Lagonegro, dove eravamo rimasti?
Ieri abbiamo provato a mettere ordine nei fatti accaduti intorno alla lottizzazione abusiva realizzata dalla famiglia del Sindaco Falabella e al comportamento quanto meno irrazionale e ben oltre i limiti del conflitto di interessi del Sindaco che si trova, in questa vicenda, nella duplice posizione di demolito e di demolitore.
Come abbiamo già raccontato, infatti, il Comune di Lagonegro guidato dal Sindaco Falabella ha ordinato la demolizione della casa abusiva di proprietà di Falabella.
Per evitare ogni tipo di conflitto di interesse che ne avrebbe determinato la dichiarazione di incompatibilità, il Sindaco ha evitato di impugnare l’ordine della sua stessa amministrazione che, quindi, è diventato esecutivo.
Nel frattempo l’immobile abusivo del Sindaco Falabella non viene demolito dal Comune guidato dal Sindaco Falabella, i Consiglieri Comunali di Opposizione hanno invocato l’intervento del Prefetto che ha chiesto una relazione all’amministrazione.
A questa richiesta ha risposto il Sindaco Falabella dimenticando di essere nella sua duplice veste di autorità procedente e cittadino colpito dall’ordinanza. Il Prefetto Campanaro non ha agito in nessun modo e la minoranza consiliare ha chiesto l’intervento del Ministro Piantedosi.
In tutta questa cronistoria va inserito anche l’intervento delle Iene e la sottrazione di una cartellina da parte di qualcuno nel Comune di Lagonegro.
IL RICORSO DI UN ALTRO FALABELLA
Il Sindaco di Lagonegro ha sostenuto nella sua difesa a mezzo social, che l’immobile in questione gli è stato lasciato dalla madre che ha costruito per lui un luogo per poter vivere. L’abuso, quindi, sarebbe stato realizzato dalla madre di Falabella secondo il Sindaco.
L’opposizione ha sempre sostenuto che, al contrario della narrazione del capo dell’amministrazione comunale, si tratterebbe di una vera e propria lottizzazione abusiva che coinvolge tutta la famiglia Falabella.
A corroborare la tesi dell’opposizione e a smentire la teoria del Primo Cittadino, arriva un ricorso al TAR. Questa volta a proporlo è Antonio Falabella, zio del Sindaco di Lagonegro.
Il ricorso riguarda proprio l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Lagonegro per alcuni immobili abusivi posizionati accanto a quello del Sindaco. Non avendo problemi di incompatibilità formale, lo zio del Sindaco ha impugnato l’ordinanza di demolizione.
Controparte dell’atto è il Comune di Lagonegro guidato dal nipote. L’incompatibilità formale sicuramente non riguarda lo zio del Sindaco. L’incompatibilità politica e sostanziale, invece, si.
IL COMUNE RESTA CONTUMACE
Il Comune di Lagonegro, infatti, ha deciso di non costituirsi per difendere la propria ordinanza impugnata davanti al TAR dallo zio del Sindaco. Per capirci, l’amministrazione resta acquiescente e non interviene per difendere il proprio stesso provvedimento.
Sicuramente è legalmente possibile. Ci chiediamo se sia politicamente opportuno e conforme ai principi di imparzialità della pubblica amministrazione. Esiste una lottizzazione abusiva, l’ufficio tecnico del Comune ne ordina la demolizione, la demolizione riguarda lo zio del Sindaco, lo zio del Sindaco decide di impugnare l’ordinanza, il Sindaco decide di non difendere gli interessi del Comune davanti al TAR.
Sicuramente sarà legale. Certamente è inopportuno.
Massimo Dellapenna

