UNA QUESTIONE DI STATISTICA

Bisogna dire che l’intento promosso dal capogruppo dei fratellini Michele Napoli di far prendere autocoscienza al centrodestra, soprattutto a quello governativo particolarmente prolifico a menar per aria favolette, ha già avuto fortuna rianimando un dibattito politico asfittico e omissivo.

Ora non vorremo sposare interamente la causa della fratellanza lucana e della necessità d’una verifica programmatica, ma non è un caso che la Meloni scelga proprio l’Istat per dimostrare l’efficacia delle politiche del lavoro promosse dal suo governo tricolore.

Così se ben oltre il rimbrotto a controllare e correggere si fosse scelta la strada dell’accountability statistica, cioè di rendere conto alla comunità dei risultati raggiunti allora non avremmo di certo avuto 6 anni di PIL lucano (2019-2025) tanto bassi da essere i peggiori d’Italia, nonostante i 90mila euro costati all’anno d’un consigliere alla programmazione economica.

Ugualmente se si fosse perseguita l’analisi delle criticità elencate da Gimbe, Agenas, CreaSanità non avremmo assistito alla disperazione di 60mila lucani che hanno rinunciato a curarsi, nonostante le risatine imbarazzanti di Latronico.

Canta Marco Montagnini:“Nel buon umore una questione di statistica….”

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