I MUNACIDD A BANZI TRA CULTURA E TRADIZIONE
«I racconti d’infanzia dei munacidd sono emersi in uno straordinario racconto, scritto e interpretato da Rocco Giacomino presso il Cineteatro Comunale di Banzi, grazie alla collaborazione con il Sindaco Pasquale Caffio, sempre attento alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali.
La particolarità di questo evento non è stata solo quella di aver dato vita a un personaggio originale e divertente, chiamato Ndruzzlicch, che Rocco Giacomino ha recitato trasformandosi in una decina di personaggi, ma è stata anche l’accompagnamento musicale di una canzone scritta e cantata da Michele Dragonetti con musica di Matteo Turi e le illustrazioni di Francesco Folloni.
Le immagini e la musica hanno spostato e proiettato la storia in uno spazio più suggestivo e moderno. Lo spettacolo è stato curato e realizzato dall’Associazione culturale “Il Camino
dell’Arte” con la regia di Gelsomina Giacomino».
LA SUA STORIA
«Ndruzzlicch è un particolare munacidd di Banzi, si chiama così perché il suo vestito è più lungo della solita tunica e per questo inciampa continuamente, praticamente s’ ndruzzlesc’ semp’, mentre il suo berretto si chiama scazzedd’.
Dopo aver creato un certo scompiglio nella vita di un Giovane innamorato e della sua bella Rosetta, Ndruzzlicch cerca di prendersi gioco del padre della sposa, Mast Francisc, per aiutare il Giovane innamorato a conquistare la sua amata, in fondo si tratta pur sempre di un’anima pura e buona.
La favola è costruita con un certo rigore logico, tipico della formazione del suo autore, ingegnere in pensione, e non mancano passaggi di fantasia e di puro estro creativo».
IMMAGINI E SUONI
Siamo certi che le immagini di Ndruzzlicch, create dal giovane artista dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, Francesco Folloni, rimbalzeranno presto sui social, queste si caratterizzano per l’originalità e per la morbidezza dei loro tratti.
Il volto piccolo, ma solcato da segni di un tempo lontano ci fanno immediatamente immaginare la longevità di questi esseri, che, secondo la tradizione, possono arrivare fino ai 400 anni di età.
Allo stesso modo la canzone, versione jazz e moderna, du’ munacidd di Banzi di Michele Dragonetti e Matteo Turi, ha sonorità orecchiabili e facili da canticchiare, sembra essere pensata per essere ascoltata più volte senza stancare, diventerà ben presto virale.
NEL FOLKLORE
Se vi scompare un oggetto, un calzino, un mazzo di chiavi o altro non preoccupatevi, molto probabilmente avete avuto la visita di un piccolo munacidd, di sicuro ritroverete i calzini spaiati o gli altri oggetti allo stesso posto, ma in un secondo momento – racconta l’Associazione culturale “Il Camino dell’Arte”- perchè i munacidd nella tradizione dei nostri paesi sono delle creature dispettose e innocue che si divertono a prendersi gioco delle persone più eccentriche e un po’ esuberanti.
Sono dei piccoli esseri vestiti da monaci, portano un cappello rosso e, alcuni di loro, una lunga piuma alla cintola e se durante la loro visita, prevalentemente di notte, riuscite a rubare loro il berretto, potreste diventare ricchissimi».

