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IL MONTENEGRO, PER EVITARE LA FINE DI IBIZA, PUNTA ALL’ITALIA PER IL TURISMO INVERNALE 

Il Montenegro guarda all’Italia per il rilancio d’inverno  


Conosciuto anche come l’Ibiza dell’Est,
Montenegro si rifiuta di fare la stessa fine della perla spagnola: affollata d’estate e abbandonata d’inverno.

Per questa ragione, i nostri vicini oltremare stanno puntando con decisione sull’Italia per sviluppare un turismo più equilibrato e meno concentrato nei mesi estivi.

La nuova strategia nasce dall’esigenza di evitare la saturazione che ormai caratterizza luglio e agosto, quando l’arrivo dei visitatori supera la capacità ricettiva del Paese.

Un paradosso evidente soprattutto nella città di Bar, collegata all’Italia solo da poche navi in partenza da Ancona e Bari, insufficienti a gestire la domanda estiva.

Per superare questo limite, il governo montenegrino sta valutando un piano di ampliamento dei collegamenti marittimi e delle crociere verso altri porti come Tivat, Herceg Novi e, in parte, Kotor, con l’obiettivo di distribuire meglio i flussi e valorizzare l’inverno come nuova stagione di riferimento.

Il Tavolo Permanente Italia-Balcani: un ponte strategico sul mare Adriatico

Il rafforzamento dei rapporti turistici è stato sancito lo scorso luglio, quando il Ministero del Turismo italiano ha istituito il Tavolo di Lavoro Permanente Italia-Balcani.

Il Montenegro partecipa come una delle destinazioni più amate dagli italiani che già frequentano l’Adriatico.

Al tavolo siedono numerose regioni italiane, Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto – impegnate nello scambio di buone pratiche su accoglienza, sostenibilità e cooperazione transfrontaliera.

Bellezza si, ma anche sostanza, in parte italiana


Con un territorio poco più grande del Trentino-Alto Adige e poco più di 600 mila abitanti, il Montenegro unisce montagne spettacolari, parchi naturali, borghi di impronta veneziana e un Adriatico più selvaggio rispetto alla vicina Croazia.

L’impronta italiana è visibile ovunque: nei nomi dei negozi, nelle guide turistiche che parlano un italiano impeccabile, e nei corsi di lingua promossi dall’Unione delle Comunità Italiane del Montenegro, sempre sold out nelle principali città Kotor, Podgorica, Cetinje, Tivat, Bar, Nikšić, Herceg Novi e Bijelo Polje.

A Kotor si trova perfino il singolare Museo dei Gatti, aperto nel 2013 dal veneziano Piero Pazzi e ormai meta imperdibile per i visitatori italiani e internazionali.

Regina Elena e l’origine dell’Amaro Montenegro: un legame nobile e inatteso

La storia tra Italia e Montenegro non è solo geografica. Affonda anche nella cultura popolare e nella tradizione enogastronomica.

L’Amaro Montenegro deve infatti il suo nome a Elena Petrovic-Njegos, principessa del Montenegro e futura regina d’Italia.

L’erborista bolognese Stanislao Cobianchi creò il suo liquore nel 1885, inizialmente battezzato “Elisir Lungavita”. Ma nel 1896 decise di ribattezzarlo “Amaro Montenegro” in onore della giovane principessa, ammirato dalla sua eleganza e dalla sua grazia. La bottiglia dalle forme morbide fu pensata come un omaggio alla sovrana, mentre Gabriele D’Annunzio contribuì alla sua fama definendolo “il liquore delle virtudi”.

Elena, amata per l’impegno caritatevole e la vicinanza al popolo, è oggi proclamata Serva di Dio. Un legame simbolico ma potentissimo, che continua a unire i due Paesi anche nella cultura del gusto.

Consigli di viaggio e nuove prospettive

Raggiungere il Montenegro dall’Italia è semplice. Oltre alle navi da Ancona e Bari, i voli da Roma e Milano impiegano circa un’ora per atterrare a Podgorica o Tivat, rendendo il Paese una meta ideale anche per weekend brevi.

Per l’ingresso bastano la carta d’identità valida per l’espatrio – per soggiorni fino a 30 giorni o il passaporto per permanenze fino a 90 giorni.

Nessun visto è richiesto ai cittadini UE e non sono previste vaccinazioni obbligatorie, anche se è raccomandata un’assicurazione sanitaria.

In più, utilizza l’euro come moneta nazionale 2002, introdotta sotto l’ala economica della Germania.

Il periodo migliore per la costa va da maggio a ottobre, mentre le montagne danno il meglio tra gennaio e marzo. L’estate è ormai da evitare: troppo calda, troppo affollata, troppo breve per un Paese che ha molto da offrire in tutte le stagioni.

Una nuova rotta adriatica

L’Italia è oggi non solo il principale bacino turistico a cui il Montenegro guarda per rilanciare la stagione invernale, ma anche un partner culturale e istituzionale.

Due Paesi vicinissimi – un’ora di volo, una notte di traghetto – che stanno costruendo un modello comune di turismo più sostenibile, meno stagionale e più radicato nella storia che li unisce.

#sapevatelo2025 

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