SCIOPERO DELLA SETEBolognetti e la sua protesta: solidarietà di Latronico

Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, è tornato a sollecitare un confronto pubblico sul tema del diritto umano alla conoscenza mentre prosegue la sua iniziativa nonviolenta.

Dopo trenta giorni di sciopero della fame e digiuno, dalle 23.59 del quattro dicembre ha avviato anche lo sciopero della sete, definendo la sua azione «fame e sete di verità e democrazia, di giustizia e libertà».

«Satyagraha significa fermezza per la verità», afferma, precisando che la sua non è un’azione di ricatto ma «difesa di un diritto umano che dà sostanza a ogni autentica democrazia» Bolognetti sostiene di voler «convincere», cioè «vincere assieme», i suoi interlocutori affinché cessino quelle che definisce «omissioni e atti che compromettono diritti civili e politici».

Al centro della sua denuncia vi è il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo, accusato di praticare «censure e manipolazioni» tali da trasformare l’informazione in una sorta di «Ministero della Verità in chiave orwelliana».

L’attivista richiama due messaggi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del duemilaquindici e del duemilaventitre, in cui si sottolinea il valore del pluralismo, della conoscenza e della libertà di informazione come fondamenti della vita democratica.

Nel rivolgersi alla Commissione di Vigilanza sulla Rai, Bolognetti afferma di avere «provato a dare tempo al confronto», ma avverte che «questo tempo non potrà durare ancora a lungo».

Rievoca inoltre una lettera di Marco Pannella del millenovecentottantanove indirizzata a Nilde Iotti, giudicandola «attuale più di ieri» per la descrizione dei rischi legati alla manipolazione mediatica e alla distorsione del dibattito pubblico.

«Non smetterò fino a quando avrò un filo d’aria nei polmoni di difendere un diritto che è di tutti», dichiara, denunciando che un manifesto a sostegno della riforma dell’ordinamento giudiziario sarebbe stato «reso clandestino» dal servizio pubblico. «La democrazia è un fiore che va costantemente curato», afferma, rivendicando l’ambizione di essere un «attivatore di democrazia» e invitando il ceto politico a smettere di «filtrare il moscerino e ingoiare il cammello».

La dura iniziativa di Bolognetti ha suscitato la reazione dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che ha espresso pubblicamente la sua vicinanza. «Apprendiamo con forte preoccupazione le condizioni di salute di Bolognetti, che porta avanti una forma di protesta assai afflittiva in nome di principi e diritti fondamentali», afferma l’assessore.

«Riconosco la dignità delle sue battaglie per la libertà e lo Stato di diritto.

Il suo contributo è prezioso e non può venire meno».

Latronico rivolge poi un appello diretto: «Nessuna causa, per quanto nobile, può valere il sacrificio della salute. Invito Maurizio a tutelare se stesso e a desistere da forme così drastiche».

La risposta di Bolognetti è improntata al dialogo: «Carissimo Cosimo, grazie per questo riconoscersi.

Ho bisogno di un po’ di tempo per riflettere dopo tanti giorni di un’azione così impegnativa, che da circa venti ore prosegue con lo scio- pero della sete.

Ti abbraccio con affetto e conto quanto prima di metterti al corrente di quel che ho deciso»

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