È GIUSTO INFORMARE
UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE CON LA FATTIVA COLLABORAZIONE DELLA DOTTORESSA URSULA FRANCO, ESPERTA DELLA MATERIA

LA STATEMENT ANALYSIS APPLICATA AL CASO DI GARLASCO
In questura il 17 agosto 2007, 4 giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi:
La telefonata di Alberto Stasi al 118:
Stasi ipotizza che Chiara sia stata uccisa, un’ipotesi forte e inaspettata da parte di un familiare che è a conoscenza del fatto che la vittima viveva in un contesto privo di legami con la malavita e che non aveva nemici. Chiara poteva essere inciampata e caduta ed essersi lesa un’arteria, perché ha pensato all’omicidio?
Uno stralcio di interrogatorio di Alberto Stasi:
In Statement Analysis partiamo dal presupposto che chi parla sia “innocente de facto” e che parli per essere compreso. Pertanto, da un “innocente de facto” ci aspettiamo che neghi in modo credibile e che lo faccia spontaneamente.
Ci aspettiamo anche che nel suo linguaggio non siano presenti indicatori caratteristici delle dichiarazioni di coloro che non dicono il vero.
Un “innocente de facto” non ci sorprenderà, negherà in modo credibile già dalle prime battute.
Un “innocente de facto” mostrerà di possedere la protezione del cosiddetto “muro della verità” (wall of truth) che è un’impenetrabile barriera psicologica che permette ai soggetti che dicono il vero di limitarsi a rispondere con poche parole in quanto gli stessi non hanno necessità di convincere nessuno di niente.
Una negazione è credibile quando è spontanea, ovvero non è pronunciata ripetendo a pappagallo le parole dell’interlocutore.
In sintesi, da Alberto Stasi ci aspettiamo che neghi in modo credibile di aver ucciso Chiara Poggi e che possegga il cosiddetto “muro della verità”.
La frase “io non ho ucciso Chiara”, seguita dalla frase “ho detto la verità” o “sto dicendo la verità” riferita a “io non ho ucciso Chiara”, è una negazione credibile. Anche “io non ho ucciso Chiara, sto dicendo la verità, sono innocente” è da considerarsi una negazione credibile.
Stasi: Io non ho fatto niente a Chiara, non ho fatto assolutamente nulla.
Stasi non solo non nega in modo credibile di aver ucciso la povera Chiara ma mostra di avere bisogno di convincere, un bisogno che gli innocenti non hanno.
Stasi: Non ho… non ho fatto nulla alla Chiara, non ho fatto nulla alla Chiara.
“Non ho fatto nulla alla Chiara” non è una negazione credibile.
Pm Rosa Muscio: Ma ti rendi conto di cosa… di quello che stai dicendo?
Stasi: Io mi rendo conto che non ho fatto nulla,questa è l’unica cosa che mi rendo conto, sono a posto con la mia coscienza, sono a posto con Chiara, lei lo sa che non sono stato io.
“non ho fatto nulla”, “sono a posto con la mia coscienza”, “sono a posto con Chiara” e “lei lo sa che non sono stato io” non sono negazioni credibili.
Pm Rosa Muscio: Lei chi?
La PM si stupisce del fatto che Stasi parli di Chiara come se fosse in vita tanto che gli chiede a chi si stia riferendo.
Stasi: Chiara, lei lo sa benissimo che non sono stato io e sa anche chi è stato perché è stato lui e non io. Non so che altro dire, non sono stato io, non sono stato io, non sono stato io.
Stasi continua a non negare in modo credibile e a mostrare di avere bisogno di convincere.
Stasi non è stato in grado di negare in modo credibile di essere l’autore dell’omicidio della sua fidanzata.
