Su questa Patria giura e fai giurare i tuoi fratelli di essere sempre prima di tutto italiani”, sono le parole con cui Naziario Sauro, patriota triestino, si commiata dalla propria famiglia prima che venga eseguita la condanna a morte cui era stato punito dall’impero d’Austria durante la Prima Guerra Mondiale. La Basilicata, in tutti i suoi livelli istituzionali, nella giornata del ricordo sembra essersi ispirata a Nazario Sauro, superando ogni divisione politica per commemorare gli italiani morti sotto i colpi della violenza del Partito Comunista Iugoslavo in Dalmazia e nella Venezia Giulia. Possiamo dire, con una certa soddisfazione, che la giornata del ricordo è in Basilicata patrimonio comune senza differenze ideologiche. Non è scontato, in molti posti non è così.
POTENZA METTE LA BANDIERA A MEZZ’ASTA
Come l’anno scorso il Comune di Potenza è stato protagonista nella giornata del ricordo. L’anno scorso lo fece con un grande convegno. Quest’anno il Sindaco Telesca ha disposto che la bandiera fosse posizionata a mezz’asta, segno tangibile ed evidente del dolore che la città ha voluto mostrare per “non dimenticare un periodo molto triste della storia del nostro paese”. Un segnale forte da parte della Città capoluogo, ancora più forte per il fatto che non si tratta di un’amministrazione di destra e che anzi Vincenzo Telesca ha mostrato nei confronti della celebrazione una sensibilità maggiore di quanta ne abbia avuta l’ex Sindaco Guarente. Un’attenzione che toglie la giornata del ricordo dal patrimonio di una parte politica per renderlo veramente e non solo da un punto di vista astrattamente legislativo, patrimonio dell’intera Nazione.
IL SILENZIO IN CONSIGLIO REGIONALE
Bipartisan anche il clima in Consiglio Regionale. Anche qui è necessario sottolineare come il primo a prendere la parola per ricordare l’eccidio compiuto dai titini nella Dalmazia sia stato il Consigliere Lacorazza del PD, seguito poi da Napoli e Fanelli. Anche in Consiglio Regionale il minuto di silenzio e la volontà di investire in progetti educativi che sappiano ricordare le foibe e l’olocausto sono stati condivisi da tutta l’aula.
PICERNO RICORDA FRANCESCO RUSSILLO
Quando si parla delle foibe e della Venezia Giulia si pensa che siano fatti distanti da noi che non hanno riguardato la Basilicata. Il Sindaco di Picerno Margherita Scavone, insieme ai dirigenti della Scuola Di Nardo, ha voluto ricordare la storia di un carabiniere picernese, Francesco Russillo che sul finire della seconda guerra mondiale si trovava in servizio nelle terre irredente e che, solo perché con indosso una divisa da carabiniere ha trovato la morte in una foiba.
LE INIZIATIVE DI FRATELLI D’ITALIA
La legge del ricordo nasce da una iniziativa di Alleanza Nazionale e da una storica battaglia del MSI. Fu l’On. Menia a volere quella legge. E’ chiaro che Fratelli d’Italia, al di là delle posizioni istituzionali, conserva a se stesso il compito politico di ricordare. Come ogni anni Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di FDI, ha deposto una corona a Piazza Martiri delle Foibe a Potenza.
LA BASILICATA RICORDA
A noi che da sempre ci battiamo per la costruzione di una memoria condivisa e per il superamento del ‘900 che sappia riconoscere il dolore del secolo breve caratterizzato da spietati totalitarismi e pagine violente, fa piacere che la Basilicata abbia dimostrato una grande maturità complessiva. Nessuno ha inventato pagine revisioniste, nessuno si è allontanato dal ricordo. Tutti di destra o di sinistra hanno ricordato di essere prima di tutto italiani.
Massimo Dellapenna

