CIA: «RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CALAMITÀ»All’appello si uniscono anche Araneo e Verri del M5S: «Interventi fermi, servono risposte immediate»

La Cia Agricoltori Italiani chiede l’immediato intervento della Regione Basilicata e del Dipartimento Agricoltura affinché con tempestività attivi tutti i necessari adempimenti per pervenire al riconoscimento dello stato di calamità degli areali colpiti dalle piogge torrenziali e fenomeni alluvionali, unico modo per dare un reale e concreto sostegno in questa fase di emergenza in particolare al settore cerealicolo della Provincia di Matera.

Nell’evidenziare che in diverse aree del Materano sono stati registrati eventi e piogge di forte intensità e fenomeni alluvionali, la Cia aggiunge: «dalle risultanze del servizio meteo è stato rilevato che in poche ore in tali territori le precipitazioni sono state di oltre 1/6 di tutti i quantitativi di pioggia che mediamente dovrebbe cadere in condizioni ordinarie in una intera annualità».

Tali fenomeni estremi sia per estensione che per intensità hanno fortemente compromesso gli areali della collina Materana a vocazione cerealicola, provocando dilavamento e ruscellamento dei terreni; evidenti sono le modifiche allo stato dei luoghi, altrettanto palesi sono le alterazione dei terreni, come pure la totale compromissione e la perdita delle semine.

«Rileviamo ancora una volta – è scritto nella nota – che per effetto dei cambiamenti climatici il settore agricolo è sottoposto a re- pentine e contrapposte problematiche, fino a qualche giorno fa le criticità erano legate alla carenza idrica, oggi facciamo i conti con danni da alluvione e bombe d’acqua che compromettono le diffuse lavorazioni e di conseguenza i raccolti.

Pur volendo adoperarsi per azioni di prevenzione e di adattamento il settore agricolo è destinatario sempre più di effetti negativi che determinano la perdita degli investimenti e la forte contrazione dei redditi».

«Nel caso delle semine infatti le criticità – evidenzia la Cia – non riguardano solo le lavorazioni, la modifica ai terreni, ma anche, ed è la componente più onerosa, la totale perdita delle sementi che le forti piogge hanno danneggiato e trascinato, il cui costo si attesta ad oltre 55€ a q.le costo che va rinnovato se si vuole tentare di non perdere l’annata agraria.

I cerealicoltori dovranno ricomprare con la speranza che possano a breve riseminare, consapevoli che le quotazioni del grano duro al produttore resta sotto i 28€ a q.le.». Su questo punto intervengono le consigliere regionali del M5S Basilicata, Viviana Verri e Alessia Araneo, che denunciano la persistente assenza di programmazione e manutenzione delle infrastrutture idriche: «Agli effetti de- vastanti dei cambiamenti climatici si aggiunge la cronica assenza di interventi sulle infrastrutture idriche, un tema su cui ci siamo battute insieme a tutte le forze di opposizione, chiedendo risposte alla Regione, ad Acque del Sud e al Consorzio di Bonifica», affermano. Le risposte, tuttavia, tardano ad arrivare.

E quando arrivano, sottolineano le due consigliere, vengono spesso disattese: «Esempio emblematico sono i lavori della diga di Monte Cotugno, annunciati con enfasi, iniziati e poi fermi, nonostante dovessero concludersi entro fine 2025», spiegano Araneo e Verri, ricordando come la mancanza d’acqua e la dispersione della poca disponibile sia- no ormai frutto di «croniche inefficienze».

Il quadro, avvertono, è allarmante: «Quanto potranno resistere ancora i produttori agricoli, che tra mille sacrifici sostengono uno dei settori trainanti dell’economia lucana?

A quando un piano serio di manutenzione degli invasi e una governance efficiente della risorsa idrica?»

In attesa di risposte concrete, Verri e Araneo rilanciano l’appello delle associazioni di categoria: «Chiediamo che la Regione attivi immediatamente le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità, per garantire un sostegno immediato e concreto agli agricoltori colpiti da questa ennesima emergenza».

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