SIN DI TITO SCALO: “ECOGIUSTIZIA SUBITO”A Potenza un flashmob delle associazioni per la bonifica, la salute dei cittadini e una riconversione industriale sostenibile

SIN DI TITO SCALO: “ECOGIUSTIZIA SUBITO”

L’area industriale di Tito Scalo va bonificata e valorizzata con interventi tesi al miglioramento ambientale.

È questa la richiesta avanzata da varie associazioni nel corso di un flashmob svoltosi ieri mattina in Piazza Mario Pagano, nonostante le inclementi condizioni climatiche e la pioggia.

Sono scese in campo per difendere l’area industriale di Tito Scalo, Agesci, Arci, Libera, Legambiente, Azione Cattolica e per denunciare lo stato in cui versa la zona industriale di Tito Scalo chiedendone immediatamente la bonifica e la rimessa a nuovo di una zona, vero e proprio patrimonio della Basilicata.

Il flashmob partito in Italia da diverse settimane ha fatto tappa a Potenza e ha preso il nome di Ecogiustizia. Un simbolo, un modo per dare voce e vita alle esigenze ambientali dei responsabili ambientalisti della nostra regione che nel pomeriggio si sono seduti intorno a un tavolo presso il Centro della Creatività Cecilia di Tito Scalo per siglare il Patto di Comunità inteso come bene comune, come valorizzazione di un patrimonio quello ambientale spesso dimenticato e costellato da tanta incuria e preoccupazione da parte delle associazioni scese in piazza ieri.

Tutto questo perché l’area vicina al capoluogo di Regione fa parte del Sin ovvero dei siti di interesse nazionale e va assolutamente tutelata con azioni e una politica di concertazione di ampio spessore e respiro, capace di dare luce e forma a un vero e proprio polmone verde della Basilicata. Una giornata importante che segue quella svoltasi lo scorso 26 novembre in Toscana.

Muniti di slogan, manifesti e tanto interesse per l’ambiente i volontari e gli addetti ai lavori nel settore ambientale hanno detto la loro su un problema ancora irrisolto che continua a turbare la comunità lucana.

All’evento ha preso parte anche il Presidente Nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani che ha parlato della campagna di sensibilizzazione e giustizia ambientale sottolineando quanto segue: «Questa campagna è partita un anno e mezzo fa e mette insieme sei grandi associazioni nazionali che hanno lavorato sui temi della giustizia sociale e che hanno deciso di accendere i riflettori su quei 42 siti di interesse nazionale da bonificare che purtroppo scontano ritardi pluridecennali sul risanamento ambientale.

In queste aree vive il 10% della popolazione del Paese, ci sono sei milioni di persone che vivono in territori inquinati in attesa di bonifica su cui non si sono neanche fatti gli interventi sulla transizione ecologica.

Quindi bisogna dare una svegliata al Paese, alle istituzioni per far si che intervengano. Gli inquinatori magari continuano a stare li. Inquina- mento vuol dire degrado e vuol dire impatto davvero importante sulla salute».

Michele Muscio di Acli Terra ha parlato del- la giornata di sensibilizzazione: «È una giornata davvero importante anche perché queste aree devono essere bonificate definitivamente e essere da volano più che altro per un economia più verde, aree più utilizzate diciamo nell’ambito sociale, per le persone e essere vivibili insomma, Si tratta di un sostegno all’ambiente che è il primo soggetto che dobbiamo pensare sia nell’ambito ambientale che in quello agricolo».

Anche Antonio Lanorte, Presidente Regionale di Legambiente ha parlato della giornata di sensibilizzazione: «Oggi c’è la firma di un patto, un alleanza tra soggetti civici per chiedere la bonifica immediata del sito di interesse nazionale di Tito Scalo.

È una problematica naturalmente vecchia che abbiamo sul territorio da quasi 25 anni. I cittadini si organizzano per chiedere e per sollecitare la bonifica e per monitorare lo stato della bonifica.

Quindi l’obiettivo di questa manifestazione è questo stamattina faremo un sit-in, un flashmob, azione simbolica e oggi pomeriggio faremo l’assemblea pubblica a Tito per chiedere di raggiungere questo obiettivo e di firmare un patto di comunità tra istituzioni e cittadini.

Come tutti i lucani sanno il sito di interesse di Tito è una delle aree più inquinate d’Italia, è l’azione di bonifica su quell’area purtroppo tarda ad arrivare.

Nessuna delle azioni che devono essere messe in campo è stata completata in un quarto di secolo ed è necessario accelerare le operazioni».

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