La libertà di stampa e di critica rappresentano pilastri saldi e fondamentali delle democrazie, sancite in Italia dall’Articolo 21 della Costituzione. Ed è sempre sancita e tutelata dal medesimo articolo anche la satira, che è una forma di libertà di stampa e di espressione.
Uno strumento che usa l’ironia per criticare il potere e la società.
Ed anche la satira corre veloce come i tempi odierni e si affida a nuovi mezzi con lo stesso fine ultimo.
Dunque poco cambia se la critica satirica avvenga attraverso un fumetto o attraverso un video realizzato con l’intelligenza artificiale.
Ci preoccupa -e non poco- quando chi sta all’apice del potere ritenga di volerci censurare per aver utilizzato questo mezzo che altro non è che una forma di libertà di stampa.
Ne tantomeno possiamo ritenere che un video satirico, realizzato con l’intelligenza artificiale, possa indurre in chi lo guarda strane suggestioni, se la descrizione del video stesso riporta chiaramente il testo “La satira di Cronache con l’AI”.
Come può dunque chi guarda pensare che il video sia vero? Viene specificato -e non omessoche è un prodotto di satira di Cronache Lucane realizzato con l’intelligenza artificiale.
Chi si indigna perché lo fa? E se ad essere protagonista del video di satira è la magistratura, perché vuole censurarci?
Questo deve indurre tutti ad una profonda riflessione: il lavoro dei giornalisti o di una testata non può essere sottoposto a censura, soprattutto quando il contenuto pubblicato è incontrovertibilmente chiaro.
Non c’è inganno alcuno se il titolo spiega chiaramente quello che è da quello che non è. Ma questo obbliga tutti, giornalisti e non, ad una profonda riflessione quando ad essere toccato è un diritto sancito dalla costituzione italiana.
Vuole essere incrinata la natura di una società che dovrebbe e deve basare le sue fondamenta sulla democrazia?
E allora lasciateci fare il nostro mestiere attraverso ogni mezzo e strumento che abbiamo a nostra disposizione, tra questi il diritto di critica, senza ledere la dignità altrui ma raccontando i fatti così come sono ed ironizzando attraverso la satira.
E se tanti sono stati gli attestanti di stima nei confronti della nostra testata, questo ci obbliga, ancora di più, a proseguire sulla nostra strada, che mira a raccontare la verità senza zittirci di fronte a nulla.
La satira non attacca le persone, evidenzia invece i comportamenti pubblici, chi la fraintende o la censura non comprende la sua stessa natura, che è quella di dissentire con ironia.

