SERPENTONE: PARLA IL COMITATO DI QUARTIERE

SERPENTONE: PARLA IL COMITATO DI QUARTIERE

Rione Cocuzzo e il quartiere simbolo dei problemi che attanagliano la città di Potenza.

Un rione figlio di tante istanze tutte finora sul tappeto.

La comunità rionale da diversi anni punta a dare vivacità alla zona alle prese con diverse problematiche di decoro urbano, grazie alle tante iniziative poste in essere dall’Aps Comitato Rione Cocuzzo presieduta da Domenico Samela e con il vice presidente Daniele Caiazzo pronto a dare voce e linfa vitale alle istanze dei cittadini.

Oltre ai due responsabili, altri cinque soci danno una mano alle iniziative della struttura associativa. Lo stato dei palazzi, le tante richieste rimaste lettera morta alla Regione e all’Ater in merito alla caduta di calcinacci e intonaco rappresentano l’emblema di una situazione che turba non poco la vita del rione.

Una questione aperta e che stenta a chiudersi nonostante i solleciti.

La presenza di calcinacci, le iniziative giovanili rappresentano le due chiavi di lettura di un percorso molto importante ma al tempo stesso delicato riguardante il futuro di un rione, considerato a torto un quartiere dormitorio ma che anzi anche grazie alla presenza dei giovani può diventare un punto di riferimento per tutta la comunità.

Il vice presidente Daniele Caiazzo ha fatto il punto della situazione in merito alle problematiche sul tappeto e le iniziative a sostegno dei giovani del rione.

Quali sono i progetti dell’associazione?

«Dopo un anno di fermo quasi, stiamo cercando di catalizzare l’attenzione sui fabbricati del rione che purtroppo non dico cadono a pezzi ma quasi quindi siamo in contatto con l’Ater e la Regione per cercare di dare un minimo di sicurezza ai cittadini che ci abitano. Per la parte ludica stiamo organizzando con i ragazzi del quartiere qualche attività per smuovere la comunità».

Quali sono le difficoltà che incontrate?

«Le difficoltà sono non poche. Nel nostro rione vivono molti anziani che difficilmente scendono in piazza e partecipano alle attività. Il nostro obiettivo è quello di far uscire le persone di casa e regalare loro un momento di distrazione».

Ritorniamo alla questione legata ai palazzi e ai calcinacci, da quanto tempo avete segnalato all’Ater e alla Regione la questione dei calcinacci che cadono dai palazzi?

«Questa è una storia che va avanti da un bel po’ di anni. L’anno scorso abbiamo avuto un primo incontro direttamente in Regione ad esporre il problema. L’Ater ci ha detto in quell’occasione che ad aprile avrebbe do- vuto presentare un progetto a Roma sull’efficientamento energetico. Ancora non abbiamo saputo niente, adesso sono finite le feste, attendiamo qualche riscontro».

A breve cosa pensate di fare con i giovani per vivacizzare il vostro quartiere?

«Stiamo organizzando insieme alla compagnia teatrale Lu Uariniedd di Vincenzo Lauria, il carnevale a Cocuzzo. Si terrà a metà febbraio e ci sarà una sfilata con i carri e dei momenti di gioco con i bambini. Vogliamo coinvolgere la scuola e le altre associazioni. Sarà un’occasione per divertirsi tutti insieme» Tanti problemi, tante iniziative per un rione che punta decisamente ad uscire dall’isolamento e di fare dell’aggregazione un punto di forza per superare le difficoltà attuali, sperando nel miglioramento strutturale dei fabbricati che vivono situazioni di estremo degrado urbano.

Francesco Menonna

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