LA SINDACA SCAVONE: «LA LIBERTÀ DI PAROLA NON GIUSTIFICA L’OFFESA NÉ LA MINACCIA»Il primo cittadino racconta a Cronache gli attacchi: «Il confronto è giusto con toni pacati. Assecondare la maleducazione è un atto vile»

Le parole hanno un peso”. È una frase che tutti hanno sentito almeno una volta nella vita. Le parole non lasciano lividi visibili, ma ferite intime altrettanto profonde. Ecco perché atteggiamenti verbali scorretti sono sempre da condannare. Lo sa bene la Sindaca di Picerno, Margherita Scavone, che scrive: «In questi tempi in cui il confronto pubblico sembra spesso scivolare verso toni aggressivi, è necessario ricordare che minacce, insulti e atteggiamenti maleducati, non sono semplici “sfoghi” ma attacchi alla comunità stessa e in generale alle persone».

SCAVONE A CRONACHE: «INIZIO A MAL TOLLERARE LA MALEDUCAZIONE»

«Ci sono persone che ultimamente si permettono di usare una certa terminologia verso gli amministratori, ed in particolare nei miei riguardi, che non tollero e non gradisco – racconta a Cronache Scavone- Parole come “ignorante” o “vergognosa” vengono utilizzate solamente perché non condividono scelte, idee o posi- zioni. Ho così iniziato a mal tollerare la maleducazione istituzionale, oltre che generica. Questa cosa è successa e si è ripetuta recentemente. Comprendo la differenza di opinioni, il confronto è corretto e deve esserci, ma sempre con toni pacati». La Prima cittadina sottolinea inoltre dalle nostre colonne che «come Comune ci stiamo impegnando tanto contro la violenza di genere, la violenza in tutte le sue forme e contro il bullismo. A maggior ragione questa violenza verbale usata da taluni, risulta davvero inappropriata oltre che deprecabile. Oltretutto non si pensa che prima di rappresentare un’istituzione, sono una persona? Fortunatamente ho un carattere formato e spalle larghe per affrontare tutto ciò. Ma mi chiedo, se questa stessa violenza verbale fosse diretta ad una persona meno forte, meno strutturata caratterialmente, cosa potrebbe accadere?».

«CHI RICORRE ALL’INTIMIDAZIONE NON INDEBOLISCE UN SINGOLO AMMINISTRATORE, MA LA FIDUCIA COLLETTIVA»

Gli episodi sono riferiti a post editati sulla piattaforma social Facebook, dove vengono pubblicate notizie del territorio picernese e dell’Amministrazione comunale. «Anche in questo caso va condannata la violenza verbale e la veemenza di certi commenti ai post, supportati da like e da ancora altri commenti». I social sono, oltretutto, una piazza virtuale che fa da megafono e cassa di risonanza, nel bene e nel male. «È facile ed è bello dire “stop alla violenza”, ma poi è difficile ed è diverso, a quanto pare, farlo concretamente». Su questi presupposti la Sindaca ha scritto un post di denuncia sulla questione: «Chi ricorre alla maleducazione o all’intimidazione non indebolisce un singolo amministratore, indebolisce la fiducia collettiva, quella che permette a una comunità di crescere, di affrontare le difficoltà, di guardare avanti. Per questo è fondamentale che ciascuno di noi, ogni giorno, scelga la strada del dialogo, dell’ascolto, della gentilezza. Il confronto civile è la base della democrazia. La libertà di parola non giustifica l’offesa, né tanto meno la minaccia. Ogni parola violenta indebolisce il tessuto sociale, alimenta paura e sfiducia e allontana dalla possibilità di costruire soluzioni condivise. Al contrario, il rispetto reciproco permette di affrontare i problemi con lucidità, responsabilità e maturità -prosegue Scavone- Le parole hanno un peso: possono costruire ponti o scavare distanze. Possono aprire spiragli di comprensione o alimentare un clima di paura. Scegliere il rispetto non è debolezza, è responsabilità verso la comunità che condividiamo. Le Istituzioni rappresentano tutti, senza distinzione, e chi le guida svolge un servizio che richiede rispetto, anche quando si esprimono critiche o dissenso». «Dietro ogni ruolo istituzionale ci sono volti, famiglie, storie, persone che dedicano tempo ed energie al bene comune, ma soprattutto persone. Dimenticarlo significa smarrire il senso più profondo della convivenza civile. Giustificare e assecondare la maleducazione o l’arroganza da parte di chi ricopre un ruolo istituzionale non è solo una debolezza, è un atto vile che tradisce la fiducia dei cittadini stessi, perché la verità è che la Politica, almeno in queste situazioni, dovrebbe dare solo esempi con i comportamenti, stando tutti dalla stessa parte».

IL SUPPORTO ALLA SINDACA ARRIVA ANCHE DA TISCI, PRESIDENTE DEL PARCO APPENNINO LUCANO

Tra i molti commenti a supporto della Sindaca, in un ben diverso clima di stima e apprezzamento, c’è anche quello del Presidente del Parco Appennino Lucano, Antonio Tisci: «La politica è una cosa seria. Nel suo essere seria è combattimento. Il grande teorico della politica moderna, Carl Schmitt dice che, se la morale si basa sulla dicotomia buono/cattivo, l’estetica si basa sulla dicotomia bello/brutto, la politica si basa sulla dicotomia amico/nemico. Il grande giurista-filosofo tedesco spiega però che il latino, per definire la parola nemico utilizza due termini differenti hostis e inimicus. Hostis è il nemico pubblico, il nemico politico. Inimicus è il nemico personale. Lo scontro politico è contro l’hostis verso il quale non si deve pronunciare nessuna invettiva personale o giudizio di valore ma contrastare solo per il suo essere dall’altra parte della barricata e solo nella misura in cui è dall’altra parte della barricata. Chiunque utilizzi parole di odio o di rancore o abbia sentimenti di odio o di rancore, non fa politica. In pratica – incalza Tisci- si contrastano le idee, il modo di amministrare, ci si contrappone sulle cose fatte e da fare mai sulle persone. Se al posto di uno ci fosse un altro non cambierebbe nulla. In questo senso la politica è impersonale, ogni persona è solo l’idea che porta. Poi esistono le persone piccole. Di solito sono rancorosi, invidiosi, biliosi portatori di odio personale. Li riconosci subito, non riescono a parlare di idee senza infilarci le persone e le loro qualità ritenendole rilevanti e ritenendosi importanti. Di solito hanno una ipervalutazione di sé stessi inversamente proporzionale alle funzioni politiche che esplicano e direttamente proporzionale alle ambizioni che hanno fondato sul nulla». «Tu sei il Sindaco di Picerno, – si avvia a concludere Tisci- i tuoi interlocutori sono le istituzioni e il Popolo, che non è costituito dagli urlatori e dai livorosi, il Popolo tendenzialmente ha altro da fare che occuparsi di cose e di vi- te altrui. Stai sui contenuti e vai avanti. Quando seppi che saresti stata candidata ero certo che avresti vinto. La tua forza è anche la tua signorilità che ho avuto modo di conoscere negli anni e di apprezzare anche nei piccoli gesti. Vai avanti. Senza fretta ma senza tregua»

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti