ULTIMO SALUTO A FRANCESCA NEPITA
Nel dare la vita ha compiuto il più grande atto d’amore.
Il suo sorriso rimarrà luce nei cuori di chi l’ha amata”.
È la frase impressa sul manifesto funebre di Francesca Nepita, un messaggio drammatico che unisce vita e morte.
La 36enne calabrese è difatti deceduta presso l’Ospedale San Giovanni di Lagonegro dopo aver dato alla luce la sua terza figlia.
Due comunità a lutto, Scalea dove era residente e Santa Maria del Cedro, dove era originaria, unite da sabato 7 febbraio in un indicibile dolore.
Ieri alle 15:00, in un clima surreale, si sono svolti i funerali di Francesca nella chiesa Santissima Trinità di Scalea, in località Pantano.
Una chiesa affollata e muta dal tormento.
Tutti erano lì per quella ragazza dal sorriso gentile e pulito, cresciuta tra le vie della frazione di Marcellina. Una donna innamorata della sua famiglia, del marito e delle figlie, legata ai suoi affetti, agli amici.
DUE COMUNITÀ A LUTTO, UNITE NEL DOLORE
I sindaci Mario Russo e Ugo Vetere hanno proclamato il lutto cittadino nei rispettivi comuni per rispettare il dolore dei familiari e di quanti hanno amato Francesca in questa sua breve e intensa esistenza. «Scalea si ferma.
Nel giorno dell’ultimo saluto a Francesca, giovane moglie e madre, il nostro pensiero va al marito, alle sue bambine, alla famiglia e a tutti i suoi affetti, colpiti da una perdita che ha segnato profondamente l’intera comunità – dichiara il gruppo politico Scalea Rinasce-
Il lutto cittadino è il segno di una città che si stringe nel silenzio, con rispetto e partecipazione sincera. Ci uniamo al cordoglio della comunità, partecipando con profonda commozione a questo momento di raccoglimento e di dolore collettivo.
Che l’abbraccio della città possa arrivare dove le parole non riescono. Oggi Scalea è una sola voce, sussurrata, ma unita». E proseguono dalla Casa comunale: «Di fronte a una perdita così improvvisa e ingiusta, le parole faticano a trovare spazio, ma il sentimento di vicinanza è autentico e condiviso.
Il Sindaco, l’Amministrazione e il Consiglio Comunale rivolgono un pensiero commosso al marito, alla famiglia e a tutti coloro che stanno affrontando una prova tanto straziante, stringendosi a loro con rispetto e sincera partecipazione».
In segno di lutto e di profonda partecipazione al dolore che ha colpito la città, nel giorno delle esequie è stato proclamato il lutto cittadino. «Scalea si ferma, in silenzio, per onorare la memo- ria di Francesca e per manifestare la propria vicinanza a chi resta».
Anche il Gruppo politico “Scalea Oltre” si unisce inevitabilmente al dolore «vicini all’immensa perdita della famiglia ed al cordoglio dell’intera comunità Scaleota per la prematura scomparsa di Francesca.
Che il silenzio rispettoso e la riflessione possano accompagnarci, offrendoci la forza per affrontare questo difficile momento e onorare la memoria di Francesca».
Il Sindaco di Santa Maria del Cedro conosceva bene Francesca: «Per me che l’ho vista crescere, vivevamo nello stesso pianerottolo nel palazzo ove è ubicato l’Ufficio postale, un dispiacere immenso.
Partecipiamo con profonda commozione al dolore per la prematura e tragica perdita di Francesca, figlia di questa città, moglie e madre. Una notizia che ha scosso nel profondo non solo i suoi affetti più cari, ma l’intera comunità che l’ha vista nascere e crescere.
Di fronte a una scomparsa così improvvisa, resta un senso di sgomento e di silenzioso raccoglimento, nel quale il nostro paese si riconosce come un’unica grande famiglia.
Nella mia qualità di Sindaco – conclude Vetere esprimo la più sentita vicinanza al marito, alle figlie, ai familiari e a tutti coloro che stanno vivendo un dolore tanto lacerante, condividendo con rispetto e partecipazione questo momento di indicibile sofferenza.
Santa Maria del Cedro si unisce al lutto, stringendosi attorno alla memoria di Francesca e testimoniando, con discrezione e umanità, la propria solidarietà a chi oggi ne piange l’assenza».
Come per Scalea, il dolore profondo viene espresso dal Comune nella proclamazione del lutto cittadino in concomitanza con le esequie e bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici per tutta la giornata.
L’ESAME AUTOPTICO POTRÀ FARE LUCE SULL’ACCADUTO
Per il momento la Procura della Repubblica di Lagonegro avrebbe iscritto già alcuni sanitari nel registro degli indagati, anche a tutela del personale medico. Una garanzia per gli indagati che in questo modo hanno potuto nominare i loro consulenti di parte.
Si tratta di un atto dovuto nell’ambito dell’indagine portata avanti dal PM Gianluca Grippo, che nella fase iniziale ha altresì disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche. Dopo il sequestro della salma, è stata pertanto svolta l’autopsia, irripetibile, alla presenza dei periti nominati dalla Procura, oltre che dei consulenti della famiglia della donna e delle persone indagate.
A capo dell’esame il Dottor Giovanni Zotti, responsabile di medicina legale dell’Asl di Salerno, supportato da al- tri due professionisti, un ginecologo e un anatomopatologo. Si attende ora l’esito dell’esame autoptico, che potrà fare chiarezza sull’accaduto.
Se dunque la neonata sta bene, per la madre le cose non sono andate allo stesso modo: a quanto si apprende oggi, circa un’ora dopo il parto, avvenuto in modo naturale, si sarebbe verificata una grave emorragia che avrebbe portato a ben due arresti cardiaci, l’ultimo fatale.
AVVIATI I FILONI D’INCHIESTA
La gioia di una nascita non dovrebbe mai essere accompagnata dalla più infausta delle notizie.
Distrutto dal dolore il marito dovrà spiegare alle altre due bimbe perché la mamma non è più con loro. Anche per questo occorre fare chiarezza sulle dinamiche che hanno portato alla morte di Francesca.
Oltre al procedimento giudiziario avviato dalla procura lagonegrese, esiste un secondo filone di inchiesta avviato dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, nella cui competenza afferisce il nosocomio lagonegrese.
Il Direttore generale Giuseppe Spera si è recato già lunedì 9 febbraio nella struttura San Giovanni, anticipando una visita periodica di routine. Intanto, l’Azienda sanitaria potentina ha creato un gruppo di lavoro tecnico per collaborare con gli inquirenti, che si occuperà prevalentemente degli aspetti procedurali e documentali.
I Commissari hanno ascoltato medici, ostetriche e infermieri del reparto, mentre resta sotto sequestro la cartella clinica della donna. Sul caso è intervenuta anche la Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani, Tiziana Silletti: «Cercare la verità è un atto dovuto verso la vita perduta e verso tutte le donne che si affidano alla sanità pubblica», ha scritto in una nota.
Vicinanza e solidarietà alla famiglia arrivano anche dalla giunta regionale lucana, che per voce del presidente Vito Bardi e dell’assessore Cosimo Latronico si è detta «a disposizione delle autorità competenti».
L’Assessore regionale alla Salute e il Dg Spera inoltre si sono recati presso il nosocomio San Giovanni «per portare la vicinanza umana e istituzionale del Governo regionale alla famiglia della signora Francesca.
È un momento di profondo dolore per l’intera comunità lucana.
Abbiamo ritenuto doveroso essere presenti qui – hanno aggiunto – anche per rassicurare il personale che, pur in un clima di comprensibile tensione, continua a prestare servizio con la consueta diligenza e professionalità».

