Dobbiamo confessare e non solo per amore vero della fiction che l’unico commissario che ci ha fatto davvero sollazzare d’ironia e d’arguzia è stato il mitico Montalbano, impersonato dal bravo Zingaretti e uscito fuori dalla bella penna di Camilleri.
Non sappiamo, naturalmente, co- me s’è mosso l’Auditel lucano sulla fortunata serie televisiva, ma c’è da giurare che da queste parti la parola è diventata una specie di mantra incantatorio, visto che Bardi e patrioti la usano spesso e volentieri all’AOR San Carlo e che buona parte della politica la preferisce al più partecipato profilo di segretario.
Ora lasciamo perdere che in Azione secondo la filosofia del lascia o raddoppia e con un rafforzato senso del ridicolo ci sia perfino un vice commissario, quando invece il commissario è tale per definizione se è unico e straordinario, ma non ci pare normale e soprattutto democratico che in Basilicata il 90% dell’offerta politica dei partiti (Lega, Azione, FdI, M5S, PD, FI) abbia nelle proprie leve di comando un commissario o un coordinatore, nominato non certo dai bravi e volenterosi iscritti, ma dallo Spirito Santo e naturalmente dai piani alti di Roma capoccia.
Canta Rocco Hunt: “O commissario s’addivert…”
