IL FESTIVAL DUNI RISCHIA LA CHIUSURA: L’APPELLO DEL PRESIDENTE SAVERIO VIZZIELLO
Con una lettera aperta indirizzata alle istituzioni, agli operatori culturali e ai cittadini, Saverio Vizziello, presidente dell’Associa- zione Musicale Ensemble Gabrieli, ha lanciato un grido d’allarme: il Festival Duni di Matera, punto di riferimento internazionale per la musica antica, rischia di chiudere: «Dopo oltre un quarto di secolo di attività ininterrotta, riconosciuta per il suo profilo artistico e culturale, il futuro del Festival è oggi appeso a un filo».
Fondato nel 1999, il Festival Duni si è affermato come una delle principali rassegne europee di musica antica, sostenuto dal Ministero della Cultura tramite i fondi FUS e inserito tra le manifestazioni storiche del Comune di Matera.
Tuttavia, secondo quanto denunciato da Vizziello, «la continuità della manifestazione è messa a rischio dai ritardi cronici e dai tagli ai finanziamenti della Regione Basilicata».
In particolare, il presidente dell’Associazione ha puntato il dito contro il drastico taglio, pari all’80%, dei fondi regionali promessi per il biennio 2024-2025, nonostante gli impegni già assunti e i progetti regolarmente svolti.
Una decisione che, come sottolineato nella lettera, è stata giustificata dall’applicazione della Legge Regionale sullo Spettacolo dal Vivo n. 37/2014 e dalla Determina regionale n. 525 del 22 dicembre 2025.
«Questi ritardi e questi tagli ingiustificati non mettono a rischio soltanto il Festival Duni – scrive Vizziello – ma stanno compromettendo la regolarità e la credibilità dei contributi triennali ministeriali, con ricadute gravi sull’intero sistema culturale regionale».
Il Festival Duni, che trae origine dalle esperienze del “Luglio materano”, è una realtà unica nel Sud Italia.
Dal 2018 è membro del prestigioso REMA – Réseau Européen de Musique Ancienne di Parigi, e si è distinto a livello europeo per la qualità artistica, l’originalità dei programmi e il rigore storico-musicologico.
Tra i suoi meriti, il Festival ha riportato alla luce e valorizzato compositori lucani come Egidio Romualdo Duni, Antonio Duni, Donato Ricchezza, Giovanni Maria Trabaci e Carlo Gesualdo, promuovendo concerti, pubblicazioni e registrazioni.
Inoltre, ha ospitato alcuni tra i più importanti interpreti ed ensemble di musica antica a livello mondiale, offrendo anche opportunità professionali ai giovani musicisti formati nei conservatori della Basilicata e delle regioni limitrofe.
Oltre al suo valore artistico, il Festival Duni ha avuto un impatto significativo sull’economia locale, generando un indotto che ha coinvolto tecnici, grafici, strutture ricettive, ristorazione, professionisti della comunicazione e del turismo culturale.
Le sue attività hanno contribuito a rafforzare il tessuto sociale e a promuovere l’identità culturale del territorio, rendendo Matera un punto di riferimento per la musica antica a livello internazionale.
Nel 2026, anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, la possibile chiusura del Festival Duni appare ancora più grave. Vizziello sottolinea l’assenza di scelte politiche chiare e di un Assessore alla Cultura in Regione, evidenziando come questa mancanza rappresenti un segnale di disattenzione verso un settore strategico per lo sviluppo economi- co e sociale del territorio.
«Non è accettabile che una realtà culturale solida, riconosciuta a livello internazionale, che per oltre un quarto di secolo ha rap- presentato un patrimonio per Matera e per l’intera Basilicata, venga lasciata morire nel silenzio generale», scrive Vizziello. Conclude quindi con un appello accorato: «Chiedo rispetto per il lavoro svolto, per gli artisti, per i giovani, per la città e per una comunità culturale che non può e non deve essere abbandonata».
Mentre si attendono risposte dalle istituzioni, il rischio di perdere il Festival Duni rappresenta una ferita per Matera e per l’intera Basilicata, privandole di un’eccellenza culturale che ha contribuito a costruire l’identità e la reputazione internazionale della città.
La speranza è che l’appello di Vizziello non resti inascoltato e che il Festival Duni possa continuare a essere un faro della cultura musicale antica, unendo tradizione, innovazione e inclusione sociale.
