É GIUSTO INFORMARE

🔹rogo nel seminterrato effetto «flashover» con esplosioni e quell’unica uscita dal BRACIERE ARDENTE

Svizzera, incendio ed esplosione in bar a Crans-Montana a Capodanno: morti e feriti

Ancora da capire le esatte cause del disastro avvenuto in un locale durante una festa nella località sciistica alpina. Il bilancio è di decine di morti (almeno 47) e un centinaio di feriti, molti gravi.

Le fiamme potrebbero essere partite da un petardo, un fuoco d’artificio o delle candele e si sarebbero propagate prima al soffitto in legno e poi velocemente in tutta la struttura.
Escluso un attentato
Antonio Tajani: ci sono “12-15 italiani in ospedale e 16 dispersi”
Un incendio e poi un’esplosione, nella notte di Capodanno, hanno devastato un bar nella località sciistica alpina di Crans-Montana, in Svizzera
Il bilancio, ancora provvisorio, è di decine di morti (almeno 47) e un centinaio di feriti (circa 115, molti gravi).
Coinvolti diversi stranieri, tra cui italiani
Ancora da capire le cause del disastro avvenuto nel bar Le Constellation durante una festa che, secondo diverse fonti, era frequentata da giovani.

Secondo l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, le fiamme potrebbero essere partite da un petardo o un fuoco d’artificio che è esploso all’interno del locale e ha incendiato prima il soffitto e poi, in tempo brevissimo, tutto il locale.

Altri testimoni raccontano che il fuoco sarebbe partito da alcune candeline accese su bottiglie di champagne, che hanno incendiato il soffitto in legno.

“Un attentato può essere assolutamente escluso”, ha fatto sapere a stretto giro la Procuratrice Generale Beatrice Pilloud

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani: ci sono “12-15 italiani trovati in ospedale e 16 risultano dispersi”
Ha aggiunto:
“L’identificazione delle vittime sarà particolarmente complessa e richiederà tempo”

I soccorsi
Le autorità locali hanno precisato che in risposta al devastante incendio l’Organizzazione cantonale di soccorso del Vallese (OCVS) ha schierato tredici elicotteri, 42 ambulanze e oltre 150 soccorritori per curare e trasportare le vittime dell’incendio in diversi ospedali del Paese. I media riferiscono che le discoteche della stazione sciistica di Crans-Montana resteranno chiuse oggi e che sono stati annullati i concerti di musica classica in programma oggi e domani nella località colpita dal lutto.

La madre di un 16enne: “Aiutatemi a ritrovarlo”
“Stiamo chiamando tutti gli ospedali, ma nessuno sa niente, anche perché chi arriva è in pessime condizioni. Aiutatemi a ritrovare mio figlio”
È questo l’appello di Carla Masiello, di Bologna, per cercare il figlio Giovanni Tamburi, 16 anni, disperso a Crans-Montana. Le parole sono rilanciate da La Repubblica. Il ragazzo si trovava in Svizzera col padre. Era uscito con degli amici e sono andati a Le Constellation. “Aveva il cellulare scarico, un amico mi ha detto che sono scappati dopo che è scoppiato l’incendio, poi a un certo punto non l’ha più visto”, ha raccontato la donna. “Aveva al collo una catenina d’oro con l’immagine di una madonnina”, ha aggiunto all’Ansa.

Parmelin: “Grazie a Italia per solidarietà”
Durante una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione a Crans-Montana, il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin ha ringraziato “l’Italia, la Francia e la Germania” per l’aiuto fornito alla Svizzera dopo la tragedia. “Abbiamo visto una grandissima solidarietà internazionale che va oltre l’Europa e il mondo”, ha spiegato. “Molti soccorritori hanno rischiato la vita, il loro coraggio ha fatto qualcosa di straordinario, siamo loro grati”, ha detto ancora.
Parmelin: “Chiariremo cosa è successo”
Il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin ha promesso, durante la conferenza stampa a Crans-Montana, che “la Svizzera farà di tutto per capire cosa è successo” all’interno del bar la Costellation. “Lo dobbiamo alla memoria delle vittime”, ha aggiunto Parmelin. Ha anche proclamato “cinque giorni di lutto”. Nonostante la tragedia, ha detto ancora, “la Svizzera resta unita nella determinazione per capire cosa è successo e per evitare che si ripeta”. Non permetteremo, ha sottolineato Parmelin, che “una tragedia simile si ripeta in Svizzera”

Parmelin: “Oltre 100 feriti, molti gravi. Tragedia senza precedenti”
“È una tragedia terribile e senza precedenti”, “una delle tragedie peggiori che il nostro Paese abbia mai visto e vissuto”, ha detto il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin durante la conferenza stampa a Crans-Montana. “Ci sono oltre 100 feriti, molti in modo grave, le loro famiglie e le loro vite sono state sconvolte”, ha aggiunto.
Ambasciatore Cornado: “Accertamento vittime richiederà giorni”

A Crans-Montana è arrivato Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in Svizzera. “L’accertamento delle vittime richiederà dei giorni a causa delle gravi ustioni subite dalle persone che si trovavano all’interno del locale”, ha detto.
“Questa sera potrò avere un elenco dei ricoverati italiani in vari ospedali, non solo qui a Sion, ma a Losanna, Ginevra, Zurigo e Berna”
Il diplomatico ha riferito che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’allestimento di una piccola unità di crisi a Crans-Montana del consolato generale a Ginevra,
“per rispondere alle domande dei connazionali ma anche per assistere le famiglie”
ha spiegato l’ambasciatore Cornado:
“I connazionali cercano disperatamente notizie ed è normale perché non hanno notizie dei loro familiari”

Schlein: “Profondo cordoglio”
“Voglio esprimere a nome mio e di tutto il Partito Democratico il più profondo cordoglio per le vittime dell’incendio e le esplosioni di ieri notte a Crans-Montana in Svizzera, la nostra vicinanza alle loro famiglie e ai feriti, cui auguriamo una pronta ripresa”, ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Si tratta di un bilancio drammatico. Secondo le ultime notizie ci sono anche diversi italiani tra i feriti ricoverati e 16 nostri connazionali sarebbero ancora dispersi. Seguiamo con grande apprensione gli sviluppi e siamo grati ai soccorritori che si sono messi al lavoro fin da subito e sono ancora sul posto. Vicinanza alle famiglie coinvolte, alla comunità colpita e al popolo elvetico”, ha aggiunto.
Ragazza 16enne milanese in coma
Un gruppo di tre ragazzi di Milano, tutti di 16 anni, è rimasto coinvolto nell’esplosione avvenuta nella notte a Crans-Montana.

In particolare, da quanto appreso, una ragazza è ricoverata in coma all’ospedale di Zurigo. Un altro ragazzo, invece, è in arrivo in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni gravi a una mano, oltre che alla testa.
Il terzo amico, da quanto si apprende, è stato respinto all’ingresso del bar dove è avvenuta l’esplosione e l’ha poi vista da fuori.
Contro soffitto REALIZZATO CON PANNELLI FONOASSORBENTI ALTAMENTE INFIAMMABILI

Il rogo nel seminterrato, il «flashover», le esplosioni e quell’unica uscita: dinamica e causa di una tragedia

Che cosa è successo a Crans-Montana?
Le fiamme si sono propagate velocemente nel locale.
Le autorità escludono l’attentato.
L’ipotesi delle candeline scintillanti sulle bottiglie di Champagne e gli interrogativi sulle misure di sicurezza
Un incendio si sarebbe propagato velocemente all’interno del locale seminterrato provocando esplosioni e altri incendi che hanno trasformato quella sala del bar «Le Constellation» in un braciere ardente.
Senza lasciare scampo a decine e decine di ragazze e ragazzi che stavano festeggiando il Capodanno.
Questa sarebbe la dinamica della tragedia di Crans-Montana che alle ore 1.30 del 1 gennaio 2026 ha provocato la morte di 47 persone mentre altre 100 sono rimaste ferite.
E così l’ha descritta il consigliere di Stato Stéphane Ganzer alla tv svizzera.
Gli inquirenti sono al lavoro per individuare con precisione le cause del disastro, raccogliendo le testimonianze di chi era sul posto.
Sicuramente non si è trattato di un attentato: la procuratrice Generale Beatrice Pilloud durante la prima conferenza stampa ha escluso «assolutamente» questa ipotesi.
Ma allora che cosa ha scatenato il devastante incendio?
E come è stato possibile che le fiamme si siano propagate così velocemente passando dal seminterrato al piano terra del locale e intrappolando le persone?
Tra le prime ipotesi si è parlato di fuochi d’artificio o petardi esplosi all’interno, come dichiarato dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, e anche di candeline scintillanti accese dai camerieri sulle bottiglie di Champagne, ma su questi punti le autorità inquirenti non si sbilanciano.
Un altro tema su cui ci si sta concentrando per comprendere la gravità del disastro e il conseguente bilancio di vittime è quello delle misure di sicurezza presenti nel locale, un seminterrato, e dei materiali usati dopo la recente ristrutturazione: forse non si sono attivati per tempo i sistemi antincendio?
E perché i giovani sono rimasti intrappolati?
Davvero vi era una sola uscita e per di più stretta come emerge da alcune testimonianze?
Ogni ipotesi è valutata attentamente.
Le dichiarazioni dei presenti aiutano a inquadrare la dinamica.
Un testimone, Jeoffroy D’Amecourt, negherebbe l’ipotesi dei fuochi d’artificio: alla RadioTelevisione Svizzera infatti ha raccontato di aver sentito
«una deflagrazione molto forte, verso le ore 1.30 della notte e non sembrava assolutamente provocata da un fuoco d’artificio, il rumore era davvero diverso»
Ma è anche vero che l’esplosione, o meglio, le molteplici esplosioni, sono avvenute quando il fuoco era già partito. Quel che è certo è che il rogo ha avvolto subito l’ambiente affollato dai giovanissimi che facevano festa: almeno 200persone in un locale non particolarmente ampio.
La vice sindaca di Ascona, Michela Ris, citata dai media svizzeri, ha affermato,
«conoscenti mi hanno detto che alcuni ragazzi sono usciti dal locale insanguinati, alcuni senza vestiti, è stata una vera carneficina»
Tra le testimonianze che contribuiscono a ricostruire la dinamica c’è quella di due giovani francesi coinvolte nell’incendio: hanno raccontato a BfmTv che il rogo sarebbe partito da alcune candeline di compleanno accese dai camerieri su bottiglie di champagne, poco prima della mezzanotte.

«Una è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. In pochi secondi era tutto in fiamme, il soffitto era in legno»
Un’ulteriore testimonianza di un turista ha confermato la presenza delle stelle scintillanti accese sulle bottiglie: una di queste, racconta, era tenuta in mano da una ragazza seduta a cavalcioni sulle spalle di un giovane e le scintille avrebbero infiammato subito un elemento o una trave del controsoffitto – probabilmente di legno o di altro materiale infiammabile – propagandosi rapidamente nell’ambiente.

E poi c’è la questione ambiente angusto:
«La porta d’uscita era troppo piccola per tutte le persone presenti. Qualcuno ha rotto una finestra per permettere alla gente di scappare»
hanno raccontato poi le due ragazze intervistate dalla tv francese, spiegando che i soccorsi sono arrivati «in pochi minuti»
Confermata da altre testimonianze la fuga caotica dal locale ormai in fiamme, e le vetrine rotte per aprirsi un varco a fronte di una sola e stretta uscita.
Nella conferenza stampa che si è tenuta in serata la procuratrice Pilloud non si è sbilanciata nei giudizi ma ha confermato che la scala di uscita era stretta.
Per descrivere la dinamica del rogo le autorità cantonali hanno raccontato ai media svizzeri che dentro il locale di Crans-Montana si sarebbe verificato un «#flashover», ovvero un
«fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi provocando una o più esplosioni»
Con questo termine si intende il passaggio repentino da un incendio localizzato a un incendio generalizzato. Un fuoco può, per esempio, iniziare da un apparecchio in una stanza e se il calore si accumula sotto al soffitto, i gas di combustione si diffondono nello spazio e la temperatura sale molto rapidamente a diverse centinaia di gradi.
Questo effetto può provocare l’accensione simultanea e improvvisa di altri materiali combustibili, come quelli presenti in un controsoffitto, con una propagazione fulminea delle fiamme.
A quel punto la sopravvivenza è praticamente impossibile.
BAR LE CONSTELLATION DI CRANS~MONTANA IN SVIZZERA: RIVESTIMENTO SOFFITTO CON PANNELLI FONOASSORBENTI ALTAMENTE INFIAMMABILI
É L’UNICO LOCALE DELLA LOCALITÀ SCIISTICA CHE CONSENTE ACCESSO AI MINORI DIRETTAMENTE ED INDIRETTAMENTE SI CONOSCEVANO TUTTI, NON SOLO TRA I RESIDENTI, MA ANCHE TRA GLI ASSIDUI TURISTI STAGIONALI
RIVESTIMENTO SOFFITTO CON PANNELLI FONOASSORBENTI ALTAMENTE INFIAMMABILI
INCENDIO ALIMENTATO DALLA CONDOTTA DI AREAZIONE (in foto sulla dx)

SUPPELLETTILI E PARETI IN LEGNO HANNO FATTO IL RESTO DA FUOCO DI PICCOLA ENTITÀ AD INCENDIO PER INTERO LOCALE
Questa foto non è spettacolo

È una condanna.
Pochi istanti dopo, il bar di Crans-Montana è diventato un inferno: almeno 47 morti, 6 italiani dispersi, centinaia di feriti.
Prima?
Una cameriera sollevata sulle spalle, bottiglie di champagne con candele accese a pochi centimetri dal soffitto, in un locale chiuso e affollato.
Chiamatelo intrattenimento.
In realtà è incoscienza pura.
Questa non è una fatalità.
È una tragedia annunciata, figlia del culto dell’apparenza, dove “fare scena” vale più della sicurezza e la prudenza è considerata noiosa.
Il ridicolo ha ucciso.
E quando la sicurezza diventa un optional, le vittime non sono sfortunate: sono il prezzo pagato per la stupidità di qualcuno.
Silenzio, scuse e lacrime non bastano.
👉 Servono verità.
Servono responsabilità.
Serve individuare TUTTI i colpevoli, consapevoli
Alla fine del fuoco, delle sirene, del caos, restano lenzuola e coperte adagiate sui corpi a nascondere la morte al mondo. Resta la disperazione di chi cerca qualcuno che non si trova.
E resta quella parola (disperso/a) che tiene in vita la speranza anche davanti a un cumulo di macerie fumanti.
È stata una giornata in ginocchio, ieri, per Crans-Montana.
Ma lo è stata anche al di qua delle Alpi, perché molti nomi nell’elenco dei feriti e dei dispersi sono italiani.
Per lo più giovanissimi.
Fra i 47 morti e 115 feriti annunciati nel tardo pomeriggio dalla polizia svizzera, ci sono almeno 6 nostri connazionali dispersi e altri 13 ricoverati in vari centri per grandi ustionati.
👉 Svizzera Crans-Montana, ecco i nomi degli italiani dispersi: molti sono minorenni
«Locale frequentato da tanti italiani»
Questi alcuni dei nomi degli italiani attualmente dispersi (l’elenco è in aggiornamento, ndr):
Achille Osvaldo Giovanni Barosi,
Riccardo Minghetti,
Chiara Costanzo,
Giovanni Raggini,
Giovanni Tamburi,
Giuliano Biasini.
Risultano invece ricoverati in ospedale:
Leonardo Bove,
Eleonora Palmieri (presso l’ospedale di Sion),
Antonio Lucia (presso l’ospedale di Losanna),
Filippo Leone Grassi (presso l’ospedale di Losanna),
Francesca Nota (presso l’ospedale di Zurigo),
Manfredi Marcucci (presso l’ospedale di Sion),
Talingdan Kian Kaiser.

Strage di Crans-Montana, i proprietari del bar sono vivi

Strage di Crans-Montana, i proprietari del bar sono vivi
I proprietari del bar nella stazione sciistica svizzera di Crans-Montana, dove un incendio nella notte ha provocato #47morti e circa #115feriti secondo l’ultimo bilancio, sono una coppia francese, secondo fonti concordanti.
Per il registro di commercio del Canton Vallese, consultato dall’AFP, il bar Le Constellation è di proprietà dal 2015 di una coppia di nazionalità francese. Questa informazione, inizialmente rivelata dal quotidiano francese Corse-Matin, è stata confermata all’AFP da un amico della coppia, il quale ha anche confermato i due proprietari del bar sono vivi.
Si chiamano Jessica e Jacques Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, teatro della strage di Capodanno
Stando a fonti di Le Figaro, la donna, che era presente sul posto al momento della tragedia, ha riportato ustioni al braccio, mentre il marito non c’era, impegnato in un altro locale della coppia sempre nel Canton Vallese.
La coppia, riferisce Nice-Matin, ha «perso alcuni membri del loro personale» e sono «profondamente turbati dall’accaduto»
I due avevano acquisito Le Constellation nel 2015, all’epoca in stato di abbandono, secondo il media corso Corse-Matin, trasformandolo in un locale molto frequentato soprattutto durante le feste.
Il bar poteva accogliere fino a 300 persone all’interno e 40 all’aperto
“flashover” spiega l’incidente con la morte e il ferimento di tante persone

Tragedia di Crans-Montana, l’ipotesi dell’incendio “flashover”:
cos’è e perché avrebbe provocato così tante vittime
Secondo l’International Fire Service Training Association, il flashover è
«la fase di un incendio in cui tutte le superfici e gli oggetti all’interno di un ambiente sono stati riscaldati fino alla loro temperatura di accensione, e le fiamme divampano quasi simultaneamente su tutta la superficie di ogni oggetto presente nello spazio»
L’incendio di Crans-Montana che ha causato almeno 47 vittime potrebbe essere stato un “flashover”, un rogo generalizzato e rapidissimo, probabilmente innescato da fontane luminose.
Questo tipo di incendio è estremamente pericoloso perché coinvolge simultaneamente l’intero ambiente.
La notte di Capodanno 2026, verso le ore 1:30 del mattino, è avvenuta una violenta esplosione nel bar Le Constellation nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, che ha provocato almeno 47 morti e 115 feriti.
Le indagini sono ancora in corso e la dinamica della tragedia non è ancora nota: una delle ipotesi su cui si sta lavorando è quella del #flashover cioè un rapido incendio generalizzato che secondo alcune testimonianze potrebbe essere stato innescato da scintille prodotte da fontane luminose che avrebbero dato fuoco al rivestimento insonorizzante del soffitto.
L’incendio, dapprima localizzato, potrebbe poi essersi evoluto in un incendio diffuso all’intero bar (un flashover, per l’appunto)
Si tratta di un tipo di incendio estremamente pericoloso
(spesso fatale anche per i pompieri più esperti) perché coinvolge l’intero ambiente e può svilupparsi anche molto rapidamente (talvolta basta una decina di secondi), non lasciando agli occupanti il tempo di sfuggire alle fiamme.
Non ogni incendio è destinato a evolvere in un flashover:
servono opportune condizioni di ventilazione, temperatura e così via. Solitamente è un fenomeno che avviene in ambienti piccoli, chiusi e isolati.

Tutto inizia con fiamme localizzate, come quelle divampate nel soffitto del bar di Crans-Montana.
Mentre l’incendio cresce e la temperatura aumenta, si raggiunge un punto in cui la stanza e i materiali di cui è composta non possono assorbire ulteriore calore.
Ecco quindi che, nel tentativo di mantenere l’equilibrio termico, le superfici disperdono parte dell’energia ricevuta sotto forma di gas molto caldi e infiammabili.
Questo fenomeno in gergo tecnico è chiamato off-gassing
Questi gas caldi si accumulano sotto l’intero soffitto della stanza ed emettono sotto forma di radiazioni termiche
(cioè onde elettromagnetiche) una grande quantità di calore che va a irradiare tutte le superfici dell’ambiente, in modo diffuso e molto rapido, portandole a una temperatura tale da provocare ulteriore off-gassing.
Questo circolo vizioso è praticamente inarrestabile: la temperatura cresce in modo incrollato e, raggiunto il limite di combustione (tipicamente tra i 500 °C e i 600 °C), i gas prendono fuoco in modo generalizzato, andando a incendiare simultaneamente l’intero ambiente.
L’ipotesi del flashover potrebbe spiegare come questo incidente abbia potuto provocare la morte e il ferimento di così tante persone
Questi incendi possono infatti svilupparsi nel giro di pochi secondi o pochi minuti e coinvolgono l’intera stanza.
In più il bar era di dimensioni relativamente piccole, seminterrato e senza finestre, condizioni che favoriscono l’accumulo dei gas infiammabili necessari per dare il via a un flashover.
A questo bisogna aggiungere che l’unica via di uscita per le persone all’interno era una piccola scala ripida, e inoltre che la massa di persone era in preda al panico (e probabilmente in condizioni psicofisiche non ottimali) quindi difficilmente in grado di muoversi in modo tempestivo e organizzato per mettersi in salvo fuori dal locale.

I SISTEMI DI SICUREZZA NON HANNO FUNZIONATO O NON CERANO
UNA TRAPPOLA NELLA TRAPPOLA
STRAGE CRANS~MONTANA PAPA LEONE: COMPASSIONE PER FAMIGLIE DELLE VITTIME
CIAO EMANUELE ❤️🩹

Si chiamava Emanuele Galeppini, 16 anni, è morto nell’incendio nel locale a Crans Montana, in Svizzera
Il suo è il nome del primo italiano ad aver perso la vita in questa tragedia immane.
La Farnesina lo ha tolto ufficialmente dalla lista dei dispersi, che ora resta di sei persone.
Emanuele era genovese, anche se viveva da anni all’estero, una promessa del golf italiano.
Non a caso è stata proprio la sua Federazione ad annunciare la notizia.
Si trovava in vacanza come tanti giovanissimi in quel locale. Un momento di svago, di divertimento, prima di riprendere gli allenamenti.
Non trovo parole che rendano l’idea di un tale dolore. Non è il tempo delle polemiche. È il tempo del cordoglio. Un pensiero a questo concittadino, alla sua famiglia. A tutti quelli che in questo momento stanno vivendo ore di angoscia che non riusciamo neanche a immaginare.
I COMMENTI E LE TESTIMONIANZE
Crans Montana, l’italiano PAOLO CAMPOLO che ha salvato 10 ragazzi

Crans Montana, l’italiano PAOLO CAMPOLO che ha salvato 10 ragazzi:
«Porta d’emergenza bloccata, imploravano aiuto»
Paolo Campolo, analista finanziario, abita vicino al luogo della tragedia, è stato tra i primi ad accorrere:
«Ho forzato l’ingresso, così sono riuscito a salvare dieci giovani. C’erano molti italiani»

Gianni, studente di ingegneria meccanica diciannovenne di Ginevra, è un eroe

#égiustoinformare
Gianni, studente di ingegneria meccanica diciannovenne di Ginevra, è un eroe
Durante l’incendio del bar Constellation di Crans-Montana (Vallese), giunto sul posto, non ha visto né i vigili del fuoco né le ambulanze (sebbene i soccorsi siano arrivati rapidamente, le ambulanze sono arrivate in ritardo).
La scena era apocalittica: le vittime giacevano a terra, a torso nudo, gravemente ustionate, sfigurate, con i vestiti fusi sulla pelle, rendendo impossibile l’identificazione (età, sesso).
A temperature di -11 °C, regnava il panico, con esplosioni e fiamme intense.
Grazie alla sua esperienza nella protezione civile, Gianni si è offerto volontario per assistere i vigili del fuoco, sopraffatti dalla portata del disastro.
Ha assistito le vittime durante gli spostamenti, ha improvvisato barelle usando i telai dei divani, è corso ai bar vicini per prendere coperte ed ha praticato la rianimazione cardiopolmonare su pazienti gravemente ustionati.
Ha dovuto prendere decisioni strazianti, come lasciare temporaneamente alcune vittime per soccorrerne altre all’interno.
Si rammarica che pochissimi civili (solo 3 o 4) abbiano prestato soccorso e nota che persino alcuni vigili del fuoco erano in lacrime
Gianni descrive scene di orrore indelebile:
“Le persone giacevano a terra, a torso nudo, sfigurate, ustionate… Non c’erano volti, né capelli. Erano nere”
Afferma di aver visto persone quasi smembrate morire davanti ai suoi occhi durante tentativi di rianimazione falliti.
L’adrenalina lo ha tenuto in vita per tutta la notte e fa ancora fatica a comprendere l’entità del trauma:
“Non ho mai visto niente di peggio di quella notte”

Monia Monni
Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana
La tragedia di Crans-Montana ha scosso profondamente tutti noi.
Un evento drammatico che ha causato vittime e numerosi feriti, molti dei quali giovanissimi, lasciando un segno profondo nelle comunità coinvolte.
Fin dalle prime ore dell’emergenza, la Toscana è intervenuta attraverso la CROSS di Pistoia, la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario della Protezione Civile nazionale, che ha coordinato le delicate operazioni di trasferimento di sette ustionati italiani dalla Svizzera verso ospedali del nostro Paese.
Un lavoro complesso, svolto in stretto raccordo con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, che dimostra ancora una volta l’importanza di una rete di soccorso efficiente e pronta ad agire anche oltre i confini nazionali.
Desidero ringraziare la CROSS di Pistoia, il direttore Andrea Nicolini e tutto il personale sanitario e operativo coinvolto, per la professionalità, la rapidità e l’umanità dimostrate in un momento così difficile.
La Toscana ha fatto la sua parte, con competenza e senso di responsabilità.
Un’attività complessa che, con ogni probabilità, proseguirà anche nei prossimi giorni.
#sapevatelo2026
