«BRUTTO SEGNALE IL TENTATIVO DI CENSURARE LA SATIRA»Bolognetti preoccupato insiste sull’incompatibilità della giudice Dodaro della famiglia del Quotidiano del Sud

«BRUTTO SEGNALE IL TENTATIVO DI CENSURARE LA SATIRA»

Dopo la lettera inviata da Giuseppe Tagliamonte, presidente della Sezione regionale di controllo per la Basilicata della Corte dei Conti con la quale si prova a censurare la satira diffidando la nostra redazione, il segretario dei Radicali Lucani Maurizio Bolognetti esprime solidarietà.

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DI MAURIZIO BOLOGNETTI

Voglio esprimere la mia piena, totale vicinanza alla redazione di Cronache Lucane e alla sua direttrice, Rosamaria Mollica.

Invocare la censura su fatti che dovrebbero rendere inquieti tutti coloro che hanno a cuore una equilibrata e serena gestione della macchina giudiziaria, non è un bel segnale.

L’insofferenza, che giunge dalla Corte dei Conti di Potenza relativamente a un video satirico realizzato, come correttamente indicato dalla redazione di Cronache, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, preoccupa.

Non siamo nella Russia di Stalin e Andropov o di Putin e nemmeno nella Cina di Mao o Xi Jinping, paese, quest’ultimo, dove nel 2018 due Netizen sono scomparsi nel nulla dopo aver fatto dell’ironia sul Presidente Xi, paragonandolo al rinomato panino cinese Baozi.

No, non siamo nell’Unione Sovietica di Breznev e nemmeno nella Cina di Mao e Xi, almeno me lo auguro. Certo, viviamo in un Paese in cui alcune proposte, contenuti, idee non hanno diritto di cittadinanza.

Provare a censurare la satira è davvero un brutto segnale.

Che dire? Per parte mia attendo ancora che dal CSM, dalla Corte dei Conti di Roma e dal Ministero della Giustizia giunga una qualche risposta alle questioni di incompatibilità ambientale che ho ritenuto di dover porre.

Questioni, se volete, di opportunità. Non metto in discussione, fino a prova contraria, la probità di un magistrato nell’esercizio delle sue funzioni, ma di certo pongo e continuerò a porre questioni di opportunità che a me appaiono piuttosto evidenti.

L’art. 1 della DLGS 109/2006, gioverà ricordarlo, recita quanto segue: “Il magistrato esercita le funzioni attribuitegli con imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo e equilibrio e rispetta la dignità della persona nell’esercizio delle funzioni”.

La domanda che continuerò a pormi è una soltanto: era opportuno trasferire la dr.ssa Dodaro, della cui probità mi dico certo, in quel di Potenza dove c’è una sede del Quotidiano del Sud?

Le parole pronunciate dalla sopra citata e riferite al Presidente della Regione Calabria, sia pur in una conversazione privata, non contribuiscono a creare un clima di sospetti che non giova a nessuno?

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