L’automotive è oggi uno dei settori in cui il cambiamento economico e produttivo si manifesta con maggiore evidenza, anche in Basilicata.
Lo ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, intervenendo nella seduta straordinaria del Consiglio regionale della Basilicata, parlando di una trasformazione strutturale che coinvolge modelli industriali, competenze e filiere.
Una crisi reale, ha spiegato, riconosciuta anche a livello nazionale ed europeo, ma che non equivale a un collasso: «Siamo in una fase di transizione complessa che richiede visione e responsabilità istituzionale».
Al centro dell’analisi lo stabilimento di Melfi, Fiat prima e oggi Stellantis, che per oltre venticinque anni ha rappresentato un pilastro dell’economia regionale. Un patrimonio di lavoro e competenze che, secondo Cupparo, resta una risorsa viva da accompagnare nel cambiamento.
Nel 2025, ha ricordato, sono arrivati segnali di chiarezza industriale con l’avvio della produzione della nuova Jeep Compass elettrica e ibrida e con un percorso di crescita dei volumi che dal 2026 punta al pieno regime e a quindici turni settimanali. In programma anche il lancio di nuovi modelli, mentre resta strategica l’assegnazione della futura Alfa Tonale.
Accanto alle prospettive produttive, emergono però le difficoltà dell’indotto.
La riorganizzazione delle filiere e l’internalizzazione di alcune attività hanno inciso sull’occupazione, rendendo necessario il riconoscimento dell’area Melfi–Potenza–Rionero come area di crisi industriale complessa.
Nel 2025 sono stati attivati circa sette milioni di euro di cassa integrazione, con ulteriori risorse programmate per il 2026, soprattutto a sostegno delle imprese dell’indotto automotive e della logistica.
Cupparo ha poi collegato la crisi dell’automotive a quella del mobile imbottito, viste come espressioni della stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero lucano.
Da qui l’impegno della Regione Basilicata su politiche attive del lavoro, formazione, incentivi all’occupazione e sulla costruzione di un nuovo polo strategico nei settori emergenti, dalla meccatronica alla componentistica energetica.
«La Basilicata non è ferma, è in trasformazione», ha concluso l’assessore, ribadendo che governare il cambiamento è la vera sfida per il futuro della regione.

