NATUZZI: È RIPRESO IL CONFRONTO
Riparte il confronto tra Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop determinato dalle forti criticità sollevate dai sindacati sul piano di rilancio 2026- 2028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali. Nel corso del tavolo convocato al Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, l’azienda ha ribadito l’impegno a tutelare l’intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l’azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l’assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto. «Il timore – ha affermato il segretario regionale di Fillea Cgil Angelo Vacca- ro – è che questo progetto porterà a esuberi maggiori delle 400 unità che potrebbero essere sostenute e accompagnate al pensionamento nei prossimi an- ni». Una platea stimata in circa 800/900 lavoratori, la metà degli occupati dal gruppo. «Per trovare soluzioni serve uno sforzo comune, ma tagli e chiusure non sono strumenti di dialogo», dice il responsabile nazionale del settore mobile imbottito di Feneal Uil. Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l’11 marzo.

