IL CORSO DI FISIOTERAPIA TORNA A PESCOPAGANO

Il 16 dicembre scorso si era svolto l’incontro pubblico “Pescopagano, una storia che cura”, un importante momento di confronto pubblico per ripercorrere la storia dell’Ospedale locale, fare il punto sul presente e condividere le strategie per il suo futuro, attraverso un dialogo diretto tra istituzioni e comunità.

Dopo quell’incontro «si è dato immediatamente corso alla fase organizzativa per riportare a Pescopagano il tirocinio del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Da marzo 2026, 20 studenti del II° e III° anno, inizieranno il loro percorso formativo di tirocinio presso il nostro Ospedale –spiega l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Ambrosini-

È questo un passaggio che assume un significato profondo per una comunità la cui identità è storicamente intrecciata con la riabilitazione e con una consolidata vocazione sanitaria. Pescopagano ha costruito negli anni una riconosciuta specializzazione nel campo della cura, diventando presidio di riferimento nel panorama regionale».

DAGLI IMPEGNI DI DICEMBRE AL RILANCIO DI OGGI

Nel corso dell’incontro istituzionale, il Presidente della Regione, Vito Bardi, «aveva assunto un impegno chiaro e formale: dare avvio a una fase concreta di rilancio del presidio, rafforzandone la funzione assistenziale e rilanciandone quella formativa. A distanza di poche settimane, quell’impegno è stato mantenuto -proseguono dalla Casa comunale- Le dichiarazioni rese pubblicamente hanno trovato coerenza in indirizzi precisi e in atti conseguenti che hanno consentito di attivare in tempi rapidi il percorso organizzativo».

A ciò si aggiunge «l’azione strategica dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo guidata dal Direttore Generale Giuseppe Spera, insieme all’attività dell’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che è stata determinante nel tradurre gli indirizzi politici in passaggi operativi concreti, rendendo effettivo quanto annunciato. Significativo e pragmatico anche l’interessamento di Carlo Monti, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro della Salute, che ha seguito con attenzione l’evoluzione del percorso».

Ma ancora nuove prospettive attendono l’Ospedale che da settembre 2026 vedrà partire «in modo definitivo e strutturato l’intero percorso formativo a Pescopagano, comprendendo sia le attività didattiche in aula sia la fase di tirocinio.

Non solo dunque presenza temporanea, ma un’organizzazione stabile che riporta in maniera piena e riconosciuta la formazione universitaria nel nostro presidio. È un passaggio storico che rafforza in modo significativo il ruolo dell’Ospedale e consolida la sua funzione nel sistema sanitario regionale».

LA LUNGA STORIA DI UN OSPEDALE FORTEMENTE VOLUTO

Andando alle origini dell’Ospedale, fu per iniziativa dei Dottori Girolamo Orlando e Giovanni Miele che fu iniziata ed avviata l’organizzazione di una “clinica” con compiti di diagnosi e cura, che nel 1930, ebbe riconoscimento quale Ente Morale “Ospedale Giuseppe Orlando”.

Negli anni ’50, il dottor Orlando chiese ed ottenne dall’Amministrazione, il suolo su cui attualmente è situato il presidio, in cambio di un terreno di sua proprietà. Grazie a un mutuo concesso dal Ministero dei Lavori Pubblici, utile alla costruzione degli Ospedali Tipo di 69 posti letto, il dottor Orlando avviò la costruzione del nuovo complesso, destinato originariamente a diventare ospedale generale di zona.

Tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70, il Comitato Regionale per la Programmazione Ospedaliera, individuò per il nosocomio pescopaganese la destinazione di Ospedale Specializzato, in sostituzione di quella di Ospedale generale di zona. Il 1 agosto 1973, con decreto del Presidente della Giunta Regionale fu costituito l’Ente Ospedaliero Provinciale Specializzato di Pescopagano.

In particolare, oltre ai servizi di Radiologia, Laboratorio Analisi, Anestesia e Terapia Intensiva Post-operatoria, Pronto soccorso, assicurava prestazioni di Ortopedia e Traumatologia, di Fisiopatologia Respiratoria, di Neurologia e di Fisiokinesiterapia e, per effetto di efficaci e qualificati interventi organizzativi e funzionali, l’ospedale rapidamente divenne centro di riferimento, per le attività espletate, sia in ambito regionale sia in ambito interregionale.

Con il concorso di contributi regionali, furono avviati i lavori di ampliamento della sede ospedaliera, che avrebbero consentito di realizzare un complesso organico e funzionale per il mandato conferito.

Il 23 novembre dell’80 il terremoto causò non pochi problemi e successivamente l’attuazione della legge di riforma sanitaria e i decreti attuativi imposero la soppressione dell’autonomia gestionale dell’Ospedale e la destinazione a presidio dell’Unità Sanitaria Locale di Venosa, ove è stato incardinato fino al 1 febbraio 2007.

Successivamente in esecuzione della Legge Regionale, l’Ospedale San Francesco di Paola confluì nell’AOR San Carlo di Potenza, con prestazioni di Ortopedia, Fisiopatologia Respiratoria e Terapia Intensiva Polmonare, Neurologia, Medicina Fisica e Riabilitazione per le patologie post acuzie, oltre alle attività di Fisioterapia, Laboratorio Analisi, Radiologia, Farmacia e attività poliambulatoriali specialistiche».

«IL COMUNE VALORIZZERÀ LA STORICA VOCAZIONE SANITARIA DEL TERRITORIO»

Da allora molte cose sono cambiate, ed oggi dunque l’Amministrazione Ambrosini gioisce per «il Corso di Fisioterapia che torna a casa, nel luogo che della riabilitazione ha fatto una missione e una prospettiva di futuro. Esprimiamo sincera gratitudine al Presidente Bardi per aver rispettato gli impegni assunti davanti alla comunità e per aver dimostrato, con atti concreti, attenzione verso un presidio che rappresenta un patrimonio dell’intera Basilicata.

Il dialogo tra istituzioni, quando è serio e orientato al bene comune, porta risultati concreti – e dal canto suo- Il Comune continuerà a fare la propria parte, accompagnando con responsabilità questa fase di rilancio e sostenendo ogni iniziativa utile a consolidare e valorizzare la storica vocazione sanitaria del territorio».

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