI VENDOLAAmbiente svenduto riparte da potenza il 21 aprile, la causa sul presunto inquinamento ambientale

EX ILVA: 21 A PROCESSO TRA CUI VENDOLA

Presso l’Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza ha avuto luogo ieri mattina l’udienza stralcio relativa al Processo “Ambiente Svenduto” che riguarda l’Ilva di Taranto. Come è noto il processo è passato dal Palazzo di Giustizia di Taranto a quello di Potenza e riguarda il presunto inquinamento ambientale della struttura tarantina tra il 1995 e il 2012, durante la gestione della famiglia Riva. L’udienza stralcio si è svolta dinanzi al Giudice del Tribunale di Potenza, Francesco Valente e ha visto la presenza di diversi avvocati delle due parti, accusa e difesa presenziare in vista dell’avvio del Processo che avverrà il prossimo 21 aprile sempre nel capoluogo lucano. Si è trattato in sostanza soltanto dell’udienza preliminare tesa alla formazione del fascicolo del provvedimento. Gli atti entreranno nel fascicolo dibattimentale del processo che avverrà appunto il prossimo 21 aprile. In quella occasione si aprirà il dibattimento dinanzi alla Corte d’Assise. Dalla formazione dei fascicoli sa- ranno decise le fasi dibattimentali del processo. Tra i difensori delle parti civili figuravano gli avvocati Giuseppe Vendegna e Sebastiano Flora, il primo a difesa dei sessantadue operai dello stabilimento tarantino, il secondo invece a difesa di Asl di Taranto. Tra le ventuno persone rinviate a giudizio figurano tra gli altri i fratelli Nicola e Fabio Riva, ex dirigenti dello stabilimento jonico e l’ex Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, accusati a vario titolo di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omicidio colposo e corruzione. Nei mesi scorsi il Gup del Tribunale di Potenza ha accolto integralmente le richieste avanzate dal procuratore facente funzioni di Potenza, Maurizio Cardea, e dal sostituto Vincenzo Montemurro e ha disposto un sequestro conservativo di beni per 675.000 euro a favore delle parti civili. Negli ultimi mesi il Tribunale di Milano ha anche disposto la sostituzione dell’attività produttiva, a partire dal 24 agosto 2026 citando rischi per la salute. La nuova fase del procedimento in itinere nel Tribunale di Potenza punta a fare chiarezza su anni di presunto inquinamento, in un sostanziale contesto giudiziario complesso e prolungato. Il 21 aprile ne sapremo di più. Le par- ti civili e della difesa lavoreranno duramente per comprendere lo stato dei fatti e dare risposte concrete sia ai proprietari dello stabilimento tarantino che ai sessantadue operai dell’impianto petrolchimico pugliese. Tutto questo nella speranza che venga fatta piena luce da parte dei giudici in merito agli anni di inquinamento ambientale prodotti da Il- va a Taranto e dintorni.

Francesco Menonna

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