CITTÀ DELLA PACE: GRIDO DI ALLARME DAI CONSIGLIERI COMUNALI SALERNO MANGIALARDI E SCARNATO
Nel corso degli anni, per la realizzazione della struttura di Terzo Cavone sono stati investiti oltre 2 milioni di euro di fondi pubblici. Successivamente, il progetto è stato candidato a valere sul PON Legalità 2014–2020, con la Regione Basilicata quale soggetto capofila, per un finanziamento complessivo che avrebbe dovuto consentire il completamento e l’avvio delle attività.
A fronte della nostra interrogazione consiliare, l’Amministrazione comunale ha chiarito che la struttura è di proprietà del Comune di Scanzano Jonico ma concessa in comodato d’uso alla Regione Basilicata, e che sono state avviate interlocuzioni con gli uffici regionali, restando tuttavia in attesa di riscontri formali.
Per questo motivo, abbiamo ritenuto necessario coinvolgere anche il livello regionale. I Consiglieri regionali Piero Marrese, Piero Lacorazza e Roberto Cifarelli hanno presentato una specifica interrogazione alla Giunta regionale, alla quale è seguita una risposta ufficiale della Regione Basilicata che è in totale contraddizione con quanto dichiarato dall’amministrazione comunale.
Dal riscontro pervenuto dalla Regione Basilicata emerge che:
-
il progetto non è mai stato ammesso a finanziamento sul PON Legalità;
-
le risorse previste sono da considerarsi definitivamente perse;
-
non risultano attualmente nuovi canali di finanziamento destinati alla “Città della Pace”;
-
gli accordi e il comodato sottoscritti tra Regione e Comune erano condizionati all’ottenimento del finanziamento; quindi, oggi non consentono di completare l’opera né di metterla in funzione;
-
eventuali sviluppi futuri vengono subordinati a una ipotetica e non definita disponibilità di nuove risorse.
Alla luce di questi elementi, ciò che oggi risulta con chiarezza è che non esiste un percorso finanziario, amministrativo o temporale certo per il completamento e la piena valorizzazione della “Città della Pace”.
