UN BRUTTO QUARTO D’ORADopo le dichiarazioni di Donzelli a cronache, possibili cambiamenti in vista

UN BRUTTO QUARTO D’ORA

Qualsiasi persona ami la politica, al netto delle appartenenze, non può non avere una parola di apprezzamento nei confronti di Giorgia Meloni.

Un leader di partito che inventa un partito dal nulla e lo porta ad essere il primo partito italiano diventando la prima donna Presidente del Consiglio e il primo Capo del Governo espressione della destra in Italia.

Questo prescinde da ogni valutazione di merito.

La politica ha delle categorie di analisi che sono indipendenti dal contenuto della politica. Chi riesce a fare un miracolo come quello compiuto da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia non può che essere ammirato e preso da esempio.

IL CORTO CIRCUITO CON LA BASILICATA

Con la stessa forza ci siamo sempre meravigliati di come sia possibile che il metodo Meloni, che poi è il metodo Donzelli, Lollobrigida, Cirielli etc… non riesca a mettere radici in Basilicata.

Il Partito del Presidente del Consiglio dei Ministri ha un metodo vincente, vince tutte le elezioni, è al centro del dibattito politico, riesce a smentire ogni pronostico e a posizionarsi sulla linea del successo elettorale e politico ovunque, dalla politica interna a quella estera, dalle battaglie elettorali a quelle internazionali.

Questo metodo funziona ovunque tranne che in Basilicata.

Nella nostra r gione FDI non incide nelle dinamiche politiche, non posiziona i suoi uomini, non ha una strategia egemonica e, sostanzialmente, risulta periferica nelle scelte politiche anche quando ha tanti eletti. Molto spesso ci siamo chiesti perché.

LE PAROLE DI GIOVANNI DONZELLI

La risposta alle nostre domande viene da Giovanni Donzelli. Il parlamentare toscano è molto più di un normale esponente politico, è la manifestazione plastica, l’epifania del dirigente di Partito.

Donzelli e il Partito sono una cosa sola, vive per Fratelli d’Italia e Fratelli d’Italia vive grazie a lui.

Chi lo conosce sa che la sua testa e il suo corpo sono perennemente a Via della Scrofa nella stanza che fu per anni il regno di Donato Lamorte.

Chi conosce il suo modo di operare è consapevole che riceve chiunque, parla con tutti, filtra le istanze della Meloni, si dedica anima a corpo alle attività organizzative, è stato il regista della conferenza programmatica di Milano, delle varie edizioni di Atreju.

Insomma, chi volesse studiare il modello di dirigente di Partito dovrebbe vedere l’azione di Giovanni Donzelli. Q

uesta premessa è necessaria per comprendere il peso della dichiarazione che ha reso ai nostri taccuini l’altro giorno.

Intervistato sulla questione vitalizi, Giovanni Donzelli ha detto chiaramente che una decisione simile è molto lontana dalla visione di Fratelli d’Italia aggiungendo che la posizione non è mai stata condivisa con Roma e che, se fosse stata condivisa con Roma, non avrebbe avuto la benedizione di Via della Scrofa.

QUARTO E GALELLA GLI SPONSOR

Tutto questo accade esattamente un giorno dopo la piena assunzione di responsabilità della scelta politica da parte di Alessandro Galella e di Piergiorgio Quarto.

Abbiamo lodato il coraggio dei due e la forza di assumersi la paternità di una scelta che era rimasta per troppo tempo orfana. Credevamo che questa forza fosse determinata anche da una condivisione sostanziale con i vertici romani.

Donzelli ci spiega chiaramente che non solo non è stata condivisa ma, che se fosse stata partecipata, sarebbe stata bocciata da Roma. Ci chiediamo, dunque, se esista un rapporto diretto tra i vertici centrali di FDI e i suoi esponenti locali.

È un problema che travalica i confini della singola iniziativa legislativa. Sarebbe interessante sapere che le iniziative degli assessori e dei consiglieri regionali, le posizioni assunte dal segretario regionale siano in linea con quelle del partito nazionale o se esista un partito locale che si muove come un soggetto autonomo e distante da ogni struttura centrale.

Questa ultima ipotesi spiegherebbe senza dubbio lo sconfittismo di FDI in Basilicata e la differenza di metodo e di risultati tra il vincente e determinante partito romano e lo scadente e tremabondo partito locale.

Un problema che non riguarda soltanto FDI ma anche tutto il contesto politico regionale. Quando il primo partito, partito di maggioranza relativa è allo sbando questo condiziona tutta la politica.

In questo senso diventa un problema di tutti e spiega molto bene alcune difficoltà politiche del centro- destra. Se chi deve guidare si oc- cupa soltanto della propria pensione il mezzo si ferma.

Forse è il caso che Donzelli inizi a pensare ad una soluzione.

Conoscendolo siamo certi che abbia già un piano. Anche perché vedere il segretario regionale del partito presentare la domanda per il vitalizio senza sapere che quella legge sarà abrogata, fa davvero ridere, per non dire piangere.

Massimo Dellapenna

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