Continuano gli attestati di solidarietà a Cronache contro il tentativo di censura della Corte dei Conti e del presidente Giuseppe Tagliamonte in merito ad un video satirico realizzato con l’Intelligenza artificiale e pubblicato nella rubrica “Satira Ai” sulla pagina facebook Cronache Social. Di seguito l’intervento dell’avvocata Ivana Pipponzi.
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DI IVANA PIPPONZI
Sovente ci si dimentica che la satira – qualora operata dai mezzi di comunicazione giornalistica – è uno strumento di informazione, addirittura non di rado più penetrante rispetto alla notizia canonica.
La satira è da sempre (da quando, probabilmente, l’uomo ha cominciato a fare disegni sulle pareti delle caverne) lo specchio deformante della realtà, ma in qualche modo anche un suo ingrandimento: una maniera più semplice e diretta di guardare al reale, volta a far comprendere meglio le notizie ai cittadini, appunto attraverso le iperboli dell’ironia, del sarcasmo, della dissacrazione.
Da sempre, questi sono valori fondanti di un sistema democratico, ove il potere in quanto tale si assume il vantaggio dei privilegi che da quel potere derivano, ma è consapevole anche di dover dare conto del proprio operato ai cittadini, in nome dei quali quel potere amministra.
E il sano sfottò, il sottinteso e il sottotesto arguto sono modi che il giornalista e il vignettista usa per chiedere proprio quel conto. La satira scritta, disegnata, filmata o quant’altro è un sacrosanto diritto, insomma, perché consente a chi legge, guarda o ascolta di percepire in una maniera più vivace, anche se a volte più brutale, gli aspetti controversi del potere, a tutti i livelli.
Come si diceva, la satira per sua propria natura, deve essere deformante perché è innanzitutto caricatura; viene dritta dritta dalla Commedia dell’Arte dalle nostre maschere, dai Lazzi e degli sberleffi dei nostri più Nobili commediografi, ed essendo caricatura, non può far altro che ingrandire le orecchie e il naso del potente, per far riflettere con il sorriso.
La satira non è mai offesa, ma è un’arte senz’altro difficile, che per sua natura non deve piacere al potente Insomma, non esiste la satira “a favore”. Viviamo in un Paese in cui, come accennato, esiste e resiste una grandissima tradizione satirica che fa parte proprio dello spirito dell’Italiano e del Meridionale in particolare, che ha spesso seppellito con una risata sofferenze, difficoltà e ingiustizie.
Ma altrettanto spesso i potenti di questo Paese (ai vari livelli e settori) la satira non l’hanno capita – o meglio – non l’hanno voluta capire, proprio perché con la sua capacità di sintesi, con l’efficacia di un disegno, o con le raffiche di uno scritto pungente, o con uno sketch al fulmicotone, sa giungere dritta al cuore di quegli ingranaggi che magari si sono un po’ arrugginiti.
E questo, certo non fa piacere a chi muove quegli stessi ingranaggi.
Ma vedere come funzionano certi meccanismi e riderci, deve sempre essere un inalienabile diritto di un cittadino, di un lettore, di un telespettatore, in una società che voglia dirsi veramente democratica e civile.
AVVOCATA

