«NON VOGLIO FARE “L’UOMO DI PARTITO”»Provinciali la decisione del sindaco di Tricarico trova l’appoggio di Rubino di Matera democratica: «serve una svolta»

«NON VOGLIO FARE “L’UOMO DI PARTITO”»

Ha fatto ben più che rumore la tessera del partito rimessa dal Sindaco di Tricarico, Paolo Paradiso, nelle mani del Segretario cittadino di circolo, a seguito del rinnovo del Consiglio Provinciale di Matera.

Le operazioni di voto di secondo grado, quindi non aperte ai cittadini, ma solo ai sindaci e consiglieri comunali dei Comuni interessati, hanno individuato i nomi dei 10 eletti che affiancheranno il presidente Francesco Mancini.

Con una nota Paradiso ha però reso pubblica la sua scelta, dettata da una personale idea di coerenza, e a Cronache spiega passo per passo come è giunto a questa decisione. «

Avevo chiesto al PD, insieme ad altri e in piena conformità di valutazione con la direzione provinciale, che il territorio collina/montagna materana individuasse un candidato alle elezioni provinciali.

Così non è stato, esattamente come due anni fa quando fu invocato il criterio (poi non fedelmente attuato) della continuità».

Così scrive il Sindaco che poche ore dopo dalle nostre colonne spiega: «All’epoca Tricarico aveva avanzato il Partito di Tricarico, ovviamente anche con gli amministratori. Eravamo 6 con la tessera PD, anche se una lista civica, però il Partito, con gli Amministratori iscritti aveva chiesto una rappresentanza territoriale.

La risposta fu “dobbiamo andare in continuità con gli attuali, la prossima volta”.

Il criterio fu attuato in parte, perché vennero inserite altre persone, ma rispettammo comunque quella che fu una scelta. Quest’anno pertanto abbiamo riavanzato la candidatura, anche proprio come Tricarico, ma soprattutto di una rappresentanza territoriale.

C’erano 4 persone disponibili e anche in direzione provinciale si era detto che un rappresentante della collina-montagna materana, sarebbe stato opportuno farlo candidare.

Poi ovviamente i voti non è detto che si prendano, ma perlomeno andava individuato un rappresentante territoriale di queste aree. Così non è stato: si è scelto di andare sul Segretario provinciale come sintesi, laddove una sintesi tra i quattro si sarebbe dovuta e potuta trovare.

Io personalmente non me la sono sentita di fare “l’uomo di partito”, dinanzi a quella che reputo essere una necessità importante per l’area. Ma siccome sono una persona chiara, corretta e coerente, l’ho detto qualche ora prima del voto, l’ho ribadito durante e non ho timore di dirlo pubblicamente».

Colpisce la frase messa nero su bianco dal Sindaco: «Mi sono trovato a scegliere tra il partito (primo e unico al quale sono e sono stato tesserato) e il territorio per il quale io per primo avevo chiesto rappresentatività».

Anche in merito a ciò Paradiso a Cronache asserisce: «Sì, era proprio quello il nodo. Noi volevamo che il territorio avesse un rappresentante, non avendone in Regione né in Provincia.

Eppure si parla sempre di Aree Interne, ma in sostanza, alla resa dei conti, non c’è niente di concreto.

Quindi davvero dovevo scegliere se andare a votare il mio Partito o se essere coerente con quella che è una necessità, dal mio punto di vista di Amministratore di una comunità e dunque maggiormente in grado di comprendere le necessità.

Non perché gli altri non vogliano comprenderle, ma perché chi vive quotidianamente i paesi può conoscere le dinamiche in maniera interna, approfondita, sviscerata e puntuale.

Una realtà come Matera non può conoscere Tricarico, così come una realtà del metapontino non può conoscere ad esempio Garaguso o Grassano, per quanto le istanze possano essere portate avanti».

A questo punto è maturata la scelta: «Come dicevo, dovevo essere coerente o col partito o col territorio, e giacché non si trattava di un voto personale ma di una elezione di secondo livello, non andavo a votare per mio conto, ma “in rappresentanza” del territorio, il cui umore è di avere un rappresentante, non di avere un esponente del PD.

Faccio un esempio: se il PD lo vota anche il 51%, la necessità di avere un rappresentante del territorio ce l’ha il 90%. Ho scelto, in linea con quella che ritengo essere una necessità comunitaria, l’unica candidata, all’interno delle quattro liste, rappresentante la collina materana.

Mi sono dunque sentito in dovere ed in diritto di fare questa scelta, seppur molto combattuta, perché i miei valori sono lì, ma ho votato da un’altra parte.

E nonostante lo stato d’animo contrastato, ho scelto di essere coerente: se lo sono stato prima nel dire che occorreva un rappresentante delle Aree interne e l’ho votato, dovevo esserlo anche dopo, quando pur avendo la tessera del Partito in tasca, non ho seguito quello che era il Segretario provinciale del mio partito, e pertanto ho sentito di dover rimettere la tessera, per mantenere proprio questa linea di coerenza».

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