LA MELA AVVELENATA, LA BELLA ADDORMENTATA

Non vogliamo tornare alla carica, forti pure dei complimenti che pure molti player energetici ci hanno fatto per i nostri tacchi a spillo sulla Data Economy, ma questi patrioti del centrodestra lucano che spesso e volentieri filosofeggiano sovranità dappertutto dovrebbero sapere che nulla di quello che ogni giorno facciamo è possibile senza i Data Center.

Già perché ogni pezzettino della nostra vita digitale è mosso da questo portentoso motore invisibile che divide il mondo in tecnologici ed arcaici e di cui c’è sempre più bisogno. Secondo le stime di IDA, l’associazione che mette insieme 260 aziende, entro il 2030 l’Italia investirà ben 21,8 miliardi di euro, per stare al passo non tanto con gli insuperabili Stati Uniti e Cina, ma più modestamente con gli altri Paesi dell’Europa.

Ora a ben guardare le temperature montanare indicate favorevolmente per l’istallazione, il rinnovabile in overgreen e le grandi compagnie petrolifere Eni, Total, Shell e Mitsui che sono qui di casa s’aspetterebbe di trovare la fila dei Data Center a dare il benvenuto al futuro ed invece Basilicata e Molise sono le belle addormentate d’Italia, visto che miseramente non ne hanno nemmeno uno.

Canta Icaro:“La mela avvelenata, la bella addormentata…”

 

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