LA POLITICA SIA UNITA CONTRO LA MAFIA Antimafia al lavoro no stop, dopo le testimonianze si cerca non senza difficoltà di acquisire immagini

LA POLITICA SIA UNITA CONTRO LA MAFIA

Arrivano dei momenti nella storia delle comunità, nella cronaca amministrativa in cui è necessario affermare di essere prima di tutto cittadini. Il concetto di cittadinanza è un’invenzione greca. Politica, polemica hanno in sé il senso della guerra e della città.

I greci sapevano che la politica era combattimento, ancora prima della sua codificazione in età moderna erano ben consapevoli che fosse la continuazione della guerra con altri mezzi.

I greci, però, erano a conoscenza del fatto che quando arrivava il nemico esterno si doveva avere il coraggio e la forza di andare insieme. Democratici e aristocratici, ateniese e spartani trovano unità strategica e uniscono le forze davanti al nemico persiano.

POTENZA REAGISCA

Davanti all’incendio che si è sviluppato nel cantiere della palestra del Coni a Montereale, che sempre di più assume i contorni di un attentato e non di un incidente, bisogna avere le forza di essere uniti.

La politica può litigare sulle scale mobili, può dividersi sui sensi unici, può polemizzare su una decisione del Tar, ha il dovere di stare unita davanti a rischio che la mafia voglia far sentir la sua presenza a Potenza.

Se, come sembrerebbe, la pista dell’attentato diventasse sempre più forte, è chiaro che solo la mafia ha l’abitudine di incendiare i mezzi di lavoro per condizionare le imprese.

Davanti a questo rischio noi ci sentiamo di dire che la città deve essere unita.

Unita deve essere la politica, unite devono essere maggioranza ed opposizioni, unite le istituzioni, uniti gli uomini e le don- ne che hanno capacità di scrittura e di orientare l’opinione pubblica.

Tra di noi possiamo litigare e discutere. La mafia deve essere un nemico comune cui fare fronte con tutti gli strumenti politici, sociali e culturali.

PROSEGUONO LE INDAGINI

Intanto l’Antimafia continua a seguire il filone investigativo che parte dall’incendio.

Gli inquirenti, dopo aver sentito le persone direttamente o indirettamente riconducibili al luogo e agli eventi stanno proseguendo cercando di acquisire le immagini del- le telecamere di video sorveglianza.

Sul cantiere, infatti, ci sarebbero diverse telecamere che registrano ogni cosa.

Proprio sul versante dell’acquisizione delle immagini e dei filmati ci sarebbero delle difficoltà tecniche ed operative che, però, non stanno scoraggiando gli inquirenti.

Questo, però, è un compito che esula il nostro ruolo.

Servano queste colonne per stare affianco alle Autorità inquirenti ma, anche e soprattutto, per cercare di stimolare le migliori forze della nostra comunità.

A noi piace la politica e ne riconosciamo il valore delle sue scelte e delle sue fratture.

Vogliamo, però, che la nostra città continui ad essere lontana dal fenomeno malavitoso, che diventi il nemico comune di tutti e non lo strumento da usare come clava contro gli avversari.

Facciamo fronte comune, lo facciano tutti, lo faccia la stampa e gli intellettuali, gli operatori e la politica che non deve essere unita solo quando si parla di privilegi. Cerchiamo di scoprire se dietro l’incendio c’è solo un incendio o se c’è altro.

Nel primo caso tireremo un sospiro di sollievo, nel secondo cerchiamo di avere la forza per respingere la malapianta.

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